Per favore SPAL, non diventare il parcheggio degli assistiti di Raiola: si può ancora scegliere

Convinzione nel progetto, volontà di vestire la maglia della SPAL, fame di affermarsi o voglia di rilanciarsi. La possibile sinergia lavorativa tra la SPAL e Mino Raiola, uno dei super-procuratori globali, porterà in biancazzurro giocatori dotati di quei requisiti?

Non abbiamo la bacchetta magica in mano e non siamo nemmeno i padroni della verità per dare una risposta certa, perché i fatti e le realtà definite a priori – soprattutto nel mondo del pallone – sono lì, pronte ad essere smentite. Tuttavia, ciò di cui siamo a conoscenza è che nel calcio nessuno fa nulla per niente e il proprio orticello viene quasi sempre curato senza tener conto alla fine della storia di quelli altrui. Mino Raiola è un professionista affermato. Fa il suo lavoro nel modo che ritiene migliore e la lista dei campioni parte della sua scuderia è nota. Dunque, perché non cogliere al volo quest’occasione per la SPAL? Qualche dubbio sorge. Perché oltre a quell’inarrivabile lista di grandi campioni curati da Raiola, vi è anche un elenco di normalissimi giocatori che il potente procuratore italo-olandese sposta qua e là ad ogni finestra di mercato, facendo naturalmente in maniera lecita il proprio gioco. Due nomi accostati alla SPAL proprio dopo l’incontro avvenuto nel Principato di Monaco nello scorso fine settimana tra il famoso procuratore e il direttore generale Davide Vagnati, sono quelli di Rodrigo Ely e Bartosz Salamon. I due difensori centrali sono stati proposti dall’agente alla SPAL durante una prima chiacchierata per tentare di indirizzare alcune manovre. Nello specifico, Ely e Salamon sono due calciatori che nelle ultime stagioni (questa compresa) non hanno di certo brillato.
Elementi che possono avere uno sponsor importante, ma quali altre credenziali? Un giovane, italiano, come Francesco Vicari – già in biancazzurro – tutto sommato ha poco da invidiare loro in termini di qualità. Proprio questa politica, “dei Vicari”, che tanto ha giovato alla società spallina in questi anni di duro e vincente lavoro sta per essere riposta in nome di una filosofia nuova?

La convinzione nel progetto come chiave di ogni successo recente, quel “fai da te” oculato, quella ricerca umana prima che tecnica di uomini/giocatori mirati, quei rapporti curati nei particolari e lontano dalla luce di grandi nomi e riflettori, l’attenzione perfetta alle spese e le scommesse giocate, ma mai azzardate. Sono questi gli ingredienti che la SPAL può ancora mettere nel suo piatto: il biologico e non gli OGM del calcio ultraglobalizzato dei fondi d’investimento. Anche adesso, che per forza di cose, si vede catapultata in un mondo calcistico ancor più gigante di prima e che involontariamente potrebbe indurre a tentazioni controproducenti. Ci sono società italiane come ad esempio il Chievo (con uno stile e una filosofia molto vicine alla SPAL), che non hanno avuto bisogno dei vari Raiola o altri grandi agenti per portare avanti una mentalità semplice, ma funzionante. Avere a che fare a stretto contatto con il procuratore nativo di Nocera Inferiore può anche essere vista come un’opportunità, ma non è di certo un privilegio per una società che già di suo ha sempre saputo lavorare in piena autonomia portando a casa scelte felici, che hanno permesso a una città intera di sognare ad occhi aperti.

La SPAL in serie A non deve diventare un parcheggio o una stazione intermedia per calciatori abituati ormai a cambiare divise in base alle logiche del mercato volute dai procuratori, che ormai sono cresciuti al livello di veri e propri consulenti di mercato esterni alle società con l’obiettivo e l’intento di orientarne le strategie. La SPAL può invece continuare a perseguire la sua filosofia vincente senza farsi influenzare da chi di certo opera nell’interesse proprio e non di quello dei club. Postilla finale: di Tom Boere, centravanti olandese proposto alla società biancazzurra sempre da Carmine (Mino) Raiola, sappiamo età (25), caratteristiche fisiche (alto 1.85) e statistiche dell’ultima stagione nella serie B olandese con l’Oss (33 gol), ma non lo conosciamo abbastanza per poter sentenziare o giudicare l’eventuale operazione. Ma una domanda viene spontanea: avrà mai sentito nominare la SPAL?

Attualmente LoSpallino.com raggiunge un pubblico che non è mai stato così vasto e di questo andiamo orgogliosi. Ma sfortunatamente la crescita del pubblico non va di pari passo con la raccolta pubblicitaria online. Questo ha inevitabilmente ripercussioni sulle piccole testate indipendenti come la nostra e non passa giorno senza la notizia della chiusura di realtà che operano nello stesso settore. Noi però siamo determinati a rimanere online e continuare a fornire un servizio apprezzato da tifosi e addetti ai lavori.

Convinti di potercela fare sempre e comunque con le nostre forze, non abbiamo mai chiesto un supporto alla nostra comunità di lettori, nè preso in considerazione di affidarci al modello delle sottoscrizioni o del paywall. Se per te l'informazione de LoSpallino.com ha un valore, ti chiediamo di prendere in considerazione un contributo (totalmente libero) per mantenere vitale la nostra testata e permetterle di crescere ulteriormente in termini di quantità e qualità della sua offerta editoriale.

0