Compleanno in serie A, l’augurio di Mattioli: Speriamo di rimanerci a lungo, Ferrara lo merita

La presentazione del programma delle celebrazioni per il centodecimo compleanno della SPAL ha visto intervenire i vertici della società biancazzurra, ma anche due ospiti d’eccezione come Alberto Novelli e Massimo Albiero. Ecco le loro considerazioni di fronte ai giornalisti radunati allo SPAL Store.

ANDREA GAZZOLI (direttore generale)
“Sono orgoglioso e onorato di presentare una celebrazione del genere, perché sono poche le società che possono festeggiare questo compleanno. Solo quelle ricche di storia e con percorsi legati profondamente alla realtà cittadina. In genere capita alle squadre di città portuali, grazie all’influenza degli inglesi di inizio Novecento, ma qui la storia è diversa. Per questo abbiamo deciso di celebrare con alcune iniziative speciali“.

ALESSANDRO CRIVELLARO (direttore commerciale)
“Come anticipato in estate, ci tenevamo a festeggiare i 110 anni con una maglia speciale e adesso è in corso di produzione. Somiglierà molto a quella indossata dalla SPAL negli anni Cinquanta e Sessanta, ma non voglio dare troppe anticipazioni, sarà una sorpresa. La produzione sarà limitata a 850 esemplari che poi saranno disponibili nei nostri store. Il 10 dicembre poi ci sarà la grande festa allo stadio e per quella occasione faremo in modo di far partecipare più ex possibili per renderla davvero unica”.

ALBERTO NOVELLI (giocatore della SPAL in più stagioni tra gli anni Sessanta e Settanta)
“Per me è un onore fare parte di questa storia. Sono arrivato a Ferrara a 17 anni, nel 1957 e ho passato qui tre anni prima di iniziare un giro per l’Italia e tornare quando ne avevo 29. Sono rimasto qui, mi sento ferrarese d’adozione e tifo SPAL da sempre. Mio figlio ci ha anche giocato e ho altri due nipoti che chissà… vedremo un domani. E’ bello rivedere la SPAL in serie A e non a caso quando si parla di Ferrara viene menzionata immediatamente”.

MASSIMO ALBIERO (giocatore della SPAL in più stagioni tra il 1979 e il 1991)
“Ricordo ancora il mio esordio da professionista con la SPAL. Era il 1977, ero un ragazzino e Bianchi mi fece debuttare a San Siro, in Coppa Italia, contro il Milan di Rivera. Fu un emozione enorme perché già la convocazione era una cosa grandiosa per un ragazzo della Berretti e mi aspettavo di stare in tribuna. Invece mi fece giocare dall’inizio. Quando penso all’attaccamento che c’è per la SPAL in tutta Italia mi viene in mente un aneddoto legato alla mia esperienza con l’Under 21. Ero in ritiro a Coverciano per la partita con l’Unione Sovietica, tra l’altro uno dei pochissimi convocati di squadre di serie B. Venne a trovarmi una famiglia, originaria di Ferrara, appositamente per portarmi un gagliardetto e dirmi che erano orgogliosi di vedere un ragazzo della SPAL in nazionale. Io non li avevo mai visti prima e da allora mi porto dietro questo ricordo”.

WALTER MATTIOLI
“Come avrete visto, abbiamo messo in piedi tante iniziative importantissime, volevamo celebrarli al meglio questi 110 anni. Non c’era periodo migliore per farlo, ed essere presidente in questo momento è un grande onore. Festeggiamo anche se a essere onesti in campionato ci aspettavamo qualcosa in più. L’altro giorno un giornalista particolarmente famoso mi faceva notare che la SPAL in Italia è amata da tutti meno che dagli arbitri. Ma magari col tempo faremo in modo che si capisca che ogni tanto bisogna andare a vedere qualche episodio e cercare di interpretarlo in maniera diversa. A parte questo, confermo che c’è grande simpatia per noi a livello nazionale. Rimanere in categoria sarà durissima, ma ce la faremo. Non dico che mi aspetto di fare diciassette anni come Paolo Mazza, ma rimanere un po’ di tempo per dare soddisfazione alla nostra gente quello sì. La città di Ferrara merita di rimanere in questa categoria”.

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