Il campo alternativo diventa un caso: il Bologna non è convinto. Mattioli: Valutiamo un piano B

Tanto per cambiare, sono giorni frenetici per Walter Mattioli. Non tanto per il calciomercato, ma per gli adempimenti legati allo stadio. E’ un dato di fatto: i lavori di adeguamento sono in ritardo rispetto alla tabella di marcia inizialmente delineata dall’amministrazione comunale (come dimostra la tabella) e da Bologna non è ancora arrivato il via libera per indicare il “Dall’Ara” come campo secondario.

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Se fino ad un mese fa l’ipotesi di dover chiedere ospitalità al Bologna era considerata possibile ma non necessaria, ora le cose sono un po’ cambiate. Allo stato attuale viene difficile pensare che il Paolo Mazza possa essere pronto, anche con una deroga, per le partite di Coppa Italia e per l’inizio del campionato di serie B a fine agosto. E questo preoccupa il Bologna, che vorrebbe limitare la disponibilità del Dall’Ara ad una o massimo due partite, come sottolineato stamattina da Mattioli: “Aspettiamo la proposta di convenzione da parte del Bologna, ma Fenucci (amministratore delegato dei rossoblu – ndr) mi ha già specificato che ci concederebbero massimo due partite, a determinate condizioni. Quali? Non ve lo so dire, ma penso si tratti di una soluzione sicuramente onerosa. D’altra parte loro temono che si vada a giocare là per più tempo di quanto si stia pensando adesso e questo causerebbe loro dei problemi. Per cui, in attesa di analizzare il documento in arrivo da Bologna, stanotte abbiamo lavorato a una soluzione alternativa. Non è una cosa su cui possiamo muoverci autonomamente, serve anche il coordinamento delle amministrazioni e delle rispettive prefetture cittadine”.

La premura con cui Mattioli tratta l’argomento è dovuta alle scadenze per l’iscrizione della SPAL al campionato. Per ottenere la cosiddetta “Licenza Nazionale” dalla FIGC ogni società deve infatti adempiere a una lunga serie di punti e uno di questi riguarda i cosiddetti “Criteri Infrastrutturali”. La scadenza per questi ultimi è fissata al 20 giugno, ossia il prossimo lunedì.

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La parte che interessa maggiormente la SPAL è il punto B dell’articolo 3, che dà l’idea di quale sforzo diplomatico sia richiesto per avere le carte totalmente in regola su questo fronte.

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Non avere un impianto alternativo entro lunedì comporterebbe delle conseguenze abbastanza spiacevoli:

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Detto questo, la partecipazione della SPAL alla prossima serie B non è di certo in pericolo per questo dettaglio, ma di certo la società vorrebbe evitare un deferimento e una multa piuttosto salata che andrebbe a intaccare il budget stagionale. Per questo in via Copparo si vaglia ogni soluzione. Scartate Modena e Reggio Emilia per l’eccessivo affollamento, lo sguardo è stato rivolto a nord: Padova e Vicenza sembrano essere le soluzioni più logiche, Udine aveva dato una disponibilità di massima, ma già la Sampdoria ha indicato il “Friuli” come campo alternativo a causa dei lavori che riguarderanno il “Luigi Ferraris”.

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