La schiettezza di Gattuso: Spero che domenica vinca la SPAL, è una squadra più pronta di noi

Gattuso alza bandiera bianca nei confronti della Spal? Conoscendo il carattere del tecnico pisano e conoscendo più in generale l’uomo di sport, alla domanda iniziale rispondiamo con un secco “No”. Allo stesso tempo, però, lo spunto di riflessione offerto dall’allenatore del Pisa nella conferenza stampa di presentazione di Pisa-Savona è veramente interessante poiché riguarda direttamente la SPAL e il big match dei biancazzurri di domenica contro la Maceratese. Queste le parole di Rino Gattuso, riportate dai colleghi di Tuttopisa.it, in un contesto di esternazioni per nulla banali e dal sapore particolarmente polemico:

Chi spero vinca tra le due(SPALe Maceratese ndr)? Sinceramente? La SPAL. Noi abbiamo avuto tante occasioni per fargli sentire il fiato sul collo, ma una squadra che vuol vincere non può pareggiare tante gare contro le piccole. La SPAL è più pronta di noi, non sono mai in difficoltà, soffrono e stanno là, non fanno fatica, alle volte mi sembra non sudino nemmeno: quando noi invece dobbiamo vincere o ci affidiamo agli episodi o fatichiamo. Basta fare l’esempio della Lupa Roma: noi ad Aprilia abbiamo strappato un pari sofferto, loro le hanno rifilato cinque pappine“.

Giochino psicologico per spostare tutta la pressione su Semplici e i suoi ragazzi, oppure onesto riconoscimento del divario tra le due squadre? Altre dichiarazioni rilasciate nel pomeriggio aiutano a farsi un’idea: “[…] alle volte sembriamo una banda quando giochiamo, e io alle volte non mi capacito del perché va così. Qua non si può pensare ai playoff, qua dobbiamo svegliarci: se il problema sono io faccio anche un passo indietro, per il bene di tutti e della società […] con il Tuttocuoio non sappiamo nemmeno noi come abbiamo fatto a vincere, l’unica partita positiva è stata quella contro l’Arezzo: anche domenica scorsa contro il Rimini si era detto di andare a prenderli alti, non lo abbiamo mai fatto. Ripeto che siccome non siamo una squadra a pezzi, ma lavoriamo a mille allora, sono preoccupato“.

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