Comune e SPAL uniscono le forze per rifare il look al Paolo Mazza: svelati i progetti futuri

In quasi 45 minuti di conferenza stampa tenuta venerdì in tarda mattinata, i rappresentanti dell’amministrazione comunale e della SPAL hanno finalmente fornito un quadro chiaro sui progetti di adeguamento dello stadio Paolo Mazza di cui si parla ormai da mesi. Molte informazioni erano già note, altre invece sono state divulgate per la prima volta dal sindaco Tiziano Tagliani.
La notizia principale è che il Comune e la SPAL si spartiranno i costi di un nuovo adeguamento per una cifra totale che oscilla tra i 2,6 e i 3,3 milioni di euro in base alla categoria in cui giocheranno i biancazzurri nella prossima stagione. L’amministrazione si accollerà 1,4 milioni di lavori, mentre il resto sarà a carico della società biancazzurra, che però potrà rientrare dell’investimento grazie ad una estensione delle convenzioni per l’uso del “Mazza” e del centro di via Copparo che potrebbe arrivare addirittura al 2029. Niente fondi d’investimento all’orizzonte, almeno per ora, nonostante l’ipotesi sia stata esplorata e di fatto scartata. I cantieri verranno finanziati solo con risorse locali e c’è la determinazione ad arrivare a una chiusura dei lavori prima dell’inizio della stagione 2017-2018, in modo da scongiurare eventuali traslochi in altri stadi fuori Ferrara.

Nonostante si parli di cifre consistenti per il bilancio comunale, il sindaco Tagliani ha evidenziato che il principale ostacolo alla realizzazione degli interventi non è comunque rappresentato dallo stanziamento economico: “A complicare il quadro sono le questioni legate ai tempi dei lavori imposti dal codice degli appalti, oltre ai tempi legati alla scelta del progettista, all’individuazione della gara, l’approvazione, l’affidamento dei lavori, il collaudo… sono tutti elementi che portano a far ritenere che ci siano delle incompatibilità con i tempi del campionato e di eventuali playoff. A queste vanno sommate problematiche che dipendono da scelte in materia di sicurezza, ossia la compatibilità della struttura con adeguamenti, valutazioni affidate a una apposita commissione che di volta in volta incontriamo con la società. Da molte settimane è stato aperto un confronto, devo dire positivo, che oggi ci consente di poter delineare i temi fondamentali per il futuro”.

COSA C’è DA FARE?
* Aumentare la capienza dagli attuali 8.500 spettatori a 12.000, attraverso la costruzione di una nuova curva Est e la ristrutturazione della gradinata nord.
* Installare tornelli e recinzioni esterne per gli ingressi – su via Cassoli – dei due settori in questione.
* Adeguare il sistema di videosorveglianza
* (in caso di promozione in serie A) Rimpiazzare completamente le torri per l’illuminazione, in quanto basse rispetto ai requisiti richiesti dalla Lega di serie A.
* (in caso di promozione in serie A) Approntare un progetto che consenta, dopo un anno di deroga, di aumentare ulteriormente la capienza dell’impianto da 12mila a 16mila spettatori.

QUANTO COSTANO GLI INTERVENTI E CHI PAGA?
(cifre fornite dal sindaco Tagliani)
* Intervento strutturale sulla gradinata nord: 300mila euro.
* Installazione nuovi tornelli: 200mila euro.
* Installazione nuove barriere fisse: 200mila euro.
* Potenziamento del sistema di videosorveglianza: 140mila euro.
* Adeguamento delle sedute per la gradinata nord: 300mila euro.
* Costruzione curva Est (struttura prefabbricata): 700mila euro.
* Opere edili di varia natura per la gradinata nord: 600mila euro.
* Nuove torri faro per l’illuminazione: 700mila euro.

Spartizione dei costi:
* In caso di permanenza in serie B: 1,4 milioni Comune di Ferrara; 1,2 mln SPAL
* In caso di promozione in serie A: 1,4 milioni Comune di Ferrara, 1,9 mln SPAL

“Ci siamo accollati 1,4 milioni di euro di lavori per quest’estate – ha sottolineato Tagliani – con l’impegno di realizzare le torri faro all’interno di questo budget se queste fossero necessarie. Se invece non lo fossero vorrebbe dire che la somma che non metteremo nel budget per quest’estate verrà stanziata per realizzare altre opere. Parallelamente abbiamo convenuto di mettere mano alle convenzioni di stadio e via Copparo, legandole assieme, con un’unica durata fino al 2027 o al 2029. Tale durata consentirebbe alla società di ammortizzare gli investimenti che verranno fatti. Evidentemente, in caso di ulteriore promozione, nell’anno successivo in ogni caso ci saranno altri interventi per arrivare a 16 mila. Questo pone il tema dell’allargamento della curva Est fino a 3mila posti, il raccordo tra tribuna e curva e tribuna e gradinata e la parificazione delle altezze dei vari settori”.

LA GRADINATA AVRà UNA COPERTURA?
Con tutta probabilità no, non nell’immediato. “Ora facciamo ciò che è necessario – ha precisato Tagliani – poi ci sarà modo di ragionarci. Ora l’obiettivo è essere pronti ai passaggi che le norme ci impongono. Prima verrà fatto l’indispensabile, poi verrà il resto. Chiaro che è il genere di aggiunta a cui teniamo anche noi per completare la dotazione dello stadio per tenere al riparo gli spettatori”.

CHE FINE HA FATTO IL FONDO INVIMIT?
Qualche mese fa lo stesso Tagliani, accompagnato dagli assessori Merli e Modonesi, aveva sondato la possibilità di attingere risorse da un fondo di natura pubblica per ammortizzare i costi. I motivi che hanno indotto amministrazione e SPAL a mettere in secondo piano questa possibilità sono stati spiegati dal sindaco: “A gennaio avevamo ipotizzato il conferimento dello stadio a un fondo immobiliare che è già pronto e finanziato da un soggetto pubblico che è Invitalia, partecipato da una società della Lega, che mette a disposizione un finanziamento per una ricostruzione dello stadio in loco. Un’operazione di questo genere avrebbe sollevato l’amministrazione e la SPAL dagli oneri di un investimento immediato, ma inevitabilmente sconta delle difficoltà. Principalmente perché lo stadio è in centro e chi fa in questo investimento vuole calcolare un canone di ritorno dalla gestione, per cui chiede garanzie in merito a una remunerazione in base al capitale investito. La configurazione attuale dello stadio rende indispensabile il blocco del traffico nella zona, per cui le eventuali attività commerciali legate alla struttura in queste condizioni difficilmente accetterebbero di pagare un canone. Peraltro la remunerazione del capitale investito ha un tetto che deve essere assicurato: significherebbe che qualcuno si dovrebbe preoccupare di arrivare a quella soglia. Con ogni probabilità non è conveniente per l’amministrazione e per la società percorrere questa strada, pur non avendo interrotto le trattative. Semplicemente perché non saremmo in grado di garantire a questo fondo la remunerazione in una certa misura: anche se si trattasse del 3 o del 4 percento su somme attorno ai dieci milioni di euro, staremmo parlando di quantità di denaro che non sono a bilancio né da parte della società, né da parte dell’amministrazione”.

PERCHé NON PAGA TUTTO IL COMUNE?
“Stiamo tutti facendo il massimo sforzo possibile, – ha detto Tagliani – anche perché perseguiamo gli stessi obiettivi. In questi quattro anni di collaborazione abbiamo sempre trovato la possibilità di accordarci, anche facendo dei sacrifici. Le responsabilità delle soluzioni sono nostre, ma ci sono delle regole precise sul modo in cui si raggiungono certi obiettivi. Non è che i soldi per l’accoglienza dei migranti possono essere spostati sullo stadio, giusto per fare un esempio nato da un colloquio che ho avuto con alcuni cittadini. Ogni risorsa ha una sua destinazione con fonti di finanziamento precise e regole altrettanto precise. E’ più complicato di quanto sembri, però finora ci siamo sempre riusciti. Lo scorso anno abbiamo fatto una sorta di miracolo con 2,6 milioni di lavori in neanche tre mesi. Quest’anno se possibile è ancora più difficile, anche se siamo partiti prima. Ma lo stadio non è fatto di pongo e serve tempo per metterci mano. Nonostante questo sono fiducioso perché ci sono tutti i presupposti per consegnare le opere prima dell’inizio del prossimo campionato”.

COME L’HANNO PRESA I COLOMBARINI?
Simome Colombarini è parso come di consueto piuttosto disteso e sereno. Si è limitato a precisare alcuni punti ed a sottolineare l’apprezzamento per il grado di collaborazione raggiunto tra la SPAL e l’amministrazione: “Da un po’ discutiamo delle modalità di adeguamento. Ci rendiamo conto che intervenire su uno stadio vecchio è sempre difficile, così com’è difficile pianificare interventi di una certa entità. Già da un paio d’anni si fa il minimo indispensabile, fortunatamente la Lega di A ha diminuito i requisiti di capienza da 20mila a 16mila e questo in ottica futura ci rende la vita più facile. La società vorrebbe occuparsi solo di gestione sportiva, ma non è possibile date le circostanze. Apprezziamo l’allungamento della convenzione perché ci consentirà di affrontare le prossime spese con un impatto trascurabile sulla gestione sportiva dei prossimi anni. E’ importante continuare a condividere idee e soluzioni tenendo conto le esigenze e tempi di tutte le parti coinvolte. D’altra parte ci sono cittadini che vorrebbero vedere tutti i soldi spesi per la SPAL e altri che non ne vorrebbero spendere neanche uno. Noi ovviamente non abbiamo la pretesa di condizionare le scelte dell’amministrazione, perché noi stessi siamo semplici cittadini”.

QUANTE SONO LE PROBABILITà DI RIVEDERE LA GRADINATA IN QUESTA STAGIONE?
Se accadrà, non sarà molto presto. Sul tema si sono espressi gli assessori Merli e Modonesi: “E’ un tema posto nelle commissioni a cui abbiamo partecipato – ha spiegato Merli – e se ne parlerà ulteriormente il 20, ma abbiamo sempre parlato di eventuali playoff”.
“Per aprirla – ha rimarcato Modonesi – sarebbero richiesti adeguamenti riguardanti la sicurezza e non sono cose che si fanno in pochi giorni. L’eventuale deroga non verrebbe decisa dal Comune o dalla SPAL, ma dalla commissione provinciale per il pubblico spettacolo. Al di là di un adeguamento strutturale che si renderebbe necessario, il punto è far convivere in un unico settore tifosi locali e tifosi ospiti, sia all’interno sia all’esterno. All’interno, in termini di sicurezza, servono una barriera divisoria e due vie di fuga, una delle quali deve coincidere con l’entrata. Stiamo lavorando per capire quale potrebbe essere una soluzione”.
“E’ comunque sbagliato – ha chiuso Merli – fare un parallelo con SPAL-Arezzo dell’aprile 2016: in quell’occasione vennero in trenta da Arezzo e fu una festa annunciata, in caso di playoff con il Verona il clima e i numeri sarebbero di tutt’altro tenore, con relative preoccupazioni in tema di sicurezza”.

NOTA delle 18.41: in una precedente stesura è stato riportato che la curva Est è prevista in muratura, ma non è così. Sarà una struttura prefabbricata auto-portante in metallo. Ci scusiamo con i lettori per l’imprecisione.

La registrazione integrale della conferenza stampa:

si ringrazia Luca Armari per il prezioso contributo a questo articolo

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