La lavagna passa nelle mani di Turchetto: Non stiamo sbaraccando, ritroviamo equilibrio

Già si sapeva da un paio di giorni, mancava solamente la solita presentazione ufficiale. Andrea Turhetto passa dal ruolo di vice dell’esonerato Morea a quello di head coach della Bondi Pallacanestro Ferrara. Soluzione interna scelta probabilmente per dare continuità, senza stravolgimenti epocali nel finale di stagione. A fare gli onori di casa durante la conferenza stampa è Alessandro Pasi e non il presidente Fabio Bulgarelli, fuori città per impegni lavorativi: “Ci tengo a precisare che questa non è assolutamente una soluzione di ripiego, anzi, abbiamo rifiutato altri allenatori che ci sono stati offerti dai loro procuratori. Andrea non è un traghettatore. Non vogliamo tirare a campare e non abbiamo alcuna intenzione di tirare i remi in barca. E’ molto dura, ma non siamo ancora tagliati fuori. Il calendario è dalla nostra parte rispetto ad altre squadre. Cerchiamo di cavalcare la grande voglia di rivincita che abbiamo”.

Poi la palla passa al protagonista di turno, Turchetto e al suo secondo, Lorenzo Santi, ex Vis 2008: “Mancano quattro gare, dobbiamo cercare di prenderle una alla volta – spiega il nuovo allenatore estense. Non sono preoccupato, la squadra c’è e ha molte qualità. Dobbiamo cercare di trasformare l’amarezza dei risultati che ci sono sfuggiti di mano in queste giornate per trovare energia per chiudere al meglio la stagione. Finiremo la settimana provando ad adattare ancora di più Ike (Udanoh, ndr). Riprenderemo gli allenamenti martedì, mentre mercoledì faremo un’amichevole con la Tezenis Verona, poi metteremo nel mirino Roseto”.

E sotto il punto di vista del gioco vedremo cambiamenti o, invece, si continuerà a seguire la linea tracciata da Morea? “Io con questa squadra ho lavorato da inizio stagione e la conosco, così come il percorso fatto fino ad ora, in ogni sua minima evoluzione. Proverò a farla migliorare, nel limite del possibile. Iniziamo ad aggiustare le cose, un mattoncino sopra l’altro, con l’obiettivo di invertire la rotta. Ovvio che comunque ragiona con la propria testa e vede il basket a proprio modo”. C’è il rischio che un vice, promosso così da un momento all’altro, non riesca a prendere le redini della squadra? “Sono tranquillo. Ho ricevuto attestati di stima in questi ultimi giorni che mi han dato fiducia. Con i ragazzi si è instaurato un bel feeling, possiamo lavorare con serenità e fare le nostre cose”. Spazio ai giovani? Con la stagione che sembra aver preso una piega difficile da cambiare possono avere più minuti a disposizione. “Sì, perché no. Ma l’importante è trovare equilibrio. Non li metterò mai in campo tanto per fare, non stiamo sbaraccando e non è tempo di esperimenti. Ma se possono aiutare a vincere in alcune situazioni non esiterò a farli giocare”.

La chiosa finale è a firma di Pasi, che in modo categorico smentisce le voci su trattative di mercato date già in dirittura d’arrivo: “Abbiamo dei buoni giocatori, è normale che ce li chiedano. Ma non vogliamo smobilitare e pensare alle vacanze estive. Bucci ha richieste, Udanoh idem. Fa parte dell’ordinario andamento delle cose nello sport”. La speranza per il direttore sportivo estense sembra davvero essere l’ultima a morire. “Non dipende solo da noi ma, comunque, non siamo morti. L’impresa di centrare i play-off ha un coefficiente di difficoltà altissimo, però nulla è impossibile. Vediamo cosa succede con Roseto poi ci guardiamo. Finché la matematica non ci condanna io ci credo, datemi pure del matto”.

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