Martinelli-Masciarelli, a Osimo sfida tra ori mondiali. Il coach: Servono intensità e pazienza

Si avvicina il terzo appuntamento in campionato per la Krifi Caffè, chiamata a fronteggiare in trasferta gli anconetani della Nef Libertas Osimo. I marchigiani, sconfitti in casa da Forlì e successivamente vincenti in trasferta contro Pineto, hanno dimostrato di volersi candidare per un posto nella parte alta della classifica. Starà ai granata tentare di espugnare il palazzetto di Osimo per figurare tra le favorite del girone.

Il 28 ottobre del 1990 la nazionale italiana maschile conquistava il primo leggendario campionato mondiale. A combattere fianco a fianco c’erano Marco Martinelli e Roberto Masciarelli, il primo allenatore di Osimo. Sabato, a distanza di 27 anni esatti da quel giorno, i due tecnici si ritroveranno l’uno contro l’altro, per un match che già cosi sembra prospettarsi molto interessante: “Masciarelli dirige una squadra di giocatori che conosce bene la categoria – commenta Martinelli – alcuni giocatori come Romani e Bruschi hanno già vinto un campionato di serie B, mentre il resto della squadra ha comunque un potenziale molto alto. Ci sono molte individualità di livello e saranno molto combattivi. Hanno cambiato alzatore, perciò potrebbero avere ancora problemi di adattamento nella gestione del gioco, ma, sono comunque avversari temibili perché difendono bene e sono equilibrati in campo”.

I granata dal canto loro dovranno partire da Ferrara con l’intenzione di fare una prestazione ineccepibile, perché come ha già dimostrato Fano durante il primo turno di campionato, le squadre marchigiane vendono cara la pelle ad ogni match. La motivazione sarà fondamentale: “Mi auguro che i ragazzi arrivino a sabato con la giusta condizione fisica e con la giusta motivazione. Spesso, nella prima fase del campionato, la voglia di vincere può essere frenata da una condizione non perfetta. L’equilibrio di squadra necessita di tempo: per raggiungere l’intesa negli scambi, per trovare il colpo giusto in battuta o per ottimizzare la velocità di reazione. Sull’impegno dei ragazzi non posso dire nulla: a Fano abbiamo combattuto fino al quinto set, la squadra era viva. Anche la settimana scorsa abbiamo dimostrato di saper stare in campo e vincere. Per vincere ad Osimo servirà una gran partita, con la giusta intensità in difesa ed a muro. Una buona gestione della battuta sarà determinante, perché Osimo concede qualcosa in ricezione. Servirà anche pazienza: il muro avversario è ben organizzato e non tutti gli attacchi passeranno al primo tentativo”.

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