L’arma dell’ironia per rispondere alle critiche, Semplici: Sbagliano quelli bravi, figuratevi io

Giustamente, da buon toscano, Leonardo Semplici sceglie l’ironia per liquidare il polverone che si è alzato attorno alla SPAL dopo l’inattesa sconfitta di Avellino. “Delusi? Noi? Di cosa dovremmo essere delusi, siamo terzi in classifica. Se siamo delusi noi gli altri che dovrebbero fare, ammazzarsi?”. Non è un tono provocatorio il suo, bensì quello di un tecnico che non si è mai stancato di rimarcare quanto il percorso della SPAL non abbia alcunché di ordinario: “Mi dite delle critiche che ho ricevuto, ma personalmente ho letto poco o nulla dopo Avellino. Passeggiando in città sento tutti molto vicini. Vedo uno spirito positivo e di grande incitamento. Mi pare normale per una squadra che da sessant’anni non si proponeva a questi livelli in serie B. Questi ragazzi stanno riscrivendo la storia. Se poi ci sono le critiche fanno parte del mestiere. Io sono arrabbiato per le due partite perse, non certo perché mi viene detto che ho fatto troppi cambi. Sono cose che non mi toccano. Se un allenatore cambia cinque o sei giocatori in una formazione non lo fa per far dispetto alla moglie. Credo lo faccia per provare a fare meglio in quella singola partita. In altre circostanze ci è andata bene, stavolta abbiamo perso. Ci sta, è giusto così. Sbagliano quelli bravi di allenatori, figuratevi se non sbaglia Semplici”.

Tac, un altro colpetto, un altro messaggio. Semplici sa di essere bravo e di avere tanti occhi addosso, ma sa anche che un eccesso di sicurezza può essere controproducente. Ci si deve credere, ma con giudizio: “Io ci credo e mi pare lo faccia anche la maggior parte dei tifosi. Per arrivare a certi obiettivi serve grande unità. Se manca uno tra tifo, società e squadra potremmo non venire a capo di certi tipi di gare. Se invece stiamo tutti insieme si può finire la stagione nel migliore dei modi, cercando di ottenere il massimo”.
Umiltà allora, quella predicata da Mattioli nel post-Avellino. Il mister non presta il fianco alle interpretazioni maligne e si dice tranquillo: “Il presidente è un super tifoso e giustamente dice la sua. Io vado avanti per la strada tracciata, non c’è alcun tipo di problema con le sue dichiarazioni”.
Neanche il morale della squadra sembra essere un problema: “Siamo arrabbiati e dispiaciuti come è normale quando si perde. Lo eravamo già dopo la partita col Frosinone. La sconfitta di Avellino dispiace per come è venuta e per gli errori che sono stati fatti, non è stata certo una prestazione tra le migliori della stagione. Però ora voltiamo pagina, anche le sconfitte fanno parte della crescita della squadra, dell’allenatore e di tutto un ambiente. Affrontiamo il prossimo impegno con grande voglia e furore agonistico. Non ci sono partite scontate, l’abbiamo visto in tutto l’arco del campionato. E’ capitato a noi ad Avellino, è capitato al Novara con la Ternana. Bisogna sempre avere rispetto e concentrazione”.

Servirà concentrazione soprattutto in difesa, dove la coperta inizia a essere corta senza Bonifazi e Cremonesi. Gasparetto e Giani non hanno entusiasmato ad Avellino, ma Semplici si dice tranquillo anche su questo fronte: “Nicolas rientrava dopo qualche partita, Daniele era alla seconda consecutiva, ma non ho preoccupazioni sulle loro condizioni fisiche. Per affrontare una serie di partite del genere bisogna far rifiatare tutti e utilizzare i giocatori nel migliore dei modi. In difesa la scelta è ristretta perché ci sono loro due, Vicari e Silvestri”. Il Novara si annuncia come un cliente difficile, ma d’altra parte non sembrano esserci avversari comodi in questa fase di stagione: “Sappiamo che il Novara ha grande qualità e dovremo giocare da SPAL per vincere. Spero che la squadra si esprima con personalità cercando di migliorare in alcuni aspetti che ad Avellino sono venuti meno”.

Se poi venisse una mano dalla buona sorte, sarebbe ancora meglio: “Non ci sentiamo in credito con la fortuna, ma non credo sia sbagliato dire che nelle ultime due partite avremmo meritato qualcosina in più. Sicuramente col Frosinone sì, perché abbiamo fatto la partita e creato i presupposti per passare in vantaggio e anche recuperare una volta sotto. Gli episodi sono stati negativi. Poi ad Avellino abbiamo regalato un gol che di norma non concediamo e questo compromette anche altre cose. Ma fa tutto parte della storia di una stagione. Chiaro che in un finale di stagione in cui i punti pesano di più, pregiudicare una partita con degli errori può avere un impatto notevole”.

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