La vittoria e la consapevolezza di doversela sudare. Gasparetto: Occhio al Pontedera

Con nove punti in tre partite, la SPAL continua a coltivare il suo sogno consolidandosi al vertice della classifica. La vittoria in rimonta con la Pistoiese è stata la conferma che la squadra allenata da mister Semplici è matura per condurre un campionato di vertice. Gruppo affiatato, società attenta, tifoseria entusiasta: gli ingredienti per arrivare in alto ci sono tutti, l’importante, come ha già ripetuto più volte il tecnico spallino, è mantenere la concentrazione e l’umiltà e continuare a lavorare sodo. I biancazzurri, dopo una domenica di riposo, lunedì pomeriggio sono già tornati al lavoro per preparare la trasferta di sabato prossimo contro il Pontedera, squadra che l’anno scorso concesse solamente un punto in due partite alla SPAL.

Prima della seduta di allenamento si sono presentati in conferenza stampa due pilastri della retroguardia spallina, il portiere Paolo Branduani e il difensore centrale Daniele Gasparetto. Branduani, imbattuto fino a sabato scorso, si arrende all’ineluttabilità: “Abbiamo incassato il primo gol della stagione, però fortunatamente siamo riusciti a ribaltare il risultato. Prima o poi il gol doveva arrivare, l’importante è cercare di migliorarsi sempre per concedere il meno possibile ai nostri avversari”. Quest’anno il numero uno spallino, oltre che per la sua bravura tra i pali, è chiamato anche a partecipare al gioco della squadra: “Proviamo sempre a partire da dietro, direttamente da me e questo ci permette di sviluppare una manovra migliore”. Branduani chiude il suo intervento indicando le sue speranze stagionali, sia a livello di singolo che di squadra, ed elogiando il pubblico del “Mazza”: “A Ferrara mi trovo benissimo. Ringrazio i vecchi che mi hanno aiutato a integrarmi fin da subito. Qui ho trovato un bellissimo gruppo, oltre che una grande squadra. Personalmente cercherò di dare il massimo contributo per il raggiungimento degli obiettivi societari. C’è molto entusiasmo nell’aria, ma dobbiamo mantenere i piedi per terra e continuare su questa strada. Il pubblico è fantastico: giocare in casa è sempre un’emozione fortissima. Sabato nei momenti di difficoltà iniziali sono riusciti a darci la carica e hanno continuato a sostenerci fino alla fine. Sono senza dubbio il nostro dodicesimo uomo in campo”.

Gasparetto, al suo secondo anno a Ferrara, riconosce che la SPAL di quest’avvio di stagione è un’ottima squadra, ma è ancora troppo presto per fare previsioni: “Ciò che rende una squadra competitiva è la continuità dei risultati. Non si deve mai sottovalutare l’avversario che si va ad affrontare domenica dopo domenica: non esiste una partita facile, ogni gara è a sé”. Il difensore passa poi ad analizzare il match di sabato scorso, ammettendo che i ragazzi di Alvini hanno dato del filo da torcere a lui e compagni: “La Pistoiese ha giocato un’ottima partita, soprattutto nel primo tempo abbiamo sofferto la loro rapidità e i loro cambi di passo. Nel secondo tempo sono calati d’intensità e noi invece abbiamo iniziato a creare di più, riuscendo a ribaltare una partita che fino a dieci minuti dalla fine continuava ad essere in bilico”. Messa già da parte l’euforia per la terza vittoria consecutiva, ora la testa è già proiettata alla trasferta di sabato: “A Pontedera c’è un campo particolare, sintetico, che l’anno scorso ci ha impedito di andare oltre il pareggio. Siamo cresciuti rispetto all’ultima volta che li abbiamo incontrati e sabato andremo là con lo spirito e la cattiveria giusti per affrontarli al massimo delle nostre possibilità”. Non è un segreto che la compagine estense sia considerata da molti degli addetti ai lavori tra le candidate principali a giocarsi il ruolo di protagonista del girone B, di conseguenza è presumibile che gli avversari, quando la incontreranno, punteranno a sfoderare tutte le proprie armi: “Non so se sia giusto definirci la ‘squadra da battere’. Siamo consapevoli delle nostre potenzialità e sappiamo di poter arrivare in alto: sta a noi proseguire la striscia positiva, evitando di trasformare i nostri valori in presunzione e continuando a far parlare il campo al nostro posto”.

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