Il Latina saluta il professionismo, asta fallimentare deserta. Giocatori liberi di accasarsi

Dopo la retrocessione, il fallimento. Il Latina chiude come peggio non potrebbe la sua stagione, con la prospettiva di ripartire – nella migliore delle ipotesi – dalla serie D con un club rifondato da zero. Alla sezione fallimentare del Tribunale di Latina non è pervenuta alcuna proposta per rilevare il titolo della società. La base era di 50mila euro, ma a far desistere eventuali acquirenti c’è un debito che “La Gazzetta dello Sport”, nell’edizione del 25 maggio, ha quantificato in circa 6 milioni di euro.

Tra le varie conseguenze del fallimento ci sarà anche lo svincolo dei giocatori sotto contratto, che per la verità non sono moltissimi. Complice un mercato di gennaio all’insegna della smobilitazione (ceduti Acosty al Crotone, Brosco all’Hellas Verona, Scaglia al Parma, Moretti all’Avellino e Paponi alla Juve Stabia) e una politica trasferimenti improntata soprattutto sui prestiti, saranno pochi i nerazzurri che dovranno cercarsi una nuova squadra. Tra questi i più rappresentativi sono senz’altro Dellafiore (dif, 1985), Bruscagin (dif, 1989), Di Matteo (cen, 1988), Mariga (cen, 1987), Bandinelli (cen, 1995) e Corvia (att, 1984).

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