Come se la passa il Genoa che domenica arriva a Ferrara? Il punto con Gianpiero Gallotti

Giusto il tempo di smaltire le tossine di un viaggio infrasettimanale di quasi 800 chilometri, che per i tifosi spallini è il momento di tornare a incitare i biancazzurri al “Paolo Mazza” di Ferrara. Domenica si gioca un match fondamentale come quello con il Genoa: dati alla mano è una sfida salvezza perché le due squadre sono lontane soltanto un punto. I  rossoblù sono favoriti per esperienza e qualità della rosa, è vero, ma dalla SPAL ci si aspetta una partita quantomeno gagliarda, che faccia dimenticare in fretta a tutti la prestazione opaca vista con il Sassuolo e dia nuovo entusiasmo per il proseguo della stagione. Come ogni vigilia che si rispetti abbiamo fatto una chiacchierata con un collega, GianPiero Gallotti, di genoanews1893.it, per farci raccontare da chi li segue quotidianamente come arriva il Grifone alla sfida di domenica.

Dopo un inizio di campionato non entusiasmante il Genoa nelle ultime uscite di campionato ha dato segnali di ripresa, Juric è riuscito a trovare la quadratura del cerchio?
“Presto per dire se si tratti della quadratura del cerchio, però sicuramente da Cagliari in poi il cambio modulo ad una sorta di più accorto 3-5-2 ha dato i suoi frutti. E sarebbe assurdo a mio avviso tornare ora al vecchio 4-3-3”.

Cosa è cambiato rispetto ad inizio stagione?
“Il Genoa ha quasi sempre giocato delle gare a viso aperto, senza aver paura del nome dell’avversario. Purtroppo i risultati non sono arrivati, anche se sicuramente la squadra qualche risultato utile in più lo avrebbe meritato. Probabilmente il Genoa è stato quindi troppo presuntuoso. Con un po’ di accortezza in più, come ad esempio contro Juventus e Lazio, avrebbe sicuramente qualche punto in più in classifica”.

E quali sono i punti di forza del Genoa?
“In questo momento credo che il punto di forza stia nella consapevolezza dei propri mezzi. La squadra ora è più equilibrata e sta cominciando a capire che può davvero far risultato contro chiunque”.

Tre partite in sette giorni pesano sulle gambe, come arrivano i grifoni all’appuntamento di domenica pomeriggio al “Paolo Mazza”?
“Difficile dirlo. Juric, come invece in molti si aspettavano, non ha fatto turnover contro il Napoli. E questo potrebbe forse un po’ pesare alla lunga sulle gambe dei giocatori. Per fortuna però siamo solo all’inizio del torneo, e la stanchezza si dovrebbe accusare di meno”.

A proposito: a Ferrara Juric schiererà la formazione tipo, o è intenzionato a fare un minimo di turn-over?
“Se Juric non ha fatto turnover contro il Napoli difficilmente lo farà in una gara delicata come questa. L’incognita potrebbe però essere rappresentata dall’imminente derby, in programma il sabato successivo. Una gara sentitissima a Genova, che andrà affrontata nelle migliori condizioni possibili. Dipenderà quindi dalle condizioni di forma dei vari giocatori. Se daranno al tecnico le dovute garanzie di tenuta atletica il Genoa scenderà in campo a Ferrara con la migliore formazione possibile. La SPAL non se la passa benissimo: non fa punti da quasi un mese e non vince da due”.

Classifica alla mano quello di domenica può essere visto come un vero e proprio scontro diretto per la permanenza in Serie A. Che partita ti aspetti?
“Se come dicevo prima il Genoa avrà fatto tesoro delle sconfitte di inizio stagione l’atteggiamento che terrà contro la SPAL sarà più prudente, anche se certamente Juric non rinuncerà a cercare soluzioni offensive. Credo però che la paura di perdere di entrambe alla fine potrebbe farla da padrone”.

Il Genoa per ora ha raccolto più punti lontano da Marassi che in casa, credi che ci sia un motivo di fondo o ha influito il calendario?
“Penso sia casuale, quindi più frutto del calendario”.

Cosa può fare la differenza e far pendere il risultato da una parte piuttosto che dall’altra?
“Probabilmente la determinazione che le due squadre avranno nel cercare la vittoria”.

I biancazzurri sono in crisi di risultati ma la prestazione dell’“Allianz Stadium” contro la Juventus ha rinvigorito un po’ gli animi. La truppa di Semplici, che potrebbe proporre nuovamente il 4-4-2 visti i riscontri positivi di mercoledì sera, come può mettere in difficoltà il Genoa?
“Il Genoa, se in condizione, è un avversario ostico per chiunque. Forse potrebbe andare in difficoltà davanti ad un continuo pressing alto, così come ad esempio ha fatto il Napoli mercoledì sera. E’ una tattica che potrebbe pagare, ma bisogna saperla fare bene, perché altrimenti diventa un’arma a doppio taglio visto che comporterebbe un maggior consumo di energie per attaccanti e centrocampisti. Il Napoli è stato maestro in questo, ma loro sono di un altro pianeta”.

Nonostante il campionato sia solo a metà del girone d’andata, l’incontro può già essere decisivo in chiave salvezza?
“No, non credo. Ci sono ancora davvero tante partite da disputare e tutto può sempre cambiare nell’arco di poche gare. La splendida rincorsa salvezza del Crotone nello scorso campionato lo insegna”.

Per concludere, credi che ci sia un segreto per salvarsi in un campionato dove si vede lontano un miglio che i valori delle formazioni delle big sono nettamente diversi da quelli delle altre?
“Il segreto credo che stia nella forza del gruppo. Se lo spogliatoio è unito ed i giocatori sono disposti a sacrificarsi totalmente per la squadra i risultati arrivano sempre”.

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