Città del Ragazzo e SPAL, la storia continua: nove giocatori in visita guidati da capitan Mora

Mattinata speciale quella di venerdì 6 ottobre per la Città del Ragazzo di Ferrara, che ha ricevuto, come ormai da tradizione, la visita annuale da parte della SPAL. Una delegazione composta da Mora, Salamon, Konate, Viviani, Rizzo, Paloschi, Poluzzi, Oikonomou, Felipe e dal team manager Andreini, è stata accolta con caloroso affetto dagli ospiti della struttura, che non hanno risparmiato complimenti ed energiche strette di mano. A fare gli onori di casa è stato come sempre l’irriducibile Nino D’Ambola, ex professore e ora volontario, nonché fedelissimo tifoso biancazzurro, che prima di iniziare il tour della scuola, ha raccontato quelle che sono la storia e la missione della Città del Ragazzo: “Ci tengo a sottolineare che l’anno scorso la SPAL ha cominciato a vincere dopo averci fatto visita, speriamo di portarvi fortuna anche quest’anno. Quando ho iniziato a lavorare qui avevo ancora i capelli neri e la barba scura come quelli di Mora, adesso sono rimasto senza capelli e i peli sono ahimè bianchi. Questo per dirvi che di tempo ne è passato, ma anche che questo ambiente non è facile. Alla Città del Ragazzo ci impegniamo per dare un’opportunità a tutti e per aiutare chi ha subito un trauma a ricominciare e a tornare alla normalità. E lo facciamo lavorando con impegno e dedizione, perché secondo noi il lavoro è la cosa più normale che esista. Vi ringrazio per la vostra presenza perché per i nostri ragazzi vale oro. Questa giornata se la ricorderanno per sempre e ora sarà argomento di conversazione per almeno un mese”.

Dalla loro, i giocatori della SPAL faranno fatica a dimenticarsi i sorrisi e l’entusiasmo che gli alunni hanno riservato loro nella mattinata. Mora e compagni successivamente hanno visitato le aule e i laboratori della scuola, infine il Centro Perez e la palestra, spesso seguiti furtivamente da gruppetti di studenti giovanissimi, che, con la scusa dell’intervallo, chiedevano con una discrezione disarmante qualche foto e autografi. Ai giocatori è stato poi regalato un quadretto personalizzato, come gesto di stima, ma anche invito a ritornare al centro, per passare qualche ora assieme.
Ora c’è la pausa per la Nazionale, quindi per questa domenica non si parlerà di campionato e calcio giocato. Ma ci piace pensare che il prossimo gol della SPAL sarà dedicato a queste persone dal cuore grande e con una sconfinata gioia di vivere.

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