Oltre la musica del calcio di Gibì, le parole: tutti gli interventi del pomeriggio in via Copparo

Sembra tutto così perfetto per tempi e modi che verrebbe quasi da pensare che sia già stato tutto scritto in un copione. La vecchia SPAL, dopo decenni di ombre e tempeste, torna alla ribalta nel calcio che conta proprio nell’anno del suo centodecimo compleanno. Nello stesso anno, il Centro di Via Copparo, costruito da Mazza con i ricavi della vendita di Capello alla Roma, torna ad essere il fiore all’occhiello della SPAL gestione Colombarini e viene intitolato ad uno che da queste parti (e non solo) si  fatto davvero voler bene. Ovviamente Giovan Battista Fabbri, per tutti quanti Gibì.

Alla cerimonia di intitolazione del centro al grande allenatore, esclusi i tifosi in coda al botteghino per SPAL-Frosinone, c’erano davvero tutti. Il sindaco Tagliani ha rotto il ghiaccio, ribadendo come l’intitolazione segni un altro capitolo della stretta collaborazione tra SPAL e Comune e più in generale racconti di un rapporto sempre più forte tra la città e la sua squadra di calcio: “Siamo in un periodo di febbre da entusiasmo e questo non può che fare bene a Ferrara”.
Il ricordo commosso di Elena, la figlia di Giovan Battista, ha emozionato tutti i presenti: “Ringrazio tutti di quest’accoglienza. Mio papà ha ricevuto molti riconoscimenti, anche importanti, ma quello di intitolargli questo centro è senza dubbio particolare perché rimane aperto e condiviso con tutti, soprattutto con i ragazzi delle giovanili ai quali mio padre era molto legato. Vedo molti dei ragazzi, ormai ex ragazzi (ride), allenati da mio papà che venivano sgridati durante gli allenamenti. Una volta gli chiesi il motivo di tanta brutalità nello sgridare i giocatori, mi rispose che era il suo modo per spronarli: più li sgridava più vedeva in loro margini di miglioramento”.

Tra i presenti quello che ha sicuramente fatto più strada nel mondo del calcio è Paolo Rossi, Campione del Mondo nei mondiali del 1982 e Pallone d’oro. Anche lui ha espresso parole di stima e ammirazione per Fabbri. “Sinceramente penso che non sarei qui se non fosse stato per Gibì, che al tempo è stato l’unico ad intravedere in me doti tecniche che nessun’altro aveva colto. Ai tempi del Vicenza mi mise a giocare come centravanti e tra lo scetticismo generale (anche il mio) giocammo una partita bruttissima a Mantova. Da lì in poi cambiò tutto e in un certo senso io e Giovan Battista facemmo la fortuna uno dell’altro. Tornando ad oggi, sono molto contento di essere qui, Gibì ha girato per diverse squadre ma quando c’era occasione parlava sempre della SPAL: evidentemente questa squadra gli deve aver lasciato qualcosa di particolare. Oggi festeggiamo l’intitolazione di questo centro sportivo, tra qualche mese speriamo di festeggiare un traguardo ancora più importante per la SPAL”.

Tra i diversi ospiti illustri anche i tecnici Reja e Colomba. Per il primo, tornato a Ferrara dopo pochi mesi dalla sua ultima visita, si è trattato “di un emozione e un orgoglio grandissimo perché intitolare il centro ad una persona che amava i giovani è perfetto”. Anche Franco Colomba ha ricordato con commozione Gibì: “Non sono stato un suo giocatore ma di lui ricordo principalmente la simpatia e il modo di far giocare bene le sue squadre. Era un ottimo tecnico capace di lavorare sull’aspetto psicologico dei giocatori come pochi altri”.

La chiusura, ovviamente, alla dirigenza biancazzurra. Per Simone Colombarini “è un onore intitolare il Centro a Fabbri, ricordo che al nostro arrivo ci volle dare il benvenuto regalandomi una delle sue sciarpe. Direi che meglio di così non sarebbe potuta cominciare la mia avventura alla SPAL”. Walter Mattioli, accolto da un boato,
si è detto “felice di essere riuscito a esaudire un desiderio nato subito dopo la scomparsa di Gibì. Ho voluto personalmente che venisse onorato non con una semplice targhetta, ma con una bellissima foto e una frase che lo rappresenta in pieno. Così i nostri giovani potranno vederlo ogni volta in cui entreranno qui e capire la sua grandezza. Patron Francesco ha già iniziato a prendermi in giro, chiedendomi cosa mi verrà intitolato nel caso succedesse quella cosa…”.

Le ultime cartoline da via Copparo raccontano il taglio del nastro rigorosamente biancazzurro tenuto alle estremità dai baby Colombarini e Fabbri, le bandiere al vento dei ragazzi della Ovest, l’immancabile coro in onore di Giovan Battista Fabbri e la gigantografia di Gibì fissata sulla parete all’ingresso del rinnovato Centro “G. B. Fabbri”. Nel calcio ci vuole armonia come in una orchestra, la senti questa musica Gibì?

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