Fiorentina salvata nel finale da Chiesa, il gol di Paloschi vale il terzo risultato utile consecutivo

Due gol, uno per parte, equamente distribuiti nell’arco dei 90′. Finisce 1-1 tra SPAL e Fiorentina al termine di una partita vivace, soprattutto nella ripresa, quando i viola hanno dovuto mettere in campo tutta la loro qualità per rimontare il vantaggio firmato da Paloschi al 43′. Dopo un arrembaggio piuttosto confusionario, la squadra di Pioli trova il pareggio con la sua stella, Chiesa, e tra la stanchezza generale succede poco altro fino al triplice fischio di Calvarese che divide così la posta in palio senza scontentare nessuno.

Semplici affronta il suo passato più recente, ma sarebbe un errore da principianti ridurre tutto ad un dualismo tanto banale quanto inopportuno perché è la SPAL a lanciare il guanto di sfida alla Fiorentina per cercare ulteriori conferme dopo le prestazioni convincenti contro Genoa e Atalanta. Il tecnico toscano, orfano di Costa e Antenucci, rilancia Mattiello tra i titolari, ma soprattutto Borriello, che non iniziava dal 1′ dal match dell’Allianz Stadium contro la Juventus. Altra chance per Grassi a centrocampo, mentre in difesa Vicari ha recuperato pienamente dal fastidio muscolare accusato a Bergamo e torna al suo posto. Pioli, invece, è costretto a rinunciare al suo playmaker Badelj: c’è Sanchez. Davanti Simeone supportato da Chiesa e Gil Dias.

Corri Manuel, corri. E Lazzari corre. I primi minuti di marca spallina sono incoraggianti, con la Fiorentina che fatica a prendere le misure alle sgroppate dell’esterno destro di casa, che dopo pochi minuti ha già la possibilità di entrare in area di rigore dal fondo come ai bei tempi, ma il rovescio della medaglia è la solita mira sbilenca al momento di mettere in mezzo il traversone. Sfuma una potenziale occasione, mentre la prima realmente concreta capita sui piedi di Felipe, che impatta una splendida punizione di Viviani proveniente dalla destra, ma spara quasi casualmente su Sportiello, più fortunato che bravo ad opporsi al tentativo del brasiliano. Il pomeriggio promette bene, ma senza nemmeno far chissà cosa, presto i viola prendono in mano le redini del gioco grazie ad un onnipresente Sanchez e al movimento di Gil Dias e Chiesa. Entrambi cercano di farsi trovare tra le linee, e ci riescono pure con regolarità, ma prima di vedere Gomis impegnato bisogna aspettare il 32′, quando i due viola scambiano nello stretto, Dias mette in mezzo e dopo un batti e ribatti a pochi centimetri dalla porta Chiesa trova il pertugio giusto per segnare. Il figlio d’arte esulta sotto la curva est occupata dai suoi tifosi, ma senza accorgersi della segnalazione (giusta) del guardalinee, che in precedenza aveva ravvisato il fuorigioco del portoghese. Doccia fredda per la Viola, che diventa ghiacciata quando Paloschi fa impazzire il Mazza poco prima dell’intervallo. Probabilmente si tratta del gol più facile della sua carriera, a porta vuota con Sportiello fuori causa dopo il palo preso di testa da Felipe su punizione di Viviani, ma della bellezza in questo momento ci interessa il giusto e alla pausa lunga il punteggio è 1-0 per la SPAL.

La ripresa si apre con la prevedibile dichiarazione di guerra lanciata da Pioli: dentro Babacar, fuori Olivera e Chiesa abbassato sulla linea della difesa a fare il terzino di spinta, mentre Semplici è costretto a rinunciare a Salamon dopo un colpo alla testa ricevuto nel primo tempo. Spazio al greco Oikonomou, ma è Babacar a farsi vedere subito con un destro di prima intenzione dal  limite dell’area neutralizzato da Gomis in allungo. La sofferenza aumenta minuto dopo minuto, Chiesa è un’iradiddio e si mangia costantemente Lazzari in uno contro uno, così Semplici spedisce in campo Floccari, al rientro dopo quasi due mesi (l’ultima apparizione in SPAL-Udinese), ma è ancora Chiesa a far venire i brividi a Gomis con un destro potente da posizione defilata. La SPAL prova a reagire all’assedio viola, e con Paloschi troverebbe anche il raddoppio, ma in offside, e così riprende la rumba – più rumorosa che organizzata – dalle parti di Gomis. Grassi salva su Sanchez, Simeone spara da lontano sfiorando la traversa, ma all’ 80′ il pareggio arriva, e porta la firma del migliore in casa viola, Chiesa, che nello stretto dialoga con Simeone e davanti a Gomis non sbaglia. La reazione spallina è racchiusa nel destro ribattuto di Mattiello (ci fosse stato Rizzo…), e mentre Oikonomou si fa sbattere fuori per doppia ammonizione (il secondo fallo su Chiesa è speso non bene, benissimo), il terzo risultato utile consecutivo si materializza sotto forma di un pareggio che, onestamente, nonostante il momentaneo vantaggio, non può far parlare di occasione sprecata.

SPAL-FIORENTINA 1 – 1 (p.t. 1-0)

SPAL (3-5-2): Gomis; Salamon (1′ s.t. Oikonomou), Vicari, Felipe; Lazzari, Schiattarella, Viviani, Grassi (32′ s.t. Schiavon), Mattiello; Paloschi, Borriello (12′ s.t. Floccari). A disp.: Poluzzi, Marchegiani, Cremonesi, Bellemo, Bonazzoli, Konate, Vaisanen, Mora. All.: Semplici.
FIORENTINA (4-3-3): Sportiello; Gaspar, Pezzella, Astori, Olivera (1′ s.t. Babacar); Sanchez, Veretout, Benassi; Chiesa, Simeone, Gil Dias (17′ s.t. Saponara). A disp.: Dragowski, Cerofolini, Laurini, Biraghi, Milenkovic, Eysseric, Hagi, Cristoforo, Lo Faso, Francescoli. All.: Pioli.

ARBITRO: Calvarese di Teramo. (Assisistenti: Valeriani e Tegoni. IV: Serra. VAR: Pasqua e Marini).
MARCATORI: 43′ Paloschi (S), 35′ s.t. Chiesa (F)
AMMONITI: Pezzella (F), Borriello (S), Sanchez (F), Benassi (F), Oikonomou (S), Viviani (S).
ESPULSI: Oikonomou (S) per doppia ammonizione
NOTE: reupero 2′ p.t., 4′ s.t. Angoli 1-8. Spettatori 12.124

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