Il congedo di Trullo: Grazie Ferrara per la vicinanza, sono stati cinque mesi complicati

Coach Tony Trullo ha trovato la personale Waterloo nella sua Roseto e la debacle registrata dalla Bondi al Pala Maggetti contro gli Sharks gli è costata la panchina. Nonostante l’esonero fosse nell’aria già nell’immediato post-gara, l’ufficialità è arrivata solo nella tarda mattinata di oggi, quando la dirigenza biancazzurra ha comunicato di aver sollevato l’allenatore abruzzese dal doppio incarico di primo allenatore e direttore sportivo.

Trullo può essere messo in discussione come allenatore, è ovvio, ma non come persona. Lo ha dimostrato anche nella conferenza stampa indetta da lui stesso lunedì pomeriggio, in cui con grande signorilità ed educazione ha salutato tutti, senza un minimo accenno di polemica: “Voglio ringraziare tutti: dalla città di Ferrara e i suoi tifosi – in particolare i ragazzi della Curva Nord – per l’accoglienza che mi hanno riservato e il sostegno che mi hanno dato, alla società per la fiducia che mi ha dimostrato affidandomi questo incarico. Senza dimenticare lo staff tecnico che mi ha aiutato nel mio lavoro quotidiano, così come quello sanitario. Un saluto pure ai giornalisti, che ho sempre considerato quasi come amici. Faccio un grosso in bocca al lupo alla squadra perché credo che possa salvarsi senza troppi patemi d’animo se riuscirà a sfruttare al meglio gli scontri diretti casalinghi”.

“Cosa cambierei se potessi tornare indietro? Nulla perché quest’estate è stato fatto il possibile: tante scelte sono state forzate e obbligate dal recente passato. In trent’anni che faccio pallacanestro penso di non avere mai dovuto affrontare così tante peripezie: tra squalifiche, infortuni e vicissitudini varie non abbiamo mai avuto la squadra al completo. Tante partite le abbiamo perse per il rotto della cuffia, solo a Roseto siamo stati sconfitti senza possibilità di appello. Questa squadra ha dimostrato di poter battere chiunque, a patto che giochi con l’intensità che ha riversato sul parquet con Forlì e Trieste. La gara con l’Alma sarebbe potuta essere quella ci avrebbe fatto svoltare la stagione, peccato averla giocata senza un americano. E’ il mio unico rammarico. Quando ho allestito la rosa, guardandola sulla carta, ero convinto che potesse centrare una salvezza tranquilla e sognare i playoff. Ormai è evidente che qualcosa non è andato secondo i piani. Ciò è quello che penso io, ma ovviamente è libero di giudicare il mio operato come meglio crede”.

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