Gli scontri diretti rimangono un problema, SPAL rimontata ancora una volta dal Pisa

di quinzio vs pisa

Se c’è un dato positivo per la SPAL, è che gli scontri diretti in questa stagione sono finiti, a meno di voler contare la trasferta di Ancona in programma tra due settimane. I biancazzurri escono sconfitti dall’Arena Garibaldi, confermando di avere un problema con le altre big del girone B. Impietoso il conto dei punti: zero in quattro partite contro Pisa e Maceratese, uno in cinque volendo includere anche il già citato Ancona nel ragionamento. Un problema che probabilmente non toglierà il sonno a Semplici e alla dirigenza, visto che la SPAL rimane a +5 sulla seconda con cinque partite da giocare, ma che solleva interrogativi inquietanti sulla capacità della squadra di reggere a certe pressioni.

La partita è sentita e si capisce immediatamente: entrambe le squadre lottano su ogni pallone senza mai risparmiarsi, dando vita a contrasti che spesso generano capannelli attorno all’arbitro. Il frastuono attorno quasi non fa sentire i fischi dell’arbitro e contribuisce ad aumentare la tensione. Il Pisa è determinato, ma la SPAL è compatta e sa aspettare, consapevole che la partita la devono fare gli altri. Varela è lo spauracchio principale e quando al 12′ ruba il tempo a Gasparetto, si teme il peggio: sul suo cross però arriva Cottafava in chiusura. C’è intensità, ma poco ritmo. Lisuzzo fa buona guardia sui lanci lunghi della SPAL e Cellini deve giocare di furbizia. I calci piazzati, in un contesto del genere, diventano un fattore. Di Quinzio al 33′ non riesce a sfruttarlo, calciando debolmente verso Bindi. Risponde il solito Varela: dribbling da funambolo e destro a giro, palla sopra la traversa. Al primo angolo della partita cambia il parziale: traversone di Castagnetti su cui Mora arriva per primo e parabola strana che si infila alle spalle di un non impeccabile Bindi. Delirio totale nel settore ospiti. Il Pisa però non si scompone e risponde immediatamente: destro di Mannini al volo, fuori di poco. A fare le spese delle fiammate offensive dei nerazzurri sono soprattutto i centrali di difesa, messi spesso sotto pressione. Cottafava e Giani rimediano cartellini pesanti nell’economia della partita. La tensione si diceva: una respinta della barriera su una punizione di Peralta accende le proteste del Pisa per un presunto tocco di braccio e si accende un principio di rissa. Il tempo di gioco è finito e l’arbitro ha fischiato due volte, ma nessuno ci pensa: panchina in campo e faticosi tentativi di separare i contendenti. Pagano il conto Gasparetto e Cani, ammoniti.

Per qualche strano motivo, a rientrare dagli spogliatoi con il timore di sbagliare è la SPAL e così si ripete beffardamente il copione dell’andata: dopo neanche due minuti Peralta rientra da sinistra, salta Giani e fa secco Contini con un missile a fil di palo. I biancazzurri incassano il colpo e non si riprendono più, schiacciandosi progressivamente e difendendo quasi sempre a cinque. Zigoni e Cellini non ricevono più un pallone e il possesso diventa quasi esclusivo dominio degli uomini di Gattuso. Quando succede questo, il gol prima o poi arriva a meno di difendersi impeccabilmente e la SPAL non riesce a farlo, addormentandosi su un cross non proprio teso di Golubovic. Dietro alle spalle di Lazzari sbuca Mannini che da due passi fa 2-1. Il boato dell’Arena è di quelli che piegano le gambe. Pur volenterosa, la SPAL conferma di non avere le forze mentali necessarie per rientrare in una partita di questa intensità e non trova soluzioni credibili. Cellini e Zigoni rimangono spesso soli contro i centrali di casa e neanche gli ingressi di Grassi e Finotto contribuiscono a ravvivare l’undici di Semplici. Di fatto la SPAL non riesce a creare problemi dalle parti di Bindi e finisce anche in dieci per il secondo giallo a Giani. In pieno recupero Finotto aggancia un pallone in piena area, ma conclude debolmente. È il segnale di resa, i biancazzurri tornano a casa sconfitti per la quarta volta in stagione. Il fatto che queste quattro sconfitte siano arrivate con Pisa e Maceratese e Pisa, non è un caso. Per festeggiare, bisognerà stringere i denti ancora un po’ e non farsi prendere dal panico.

Pisa-SPAL 2-1 (pt 0-1)

PISA (352): Bindi; Crescenzi, Lisuzzo, Polverini; Golubovic, Verna, Ricci, Lores Varela (dal 43′ s.t. Tabanelli), Mannini; Peralta (dal 33′ s.t. Di Tacchio), Cani (dal 18′ s.t. Montella). A disp.: Brunelli, Fautario, Avogadri, Makris, Provenzano, Forgacs, Sanseverino, Rozzio, Eusepi, Tabanelli. All.: Gattuso.

SPAL (352): Contini; Gasparetto (dal 33′ s.t. Finotto), Cottafava, Giani; Lazzari, Gentile (dal 40′ s.t. De Vitis), Castagnetti, Di Quinzio (dal 22′ s.t. Grassi), Mora; Cellini, Zigoni. A disp.: Branduani, Beghetto, Bellemo, Ceccaroni, Posocco, Schiavon, Silvestri, Spighi. All.: Semplici.

Arbitro: Sig. Mainardi di Bergamo (ass.ti: Argentieri e Maiorano).
RETI: 40′ p.t. Mora (S); 2′ s.t. Peralta (P), 15′ s.t. Mannini (P).
Ammoniti: Cottafava (S), Giani (S), Gasparetto (S), Cani (P), Grassi (S), Ricci (P).
Espulso: Giani (S) al 46′ s.t. per doppia ammonizione.
Note: giornata calda e soleggiata, campo in buone condizioni. Angoli: 1-1. Recuperi: 0′ p.t., 4′ s.t. Spettatori: 2.564 abbonati, 7.167 paganti (1.454 da Ferrara), totale 9.751 (record stagionale).

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