Antenucci fa vedere le streghe all’Avellino: al Mazza la SPAL viaggia che è un piacere

esultanza Antenucci, Arini, Giani

Si rialza la SPAL dopo il tonfo di Frosinone e con che autorevolezza! L’Avellino dura quaranta minuti, poi capitola sotto le sgroppate di Lazzari e la furia del rientrante Antenucci, che firma tutte e tre le reti dell’incontro e si prende pure la libertà di sbagliare il primo rigore stagionale a favore della squadra di mister Semplici.

In avvio il tecnico fiorentino sorprende, ma neanche troppo, affidandosi alla regia meno illuminata ma più muscolare di Arini, impegnato non solo a far da filtro tra difesa e centrocampo, ma anche a controllare a distanza di sicurezza Soumare, schierato da Toscano nell’inattesa posizione di trequartista alle spalle del collaudato tandem Castaldo-Verde. Si rivede dopo tre turni Antenucci, accolto come si deve dalle carezze poco amichevoli della difesa verde speranza dell’Avellino, subito placate, però, dal giallo che D’Angelo rimedia per un intervento in netto ritardo su Lazzari, il migliore della SPAL nel primo quarto d’ora. La partita fatica a prendere quota, così è Antenucci a tentare di dare la scossa ai suoi con una serpentina che parte da lontano, conclusa dal solito cross di Beghetto che però non trova deviazioni amiche nell’area ospite. Sbadigli, solo ed esclusivamente sbadigli e nell’economia del primo tempo non sarebbe neanche stato male se fosse continuata così, dal momento che il sussulto lo dà l’infortunio che Cremonesi si procura da solo sugli sviluppi di un calcio di punizione per l’Avellino. Cambio obbligato, entra Vicari, Mora si fa ammonire (entra in diffida), ma il nome caldo è ancora quello di Antenucci, che poco dopo la mezz’ora, favorito da un rimpallo su Djimsiti, si inventa una spettacolare rovesciata in area piccola, respinta in corner da un intervento tanto miracoloso quanto istintivo di Frattali, fino a qui spettatore non pagante proprio come Meret. Ma la sua serata di calma dura ben poco, perché Lazzari è indemoniato e si beve in velocità Soumaré sulla fascia, crossa basso per Antenucci che controlla e piazza la sfera nell’angolo dove l’estremo difensore può arrivare solamente con lo sguardo: 1-0. E le reti di vantaggio per la SPAL in chiusura di primo tempo non diventano due solamente grazie alla perfetta uscita disperata dell’ormai sveglissimo Frattali sui piedi di Zigoni, nel più classico degli 1vs1 in campo aperto.

La ripresa si apre con il primo cambio per Toscano, che toglie uno spento Verde per inserire Mokulu. La prima palla buona capita sui piedi di Zigoni, ovviamente su iniziativa di Lazzari, l’uomo in più per la SPAL insieme ad Antenucci. Nell’ennesima sgroppata, l’esterno spallino sforna un’altra perla che il totem biancazzurro non riesce a deviare in rete per un soffio. E’ un assedio vero e proprio dei padroni di casa, che reclamano un rigore per atterramento di Lazzari, ma Martinelli è inflessibile. Lo stesso direttore di gara, però, non può chiudere gli occhi sul netto intervento di D’Angelo su Mora, steso senza troppi complimenti in un’incursione dalla sinistra. Arriva il penalty, è il primo in campionato per la SPAL, che rivela Antenucci come il rigorista designato. La Ovest è pronta ad esplodere, ma l’urlo di gioia le resta strozzato in gola perché ad alzare il pugno è Frattali, abile nel respingere la conclusione centrale e nemmeno troppo potente del bomber molisano. Avellino, quindi, ancora aggrappato al match, ma il 442 varato da Toscano produce solamente un casuale sinistro a giro di Belloni che Meret afferra con sicurezza. Gli irpini finiscono i cambi appesantendo l’attacco con Ardemagni e alzando sensibilmente il baricentro, ma è ancora la SPAL a prendere in mano la situazione. Prima con Lazzari, che in una manciata di minuti costringe Asmah al doppio fallo da espulsione (41′), poi con un Antenucci versione extra lusso che firma di testa il 2-0 dopo la clamorosa traversa di Beghetto e poi si porta a casa il pallone infilando Frattali con un destro chirurgico su assist di Cerri. Sabato la SPAL è attesa a Novara per raddrizzare anche il proprio andamento esterno. In casa non sembra esserci alcun problema.

SPAL-Avellino 3-0 (1-0 pt)

SPAL (352): Meret; Gasparetto, Giani, Cremonesi (34′ Vicari); Lazzari, Schiattarella, Arini, Mora, Beghetto; Antenucci (45′ st Finotto), Zigoni (23′ st Cerri). A disp.: Branduani, Silvestri, Spighi, Castagnetti, Del Grosso, Ghiglione. All.: Semplici.

Avellino (3412): Frattali; Gonzalez, Djimsiti, Perrotta;, Crecco (8′ st Asmah), Lasik, D’Angelo, Belloni; Soumare (27′ st Ardemagni); Verde (1′ st Mokulu), Castaldo. A disp.: Radunovic, Diallo, Migliorini, Paghera, Omeonga, Camarà. All.: Toscano.

Arbitro: sig. Martinelli di Roma 2 (ass.ti: Baccini e Oliveri; IV uomo: Prontera)
RETI: 40′, 42′ st e 44′ st Antenucci (S).
Ammoniti: D’Angelo (A), Arini (S), Mora (S), Perrotta (A), Gonzalez (A), Djimsiti (A), Asmah (A), Lazzari (S), Antenucci (S).
Espulsi: 39′ st Asmah per doppia ammonizione.
Note: serata mite, campo in discrete condizioni. Angoli: 7-2. Recuperi: 2′ p.t., 3′ s.t.. Spettatori: 7.650.

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