Il mercato è ancora lontano, ma qualche idea c’è già. Semplici: Gruppo da ridurre un po’

La conferenza stampa di presentazione di Cittadella-SPAL è stata l’occasione per chiedere a mister Semplici un’opinione sul mercato di riparazione che inizierà tra un mese. Inizialmente il tecnico ha glissato sull’argomento (“Sapete che certe cose non le dovete chiedere a me”), ma poi ha fatto alcune considerazioni. A partire dall’interesse – vero o presunto – che riguarderebbe alcuni dei gioielli di casa SPAL come Lazzari e Beghetto: “Se interessano penso possa fare solo piacere – ha detto Semplici – perché vuol dire che sono considerati e stanno lavorando bene. Non solo loro, ma anche staff e società che hanno investito su di loro e li stanno facendo crescere. Mi auguro solo che queste voci non incidano sulla quotidianità dei ragazzi, ma diventino uno stimolo per migliorarsi ulteriormente. Però penso sia prematuro fare certi pensieri. Da qui al 29 l’unico pensiero deve essere rivolto alle partite che dovremo affrontare”.

E sul fronte dei possibili innesti? Qui Semplici è stato più cauto, spostando l’attenzione su un altro tema: “Dico la verità, queste cose col direttore iniziamo a discuterle verso Natale per capire bene il quadro della situazione. Chiaro che un’idea sulle necessità ce la si può fare, ma per acquistare bisogna prima cedere. Siamo troppi e qualche uscita ci dovrà essere. Non è facile gestire una rosa molto ampia (attualmente ci sono 26 giocatori in lista) e non è facile accontentare i ragazzi. E’ faticoso allenarsi in una certa maniera e con una certa continuità. L’ideale sarebbe averne ventidue o ventitré sempre partecipi. Quando si tratta di mandarne quattro o cinque in tribuna al sabato il più dispiaciuto sono io, perché vedo il loro impegno durante la settimana”. Semplici ha anche chiarito che per il momento nessuno ha esplicitamente fatto sapere di voler cambiare aria: “Tutti vorrebbero rimanere. Ma starà ai giocatori capire che in altri posti potrebbero avere più opportunità. Non è che non siano bravi a sufficienze, semplicemente qui rischierebbero di non giocare per motivi che vanno dalle caratteristiche richieste dal modulo alle scelte dell’allenatore e della società”.

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