Fabio Capello e la SPAL, storia ancora aperta: Meraviglioso rivederla in serie B

Nella serata di giovedì la SPAL è stata ospite della Sagra Scottadito organizzata dalla Pallacanestro 4 Torri. Non è un mistero che il presidente granata Moretti sia un grande tifoso biancazzurro e così a metà serata è arrivata una sorpresa tanto inaspettata quanto gradita: un collegamento telefonico nientemeno che con Fabio Capello.

L’ex allenatore di Milan, Roma, Real Madrid e Juventus arrivò giovanissimo a Ferrara alla corte di Paolo Mazza nel 1962, per esordire in prima squadra due anni più tardi e rimanere fino al 1967. Per cui può senz’altro dire di avere un legame speciale con la SPAL: “Rivederla in B è una grande emozione – ha detto Capello mentre uno stand gremito ascoltava trepidante – perché con la SPAL ho esordito in serie A, prima di scendere di categoria. Giocai tre partite e l’esordio fu col Modena perché Massei stava poco bene. L’anno dopo rimasi fuori per un po’, fino a che il commendatore Mazza, quando mancava una decina di partite, decise che dovevano giocare tutti i giovani. E così fu il momento di ragazzi come me, Reja e Pasetti per dirne tre. Vincemmo tutte le partite e risalimmo in serie A, fu meraviglioso. Come lo deve essere adesso dopo ventitre anni di attesa. Per una realtà come la SPAL stare in B è davvero il minimo. Mi voglio complimentare con tutti, perché è stato fatto un grande lavoro”.

Da Moretti è giunto l’invito a presenziare a una partita della SPAL nel prossimo futuro: “Mi piacerebbe tantissimo, – è stata la risposta di don Fabio – fra l’altro all’epoca abitavo vicino allo stadio e mia moglie l’ho proprio conosciuta a Ferrara quando lei andava a scuola, per cui il mio legame è ancora forte”.

Capello ha anche voluto dire la sua su quello che attende la SPAL in serie B: “Per come la vedo io non bisogna mai fare rivoluzioni su squadre che hanno raggiunto l’obiettivo. Penso che due o tre innesti di valore, che facciano la differenza, possono far fare un bel campionato alla SPAL. D’altra parte ha dominato in C e il salto non è così grande come tra la B e la A. So anche che lì giocano due o tre giovani interessanti. Storicamente la SPAL è sempre stato un trampolino di lancio per tanti giocatori e se la radice è buona possono arrivare frutti ottimi. Quindi vi dico: siate fiduciosi, andiamo in B senza problemi e soprattutto senza paura”.

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