Gli insegnamenti di Semplici, l’azzurro e gli occhi della Signora: Cerri vuole crescere ancora

Cerri OK

Può sembrare strano sentirlo dire da uno che sfiora i due metri d’altezza, ma Alberto Cerri garantisce di voler crescere ancora. Non in termini di statura, questo è ovvio, altrimenti sarebbe quasi costretto a cambiare sport. Ciò che Cerri vuole far crescere è il suo bagaglio d’esperienza e più nello specifico la sua capacità di essere determinante.

Glielo chiede la SPAL, la Juventus proprietaria del suo cartellino fino al 2020 e anche la Nazionale Italiana Under 21 nella persona di Gigi Di Biagio, che non a caso lunedì sera era al Paolo Mazza: “Sono contento che il mister sia venuto a vedermi, – racconta Cerri in conferenza stampa – ci siamo salutati appena prima della partita. Cerco sempre di farmi trovare pronto per la Nazionale, è un grande orgoglio farne parte”. L’inconveniente dell’azzurro sta principalmente in una vita con la valigia sempre pronta vicino alla porta di casa: dopo Novara-SPAL sarà di nuovo tempo di convocazioni per le amichevoli contro le U21 di Inghilterra e Danimarca e se Cerri dovesse fare parte della lista di Di Biagio – cosa abbastanza scontata – l’attaccante biancazzurro sarebbe costretto a saltare SPAL-Brescia del 12 novembre. “Purtroppo è così – ammette il diretto interessato – e sicuramente non è facile trovare continuità quando si è sempre in viaggio. Ma d’altra parte bisogna continuare il percorso verso gli Europei della prossima estate”.

Dopo le ultime convincenti prestazioni qualcuno a Ferrara potrebbe quindi iniziare a storcere un po’ il naso all’idea di non vedere Cerri in campo. I progressi si vedono, ma soprattutto lasciano intravedere ulteriori miglioramenti come sottolineato anche da mister Semplici: “Il mister – dice Cerri – mi sprona continuamente a fare meglio e questo significa molto per me. Vuol dire che tiene alla mia crescita. Ha ragione a pungolarmi un po’ perché devo migliorare tantissime cose e vuole che lo faccia in fretta. Da parte mia cerco di impegnarmi per fargli vedere che ho capito. Devo sicuramente imparare a sfruttare meglio il mio fisico, talvolta mi capita di sbagliare palloni apparentemente facili e magari fare bene giocate più complicate”.
Talvolta a Cerri si rimprovera anche una mancanza di sana cattiveria in campo, ma secondo lui non c’è da preoccuparsi: “E’ un discorso un po’ complicato, nel senso che io non credo mi manchi la cattiveria. Penso di avere la stessa determinazione e voglia di vincere di tutti i miei compagni. Mi capita di essere… come si può dire? Un po’ farfallone, nel senso che talvolta mi fido troppo del mio corpo e sbaglio. Non dovrei mai lasciarmi spostare da avversari meno grandi di me, ma per velocità e tempismo a volte accade. Sto cercando di lavorare anche su questo, penso si tratti di metterci un po’ di malizia”. In compenso contro Carpi e Avellino si sono viste le doti del Cerri rifinitore: “Penso sia normale servire un compagno meglio piazzato, soprattutto quando si è a trenta metri dalla porta. Il mister chiede questo e per me è un piacere contribuire anche con gli assist. D’altra parte non è difficile trovarsi bene con Antenucci, così come con gli altri attaccanti della rosa”.

Ora la classifica dice zona playoff, peccato manchino ancora trenta partite alla fine del campionato: “Stiamo andando bene e siamo contenti, ma dobbiamo volare stra-bassi, con i piedi ben saldati per terra. Il nostro obiettivo rimane la salvezza. Questo è un campionato infinito, difficile, in cui non c’è mai niente di scontato. Basta guardare alle situazioni di Bari e Cesena che sono partite male, ma entro qualche settimana risaliranno. E’ giusto che i tifosi sognino, ma noi dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo.
Intanto sullo sfondo rimane lei, la Vecchia Signora, che da Cerri si aspetta un’ulteriore maturazione: “Ho avuto la fortuna di fare due ritiri con la Juve e c’è poco da dire, è un altro calcio, un altro livello. Stiamo parlando di giocatori straordinari. Sicuramente aspiro ad arrivare a quei livelli e ce la metto tutta per farcela. Ogni cosa avrà il suo tempo, anche se la scusa dell’essere giovane non mi piace tanto. Non deve essere una scusante, so di dover fare vedere le mie capacità fin da subito”.

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