Bologna-Ferrara, cosa ci separa? Riflessioni dentro e attorno al derby di cinque voci diverse

Manca poco all’attesissimo derby di campionato tra SPAL e Bologna, in programma domenica alle 15 allo stadio Dall’Ara. Una partita che per la piazza ferrarese non va nemmeno spiegata tante sono le componenti, emotive e non, che coinvolgono i tifosi, ma per capire meglio la portata dell’evento (perché di evento si parla dal momento che le due squadre non si affrontano in Serie A da 49 anni), la redazione de Lo Spallino.com ha messo in piedi una vera e propria tavola rotonda. Approfittando dell’ospitalità del pub Clandestino-Birra cibo e vino, si sono trovati a parlare della partita e di tutto ciò che le gravita attorno Sergio Gessi (direttore FerraraItalia, per l’occasione moderatore), Michele Paramatti (ex Bologna e SPAL), Alberto Ronchi (ex assessore alla cultura nei comuni di Ferrara e Bologna, oltre che alla Regione), Cristiano Mazzoni (scrittore), Marco Contini (giornalista per Repubblica Bologna) e Simone Minghinelli (giornalista per Zerocinquantuno.it). Più di un’ora di chiacchere, davanti ad un buon numero di appassionati che hanno partecipato anche in maniera attiva per ricordare cosa significa derby per Ferrara e Bologna.

Tante le domande, ma la prima è secca: chi vincerà il derby? L’ultimo doppio confronto in A è finito con una vittoria per parte, ma a campi invertiti e Mazzoni, tifoso biancazzurro, quei momenti se li ricorda bene: “Dopo 49 anni dall’ultima volta in A, ritorna l’unico derby che noi sentiamo veramente, anche se per anni non ci siamo mai incontrati (tra il ’92 e il ’95 otto scontri, tutti tra Serie B e C). Non so neanche come spiegarlo, servirebbe un poeta, siamo oltre l’immaginabile. Non faccio pronostici, ma c’è la speranza legata al ricordo di quello che è stato. Zamuner col pallone all’incrocio dei pali… Quel gol me lo ricordo più per i video che per averlo visto dal vivo, perché siamo tutti quanti impazziti. Però un’immagine ce l’ho ben impressa in mente: la bocca di un mio amico di fianco a me, una persona sformata dalla gioia. E’ il flash che vorrei tanto rivivere domenica”.

Contini, che Bologna la vive quotidianamente per lavoro, soffre di sbalzi d’umore tipici di una settimana particolarmente ansiosa: “Vivo male questo derby, lavoro a Bologna ma tifo SPAL. Passo a Bologna la maggior parte della mia vita da sveglio e il mio punto di vista è quello di chi vive una città che considera i ferraresi come i disperati cugini di campagna. Ma nel mio lavoro cerco di legarmi a Ferrara, ci sto riuscendo anche grazie alla SPAL, soprattutto in questa settimana, ma sento sempre questo ‘fastidio’. E adesso sembra che anche per i tifosi del Bologna la SPAL non conti”.
Interessante il pensiero di Minghinelli, tifoso rossoblu e addetto ai lavori. Di Bologna-SPAL lui non ne ha visti, la giovane età non glielo ha permesso, ma un’idea ben precisa se l’è fatta: “E’ il mio primo Bologna-SPAL. La vivo sia da giornalista che da tifoso del Bologna, pur abitando nel modenese. Personalmente per me il derby è quello contro il Modena, ma storicamente conta di più quello con la SPAL perché negli anni d’oro del Bologna solo i biancazzurri ci tenevano testa. Negli ultimi anni ci siamo confrontati con altri palchi, c’è una sorta di ‘odio’con la Fiorentina. Cosa dobbiamo aspettarci dai tifosi di casa? I gruppi organizzati hanno intenzione di snobbare la SPAL, ma è una mentalità venuta fuori solo negli ultimi decenni in quanto i rossublu sono stati la realtà più emergente dell’Emilia. Sono partite che mi danno sempre un po’ di preoccupazione, ma spero che la cosa non si riversi in campo e che il Bologna porti a casa il risultato”.

Chi, invece, può dire la sua in ambito sportivo è Michele Paramatti, nato calcisticamente alla SPAL e poi approdato in A con addosso la maglia del Bologna. Indimenticabile il coro a lui dedicato dalla Curva Ovest “Gioca bene gioca male, Paramatti in Nazionale”. Bene, alla Nazionale purtroppo non c’è mai arrivato, ma alla Juventus sì:”Per me Bologna-SPAL rappresenta un’emozione, non c’è contrapposizione tra le due squadre. Al Bologna interessa vincere, ma come le interessa vincere tutte le altre partite. Di solito si guarda alla squadra più titolata come un punto di arrivo. Diciamo che il Bologna della SPAL per i rossoblu è la Juventus, se vogliamo metterla giù in questa maniera. Poi per uno sportivo professionista è necessario guardare le cose da un altro punto di vista: io sono juventino dalla nascita, ma quando indossavo una maglia ho sempre sposato quella causa”. Poi una curiosità: “L’ultima in A della SPAL col Bologna è il 10 marzo 1968, il giorno in cui sono nato. In questo momento vivo il calcio come un bellissimo sport, una bellissima passione, ma non ci perdo la testa. Non penso che sia la rivalità tra le squadre o tra i tifosi una cosa da esaltare, anzi, credo che in campo andranno ventidue persone che giocheranno a viso aperto e che vorranno dare soddisfazione a due gruppi di tifosi che seguiranno con passione la rispettiva squadra. Ma non si deve andare oltre, è sempre un gioco”.

Spazio poi a Ronchi, che i due ambienti li ha vissuti entrambi a livello politico e culturale: “La guarderò in tv, ma sono contento che molti tifosi si siano avvicinati allo stadio, anche se per alcune persone era meglio continuare a vederla da casa. Sono juventino per storia di famiglia, ma sogno una vittoria della SPAL all’Allianz Stadium di Torino. Ho un bel ricordo della SPAL di Caciagli e poi di bomber Bergossi, ha avuto troppo poco spazio. Cosa pensano i bolognesi di questa sfida? A Bologna ho trovato solo persone contente della risalita della SPAL in A. Non parlo del tifo organizzato. La SPAL riscuote simpatia, perciò sì, è un derby sentito, è giusto che sia così, ma è una partita come tutte le alte e spero possa essere bella perché parliamo di due squadre che giocano bene. Speriamo che il ciclo di Semplici parta, come lo scorso anno, da metà ottobre. Credo che il derby sarà molto più sentito se entrambe le formazioni si affronteranno ancora nella stessa serie, proprio come succedeva tempo fa, con il Bologna visto come la garanzia e la SPAL come una provinciale di lusso”.

Ma se gli ospiti dell’incontro devono trovare un ricordo vivo nella loro mente legato ai colori spallini cosa viene fuori? Paramatti non ha dubbi: “L’aver portato alla SPAL, con Gibì in panchina, 20mila persone allo stadio. Abbiamo creato entusiasmo, come adesso del resto. E’ un riconoscimento che non si può dimenticare. Il periodo della doppia promozione è stato il migliore. Sulla sponda bolognese, invece, ho avuto la possibilità di misurarmi in A con la conseguente consacrazione. Non mi dimenticherò mai le 35mila persone in semifinale di Coppa Uefa. Ho anche segnato, ma siamo comunque stati eliminati”. Da cittadino del mondo (è nato negli USA), Contini ha ricordi più recenti, ma non per questo meno significativi: “La mia memoria più bella legata alla SPAL è il mio primo abbonamento, sottoscritto sette anni fa. Lì ho fatto quello che avrei voluto fare tutta la vita. La prima partita vista? Asti-SPAL 2-0, una roba orripilante. Sono sempre stato spallino, un amore a distanza per motivi di lavoro, sono arrivato in città che la squadra era in D, ma poi è andata decisamente meglio”.
Pulsa a mille il cuore di Mazzoni: “Non ho un ricordo, ne ho milioni. Mio padre e mio nonno che vengono verso di me in curva. Gibo e Manfrin, la SPAL di GB, la meraviglia dello scorso anno a Terni. Chi dice che il sogno dei tifosi della mia generazione era la SPAL in A sbaglia, noi sognavamo la SPAL in B. Infatti sono molto preoccupato per me, sono una persona ansiosa per natura quando si parla dei miei colori e invece adesso sono tranquillo. La Serie A esiste solo da quest’anno, l’ha creata la SPAL andandoci. Quello che capiterà non ha importanza. Speriamo di rimanere dove siamo, ma se va male andiamo in una categoria che mancava da ventitré anni”, e scattano gli applausi. Ronchi rievoca gesti tecnici d’alta scuola: “Serie B, SPAL-Foggia, Pezzato segna in rovesciata sotto la Curva, l’arbitro annulla. Bandiere tirate giù, resta un due aste con un cappio. Peccato perché quel gol ci avrebbe fatto fare un salto notevole in classifica. Altro? Coppa Italia, doppietta di Bergossi e passiamo il turno contro il Cagliari”. E puntualizza Mazzoni: “Una delle partite più belle della storia del calcio”.

Ma è giusto tornare al presente, verso un match che vede il Bologna favorito e che sta attraversando un ottimo momento di forma. Quindi, dotandosi di bacchetta magica, chi è il giocatore del Bologna che gli ospiti vorrebbero veder scomparire all’improvviso? Solo per novanta minuti, sia chiaro. Contini rompe il ghiaccio e va sul sicuro: “Verdi. Meglio di lui non c’è nessuno. Non lo vedrei ben inserito nello schema di gioco della SPAL ma lo prenderei volentieri”. Ronchi: “Verdi e Palacio. Palacio è un giocatore ancora in grado di fare molto male. Magari non segna, ma dà fastidio e crea le condizioni per gli altri”. Mazzoni la pensa uguale: “Palacio perché è quello con più grinta”.

In chiusura un ultimo tuffo nel passato. Il ricordo dell’ultimo derby? Contini afferma: “Quello del 1994. Lo vivo da emigrante, vado, partita brutta, giocata male da noi. Orrenda giornata con un tempo da lupi. Per me il derby è quella roba lì, quindi ora lo vedo come una domenica di sole. Con 5000 spallini in Curva San Luca, più di quanti ce ne stanno in Curva Ovest”. Mazzoni risponde d’istinto: “La corsa di Zamuner è una roba paragonabile al gol di Tardelli per noi spallini. Tutto il resto non aveva più senso”. Mentre Ronchi tira fuori un episodio dimenticato dai più, ma non per questo meno significativo: “Il ricordo dei tifosi del Bologna che ci tiravano le monetine per dirci che non valevamo nulla”. Mentre adesso la SPAL vale eccome e lo vuole dimostrare sul campo.

Attualmente LoSpallino.com raggiunge un pubblico che non è mai stato così vasto e di questo andiamo orgogliosi. Ma sfortunatamente la crescita del pubblico non va di pari passo con la raccolta pubblicitaria online. Questo ha inevitabilmente ripercussioni sulle piccole testate indipendenti come la nostra e non passa giorno senza la notizia della chiusura di realtà che operano nello stesso settore. Noi però siamo determinati a rimanere online e continuare a fornire un servizio apprezzato da tifosi e addetti ai lavori.

Convinti di potercela fare sempre e comunque con le nostre forze, non abbiamo mai chiesto un supporto alla nostra comunità di lettori, nè preso in considerazione di affidarci al modello delle sottoscrizioni o del paywall. Se per te l'informazione de LoSpallino.com ha un valore, ti chiediamo di prendere in considerazione un contributo (totalmente libero) per mantenere vitale la nostra testata e permetterle di crescere ulteriormente in termini di quantità e qualità della sua offerta editoriale.

0