La coperta rimane corta, ma Morea annota i progressi: La squadra dimostra continuità

Come di consueto, il primo ad arrivare in sala stampa è stato coach Morea, amareggiato per la sconfitta ma comunque soddisfatto dell’ottima prestazione dei suoi giocatori.

Coach, contro una grande squadra come Imola, è stata una partita comunque giocata alla pari con l’ultima occasione per portare a casa la vittoria. Un suo commento?
“È stata una partita caratterizzata da break e contro-break: nel primo tempo siamo stati noi a dover inseguire, mentre nel secondo le cose si sono ribaltate quasi fino alla fine. Nel momento in cui sembrava avessimo dato lo strappo decisivo c’è stato qualche episodio che ha condizionato l’andamento della gara e il risultato finale. Il piano partita era evitare che Hassan si accendesse, per questo nel primo tempo abbiamo concesso qualche tiro in più ad Anderson perché sapevamo che comunque le sue conclusioni se le prende, a prescindere dalla difesa. Nonostante tutto però, Hassan è riuscito ad entrare in partita e questo ha riacceso le speranze di vittoria di Imola. Nell’ultimo parziale c’è stata qualche palla persa di troppo da parte nostra che ha permesso agli avversari di tornare al comando, poi nell’ultima azione non c’è stata la lucidità necessaria per trovare l’uomo giusto da servire. Stasera una cosa che mi è piaciuta è la continuità che ora riusciamo a mettere in campo per tanti minuti, mentre abbiamo prodotto troppi pochi assist rispetto al solito e qualche palla persa in più”.

Oggi la squadra così com’è avrebbe potuto vincere, ma il presidente ha detto che un uomo in più avrebbe potuto dare una grossa mano, ribadendo l’intenzione di andare sul mercato.
“Noi ci alleniamo e giochiamo a prescindere. È chiaro che nel momento in cui vi sarà un’aggiunta nel roster dovrà essere quella giusta, in modo da aiutare tutti quelli che già compongono questo organico e si danno da fare in palestra. Io ora devo prendere atto di quello che fanno i miei uomini in campo: oggi sono entrati con l’atteggiamento giusto nonostante abbiano giocato la maggioranza dei minuti in sei. Al mercato ci si pensa durante la settimana, fino al sabato prima della partita. Inoltre la situazione non è ottimale, ci sono state poche uscite da parte delle squadre sia in categoria che dalla Serie A, anche se noi stiamo visionando comunque diverse soluzioni”.

Ora la parola ad uno dei veri protagonisti di questa gara, Jordan Losi autore di 15 punti con 8 rimbalzi e 3 assist.

Jordan quanto fa male perdere una partita del genere? Sembrava poteste chiuderla con tranquillità invece in extremis è giunta la beffa.
“Fa malissimo. Quando perdi di un punto in casa, praticamente allo scadere, è sempre brutto. Però dobbiamo essere filosofici ed avere il pensiero già rivolto a domani, perché le ferite guariscono”.

Sul +10, in un ottimo momento di squadra, avete dato l’impressione di avere la partita in mano, cos’è successo poi?
“Nella pallacanestro di oggi i vantaggi non contano più niente. Oggi le azioni durano 10/15 secondi in media e si può essere in grado di recuperare qualsiasi cifra. Quello è stato un grandissimo momento, poi ci son stati episodi, la stanchezza e tutto quello che vuoi ed è andata come è andata. Oggi nel basket si può tornare in partita da qualsiasi condizione, quindi il +10 non è definitivo.”

Aver fatto una partita del genere contro una grande squadra come Imola si può dire che abbia fatto accrescere la vostra autostima?
“Ora come ora non lo penso. Imola è una squadra concreta e pronta a giocare questo campionato. Noi abbiamo fatto una grande gara, dobbiamo darcene atto. L’essere vincenti non è il risultato di tutta una serie di vittorie, ma è come vengono usate da te stesso sia vittorie che sconfitte. Dopo la trasferta di Trieste abbiamo imparato tanto e a Mantova si è visto. Speriamo che anche da questa possano arrivare gli stessi risultati”.

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