Acque agitatissime in casa Bondi: il ds Ebeling si dimette e dà la sua versione dei fatti

Pare che la conferenza stampa convocata martedì da Fabio Bulgarelli abbia smosso notevolmente le acque, anziché raffreddare gli animi: a 24 ore di distanza sono infatti arrivate come un macigno le dimissioni irrevocabili del ds John Ebeling, affidate a un comunicato che riportiamo di seguito:

In estate con entusiasmo e positività ho intrapreso la collaborazione con la società in un momento non facile. Ad un certo punto c’è stato un fuggi-fuggi generale, che ho dovuto gestire cercando di rimettere in piedi la situazione e trovando sostituti all’altezza dei precedenti, con un budget limitato e inferiore a quello precedente, che mi ha visto ricevere molti ‘No, grazie’. Ripartire e ricostruire da zero in un ambiente che da agenti e giocatori, alla luce delle polemiche estive, non era più visto con fiducia, è stato difficile, ma possibile grazie all’esposizione della mia immagine di persona corretta, onesta, leale, professionale costruita in trent’anni di carriera. In questo momento mi sento molto deluso e amareggiato per quello che è stato detto e scritto sul mio conto, danneggiando la mia persona e la mia immagine, per la quale ho tanto lavorato. Ancora più triste mi rende il fatto che tutto questo sia successo nella città di Ferrara, nella quale è partita la mia carriera professionistica. Città che mi ha dato tanto e a cui ho sempre cercato di ricambiare, prima sul parquet e poi dietro la scrivania. Da maggio a oggi ho sempre lavorato 24 ore al giorno, sacrificando la mia attività e la mia famiglia per il bene della Pallacanestro Ferrara. Premesso questo, ritengo doveroso precisare alcune dichiarazioni lette sui giornali di oggi non rispondenti al vero. Situazione budget: inizialmente mi è stato chiesto di non superare il budget netto dello scorso anno, cosa che ad oggi è stata assolutamente rispettata, nonostante il livello del campionato sia nettamente superiore. In corso di campagna acquisti, questo budget iniziale è stato improvvisamente decurtato a causa dell’uscita di uno degli sponsor principali, Veneto Banca. Come fu anche detto dalla società questo inconveniente ha influito sulle strategie di mercato necessarie a completare il roster. Secondo punto, la costruzione del roster: sono ancora convinto che questa sia la squadra migliore che potessimo costruire in accordo con il budget e le tempistiche rese complicate dalla questione-Martelossi. Mi sembra altresì prematuro giudicare tutto il lavoro svolto in estate dopo tre giornate di campionato. Ribadisco che tutte le scelte tecniche sono state condivise da tutto lo staff com’è nel mio stile considerare il lavoro di squadra come un punto fondamentale per la costruzione di un gruppo. Terzo punto, Brkic: ho sentito lamentele per il costo del giocatore, durante la trattativa che ormai era verbalmente chiusa a una certa cifra. Questa stessa cifra è aumentata a causa delle premature dichiarazioni fatte sui media dalla società a firma non ancora avvenuta. Dopo l’esordio a Ravenna, tutti erano contenti di David e pure io sono stato personalmente ringraziato da Fabio (Bulgarelli – ndr), quindi ora a distanza di un paio di partite, mi sembra esagerato quanto espresso nei miei confronti. Brkic era due anni fa il giocatore dell’anno e di lui, come degli altri ho ancora piena fiducia. Quarto punto, l’ingaggio di Ibarra: ferma restando l’enorme stima che ho prima nei confronti dell’uomo e poi nei confronti del giocatore, inizialmente era stata valutata l’idea di prendere un giovane playmaker della nazionale under20. Questa proposta è stata completamente bocciata dalla società e ora dalla stessa ripresa in considerazione. Quinto aspetto, solo sette giocatori: la squadra è stata costruita con sette giocatori e tre under per non spendere i 5mila euro di multa previsti dal regolamento Fip qualora si decidesse di rinunciare a un giocatore under così come mi è stato chiesto dalla società, con l’idea di andare eventualmente sul mercato a gennaio, se si fossero trovate nuove risorse. Termino, così come non avrei mai voluto, la mia collaborazione con la società. D’ora in avanti risponderò pubblicamente ogni qualvolta comparirà nei miei confronti un’accusa basata su fatti non aderenti alla realtà“.

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