Sentirsi chiamare mister con evidenti meriti sportivi: Cottafava racconta il suo nuovo ruolo

Cottafava in borghese

Un avviso utile ai tifosi della SPAL. Se decidete di chiamare Marcello Cottafava con l’appellativo di “mister” fate attenzione, potrebbe non girarsi immediatamente. E’ stato lui stesso a scherzarci su nella sua prima vera conferenza stampa da allenatore della Under 17 della SPAL (ex Allievi Nazionali): “E’ una delle cose a cui devo ancora fare l’abitudine, – ha detto con un sorriso – ma conto di imparare anche questo”.

L’ex difensore spallino da domani inizierà a lavorare sul campo con il gruppo della Under 17 formato da ventuno ragazzi nati nel 2000. Una bella sfida se si considera che fino a pochi mesi fa si trovava dall’altra parte della barricata: “Per caratteristiche – ha spiegato – sono sempre stato un giocatore con un ruolo di guida per la squadra, quindi si può quasi dire che il mio percorso fosse un po’ tracciato. Mi sono sempre visto sul campo più che dietro la scrivania, per cui una volta finito nei migliori dei modi il campionato c’è stata questa proposta e dopo un paio di settimane mi sono convinto che questa poteva essere una grande opportunità”. Nel frattempo la SPAL sta ancora cercando il suo erede al centro del terzetto difensivo di Semplici: “Vedo che se ne parla tanto, ma penso che la fretta ce l’abbiamo più i tifosi e la stampa che la società o il mister. La scorsa settimana sono andato a trovare tutti in ritiro e ho visto un bell’ambiente. Chiaro che, a prescindere dall’etichetta di vice-qualcuno, a livello proprio numerico alla SPAL manca un difensore con determinate caratteristiche. Però non è facile trovarlo. Abbiamo visto tutti come sta andando il mercato dei difensori: oggi vengono spese cifre incredibili che fino a qualche anno fa non sarebbero mai state prese in considerazione. Dellafiore? (Sorride) E’ del Latina, per cui non sta a me commentare un’eventuale operazione. Certo è che se un giocatore è sotto contratto e la società non lo vuole cedere, può essere difficile trovare un accordo”.

Archiviato il passato, per il 38enne Cottafava c’è un presente fatto di sfide tutte nuove: “Prima di tutto devo ringraziare Ruggero (Ludergnani – ndr) e tutto il settore giovanile per come sono stato accolto. Quando si è in prima squadra da giocatore difficilmente si ha tempo e modo di farsi un’idea sulle giovanili ed è stato incredibile scoprire quanto sia stimolante questo ambiente. Questo rafforza la mia sensazione di aver fatto la scelta giusta. L’obiettivo primario è ovviamente far crescere i ragazzi, poi verranno i risultati. Quello dell’Under 17 è un passaggio fondamentale. Non dico uno spartiacque per le carriere dei ragazzi, ma quantomeno un primo scoglio da affrontare. Si è nel culmine dell’adolescenza e insieme ad una evoluzione caratteriale, si sperimenta la vera competizione ad altissimi livelli. Quando ho avuto modo di passarci io il mondo era un po’ diverso ed oggi può capitare di trovare qualche ragazzo che finisce con illudersi facilmente di poter fare una carriera con fama, soldi e tutto il resto. Dipende molto dagli esempi che hanno e sta a noi come staff raccontare le cose come stanno per davvero. A fronte di uno che diventa milionario, ce ne sono migliaia che devono ancora arrivare o non arriveranno mai a quel livello. Vanno messe in chiaro le proporzioni. La verità è che per diventare calciatori professionisti bisogna seguire un percorso lento, difficile e pieno di ostacoli. Quello che fa la via breve è l’eccezione. Da parte mia spero di riuscire a spiegare bene tutto questo, fermo restando che spesso si esagera nell’includere tutti i ragazzi di questa generazione nella categoria degli esaltati. In più non dobbiamo dimenticarci che se i ragazzi sono qui alla SPAL è perché hanno dimostrato di poterci stare, anche sotto il profilo del comportamento”.

Ma che allenatore sarà Marcello Cottafava? Il diretto interessato ha detto di volersi concentrare prima di tutto sui valori morali: “La mia idea è quella di… giocare a calcio. Sono convinto che in questa età l’insegnamento debba prevalere sui discorsi di carattere tattico. Grazie a Ruggero posso a contare su due collaboratori (Michele Borghi e Massimo Ori – ndr) che hanno già tanta esperienza e che mi hanno fatto da subito un’ottima impressione. Mi aiuteranno a dare dei principi e far capire ai ragazzi cosa vuol dire essere dei professionisti. Loro al momento non lo sono ancora, nonostante il mondo gli faccia credere di esserlo prima del tempo. Lavoreremo giorno per giorno, capiremo le caratteristiche dei giocatori e faremo in modo di assemblare una squadra che rispecchi i valori del gruppo”.

Come anticipato dallo stesso Cottafava, con gli Under 17 lavoreranno Michele Borghi in qualità di vice-allenatore e Massimo Ori nel ruolo di preparatore atletico. Il primo viene da due anni nell’organico del settore giovanile della SPAL da capo-allenatore degli Allievi Professionisti, il secondo è invece un nuovo innesto come spiegato da Ludergnani: “Massimo torna a Ferrara a diciott’anni dalla prima volta dopo aver trascorso sette anni al Mezzolara. Si può quasi dire che lo abbiamo strappato alla sua squadra. Lui e Michele sono elementi esperti e pensiamo di aver fatto ottimi acquisti per far crescere i ragazzi”. Il gruppo, che beneficerà probabilmente di uno o due innesti nelle prossime settimane, si allenerà al Country Club di Fossadalbero (come la Primavera) in attesa di poter utilizzare i campi di via Copparo.

LINK: La rosa dell’Under 17 e il programma delle amichevoli

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