Da grande promessa a giocatore in cerca di rilancio: Viviani all’ottava tappa della sua carriera

Il mercato biancazzurro è ormai entrato nel vivo e dopo qualche settimana di nomi più o meno credibili si inizia a fare sul serio. Davide Vagnati spazia su tutti i fronti ma sembra seguire un certo ordine “di schieramento” per gli innesti della prossima stagione in Serie A. Portiere a parte, infatti, dopo l’acquisto di Mattiello e quello ormai certo di Felipe per la difesa, il terzo inserimento arriverà a centrocampo, con Federico Viviani ormai prossimo a diventare un giocatore della SPAL. Mercoledì sera Vagnati, ospite a “Calciomercato – L’originale” su Sky Sport, si è sbilanciato non poco sul giocatore, dando l’operazione ormai vicina alla chiusura, al termine di una settimana particolarmente positiva sul fronte mercato.

Nato a Lecco nel 1992 e figlio d’arte dell’ex laziale Mauro Viviani, Federico non è più da considerare come una delle promesse del calcio italiano, come dimostra ampiamente il curriculum che l’ha visto indossare sei maglie diverse dal luglio 2011. Cresciuto nella Viterbese, viene prelevato dalla Roma nel 2005 , facendo tutta la trafila giovanile in giallorosso. La stagione 2011/2012 è quella del grande salto in prima squadra, grazie al tecnico Luis Enrique che già nel ritiro estivo esprime pareri positivi sulle doti del ragazzo, tra cui spicca una particolare bravura nei calci piazzati con il destro. Federico assaggia così per la prima volta il calcio che conta, facendo il suo esordio prima in Europa League ad agosto, poi in campionato contro la Juventus, collezionando 9 presenze e mettendo in mostra ottime qualità nel ruolo di regista basso. L’anno seguente, a causa del poco spazio in giallorosso, il giocatore decide di scendere di categoria per misurarsi in Serie B , dove rimane tre anni alternandosi tra Padova (qui segna i suoi primi gol da professionista), Pescara e Latina. L’esperienza nerazzurra rappresenta forse la migliore per Viviani, con prestazioni eccellenti condite da ben undici gol che lo consacrano come uno dei prospetti più interessanti del panorama calcistico italiano. Nell’estate 2015 è inevitabile un suo rilancio in orbita serie A, ed è così che l’Hellas Verona si aggiudica le sue prestazioni sborsando 4 milioni di euro, un investimento importante che però non viene ripagato a dovere, complici problemi fisici post Europeo Under 21 ed una pubalgia che gli fa perdere buona parte dell’anno.

Dopo la retrocessione dei gialloblù si sposta di nuovo, per non perdere la serie A. Passa quindi al Bologna con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a cinque milioni, nel tentativo di rilanciarsi definitivamente. Sotto le Due Torri riesce a farlo solo parzialmente, alternando buone prove ad altre meno positive nel contesto di una stagione abbastanza problematica in casa rossoblu. Il consuntivo dice 17 presenze, di cui 13 da titolare, con due gol (contro Palermo ed Empoli).
Così a fine campionato fa ritorno alla base ed è a quel punto che Vagnati inizia a farci un pensierino, arrivando al bandolo della matassa con un’offerta allettante: prestito con obbligo di riscatto fissato a 3 milioni di euro. Ora Ferrara lo aspetta e la settima maglia in carriera sarà quella a strisce verticali biancazzurre, con la quale potrà giocarsi le sue carte mettendo a disposizione di Semplici caratteristiche che forse nessun giocatore spallino ha in rosa. Con la speranza che non diventi solo un’altra stagione di passaggio in una carriera da girovago.

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