I biancazzurri ritrovano Ferri da avversario: l’ex capitano guida un gruppo con del potenziale

ferri nel traffico

Finalmente un’altra stagione di pallacanestro può iniziare. Dopo un precampionato tra alti (pochi) e bassi (tanti), la Bondi farà il suo esordio ufficiale domenica 2 ottobre in trasferta, sul campo della UniEuro Forlì. Così come Ferrara, anche i romagnoli hanno avuto diversi problemi di infortuni nella pre-season, tanto da dover rinunciare ad un importante giocatore come Vico per l’esordio al PalaGalassi.


IL QUINTETTO

Neopromossa dopo aver vinto i playoff di Serie B l’anno scorso, la squadra romagnola ha deciso di mantenere quasi intatta l’ossatura della squadra a partire dall’asse play/pivot composto da Ferri e Rotondo. Un altro importante rinnovo contrattuale è quello dell’oriundo Sebastian Vico, uno dei principali fattori della vittoria nello scorso campionato. Per quanto riguarda i due posti disponibili per i giocatori stranieri, la dirigenza forlivese ha deciso di puntare su due elementi con esperienze pregresse di basket europeo: uno si chiama Crockett e arriva dalla lega svizzera, mentre l’altro risponde al nome di Blackshear, che ha giocato la sua prima stagione da senior in Serie A a Pistoia.

10. Michele Ferri (1985, playmaker, 191 cm): grande ex della partita, il cui ricordo è ancora vivissimo nei cuori dei tifosi biancazzurri dopo quattro stagioni consecutive da capitano, una promozione conquistata nel 2012 con l’allora Mobyt. Come tutti ben sappiamo è un giocatore di sistema, con una buonissima visione di gioco e capace di segnare canestri importanti in momenti decisivi della partita. Nell’altra metà di campo è un difensore temibile: nonostante abbia ormai superato la trentina, riesce a mettere in difficoltà anche giocatori più giovani e freschi di lui grazie alla tenacia e allo spirito di sacrificio. Sarà interessante vederlo per la prima volta da avversario.

6. Sebastian Vico (ARG/ITA, 1986, guardia, 190 cm): già visto negli ultimi anni sul parquet di Ferrara con la canotta di Matera, l’italo-argentino domenica non sarà della partita a causa di un infortunio subito sul finire di precampionato. Una perdita importante per coach Garelli che dovrà fare a meno del talento offensivo di questo ragazzo, uno con diversi punti nelle mani e un’intelligenza cestistica notevole.

25. Wayne Blackshear (USA, 1992, ala piccola, 196 cm): rimane in Italia dopo aver disputato la sua stagione da rookie nella massima serie con la casacca di Pistoia (10 punti e 3 rimbalzi di media per lui). Uscito da Louisville, è stato allenato nel periodo NCAA da una leggenda del basket collegiale come Rick Pitino con il quale ha vinto il titolo nel 2013. L’anno scorso a Pistoia ha faticato un pochino dal punto di vista fisico, risultando un po’ troppo sottotono; ad un buon 52% al tiro da dentro l’arco, ha affiancato un pessimo 24% dai tre punti, ben al di sotto delle aspettative iniziali. Nonostante questo, è dotato di un atletismo micidiale e di una buona capacità di giocarsi l’1vs1 palla per terra. Può diventare un’arma da non sottovalutare nel corso della stagione.

30. Jeffrey Crockett (USA, 1991, ala grande, 200 cm): anche lui già visto due anni fa con la maglia di Tortona (14 punti e 8 rimbalzi le sue cifre), è un giocatore molto versatile, che può occupare sia la posizione da 3 che quella da 4, grazie alle sue doti fisiche spaventose. Atleta agile e scattante, in grado di esaltarsi ed essere spettacolare in campo aperto, è reduce da una grande stagione in Svizzera con la maglia di Massagno conclusa a 21 punti e quasi 11 rimbalzi di media. Oltre alle varie soluzioni offensive che può adottare per penetrare le difese, Crockett garantisce anche una grandissima fisicità a rimbalzo.

4. Paolo Rotondo (1989, centro, 204 cm): ex compagno di squadra di Crockett con la maglia di Tortona, anche lui è stato confermato dalla dirigenza dopo una stagione da 10.3 punti di media. È un pivot nel senso più puro del termine, in grado di dare sostanza e fissità sotto le plance. Temibile nel gioco in post basso 1vs1 grazie ai suoi ottimi fondamentali.

LA PANCHINA

7. Francesco Paolin (1995, guardia, 189 cm): nato e cresciuto a Venezia nelle giovanili della Reyer, è reduce da una buonissima stagione in Serie B con la maglia del Gessi Valesia (12.1 punti e 3.9 rimbalzi) che gli è valsa il premio come migliore under del campionato. È ampiamente conosciuto da squadra e tifosi forlivesi per essere stato un temibile avversario in semifinale playoff della passata stagione, dove ha messo a segno 17 punti di media in 5 partite. Nonostante la giovane età è un atleta ormai esperto di basket di livello ed è dotato di una personalità che gli permette di emergere anche contro i più grandi.

17.Davide Bonacini (1990, play/guardia, 190 cm): secondo anno in maglia Forlì, la passata stagione l’ha giocata da protagonista mettendo a referto 6.3 punti a partita. È un playmaker da ritmi alti, trovandosi a suo agio nelle situazioni concitate della gara riuscendo spesso a segnare punti pesanti. In difesa è un mastino soprattutto in fase di non possesso palla, tignoso sulle uscite dai blocchi e velenoso nell’anticipo del passaggio. Quest’anno, come la passata stagione, si alternerà con capitan Ferri in cabina di regia.

19.Francesco Infante (1992, ala grande/centro, 203 cm): altro giocatore da non sottovalutare, soprattutto in uscita dalla panchina, perché in grado di dare una svolta con la sua tenacia e le sua solidità difensiva e offensiva. È reduce da due stagioni con la maglia di Piacenza, l’ultima passata viaggiando a 13 punti e 6 rimbalzi di media in Serie B. Infante è un pivot che sa farsi valere sotto canestro e può agire all’occorrenza anche da ala forte, mettendo in difficoltà le difese avversarie con il suo tiro dalla linea dei tre punti più che discreto.

20. Ima Koite Thiam (SEN/ITA, 1998, centro, 205 cm): scuola Don Bosco Livorno con cui ha trascorso 4 stagioni in giovanile a suon di schiacciate e giocate importanti, grazie anche alla sua notevole altezza. Quest’anno sarà la sua prima vera stagione nella pallacanestro di altissimo livello, starà a lui ritagliarsi qualche minuto sul parquet lavorando bene in palestra durante la settimana. I presupposti, ci sono tutti.

55. Simone Pierich (1981, ala, 200 cm): torna a Forlì dopo una decina di anni passati a girovagare per l’Italia, tra Casale Monferrato, Ferentino e l’anno scorso a Biella (10 punti e 3.8 rimbalzi a serata). Ha un ruolo che oscilla tra l’ala piccola prettamente esterna e l’ala grande con una dimensione più interna all’area. È un buon tiratore in uscita dai blocchi, ma è anche in grado di mettere palla per terra e giocarsi l’1vs1. Inoltre, grazie alle sue doti atletiche e fisiche, porta tanta solidità e difesa all’interno del pitturato. La sua rotazione con Rotondo potrebbe diventare una manovra piuttosto efficace per coach Garelli.

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