Estense Baseball e Delphi insieme per far giocare tutti: svelato il progetto per ciechi e ipovedenti

Il roster è stato assemblato, la preparazione è stata fatta, le maglie adeguatamente preparate. Per Estense Baseball ora non resta che buttarsi a capofitto nell’avventura del suo primo campionato ufficiale. Il sodalizio del presidente Fabbri ha tenuto a battesimo l’ormai imminente stagione agonistica con una presentazione nella sede di Delphi International, l’azienda ferrarese che ha donato le divise da gioco alla squadra.

“Il baseball richiama sempre più appassionati anche in Italia. A Ferrara il movimento si sta ampliando velocemente, i nostri tesserati sono già 33. Ci alleniamo sul campo di via Rambaldi, più largo dei normali campi da calcio, dato che nel baseball si gioca in 9 per squadra, su un campo 90 x 90. Il baseball amatoriale è molto praticato e conta su diverse squadre, tanto da convincere la Fibs (Federazione Italiana Baseball Softball) a dare un deciso sostegno al torneo”.

La partnership con Delphi nasce grazie alla condivisione di progetti dal valore sociale, come spiegato da Luigi Cecchi: “Dato che siamo tra le poche aziende certificate in ambito di sostenibilità, sposiamo più che volentieri quei progetti che hanno una valenza anche in campo sociale, come nel caso delle iniziative che Estense Baseball ha in programma di organizzare insieme alle persone cieche. Auguro sia agli atleti normodotati che a quelli non e ipovedenti tanto divertimento nella pratica di questa disciplina”.

Estense Baseball sta infatti cercando di allestire una nuova squadra in grado di far partecipare le persone non vedenti e ipovedenti. Stefano Malaguti, rappresentante della Federazione Italiana Baseball per Ciechi ha spiegato meglio cosa bolle in pentola: “Ci sono già dieci squadre costituite in Italia, l’ultima di queste è nata a Perugia. Abbiamo scritto le regole di questo nuovo gioco rivolto a non vedenti e ipovedenti, una disciplina che si gioca in 6, con mazze normali, ma che grazie a palline con sonagli, basi sonore e palette per avvisare i giocatori circa la direzione da seguire, coinvolge normodotati e persone cieche, facendo in modo che si appassionino allo sport. Stiamo promuovendo questa disciplina anche all’estero con tornei dedicati, le ultime esperienze sono state a Cuba e in Pakistan, mentre è più difficile dialogare con gli Stati Uniti dal momento che là ancora non esiste una federazione ad hoc”. Di esperienza positiva parla anche Renzo Rimessi che conferma come “a Ferrara già in pochi giorni siamo già 6, tra ragazze e ragazzi non vedenti, interessati a questa nuova attività”.

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