Club a tavola prima di Chievo-SPAL: prepartita all’insegna della buona cucina locale

Prepartita all’insegna della sportività quello vissuto sabato pomeriggio nel teatro parrocchiale di Chievo, piccolo quartiere di Verona, da anni presente ai vertici del calcio nazionale con la sua squadra di “mussi”, nomignolo di cui i clivensi vanno fieri come irrisione ai cugini dell’Hellas, i quali un tempo avevano esposto uno striscione che recitava “quando i mussi i volerà faremo il derby in serie A”; senza prevedere che quelli avrebbero presto volato davvero.

Le tifoserie di ChievoVerona e SPAL hanno infatti condiviso, in un contesto parrocchiale che oggi non è più di moda ma che a molti desta un po’ di nostalgia, alcuni momenti di allegra convivialità in un clima di amicizia che sarebbe auspicabile potesse affratellare tutte le tifoserie. La delegazione biancazzurra, guidata dalla presidente del Centro Coordinamento Spal Club, Valentina Ferozzi, è stata accolta dal presidente del Coordinamento Chievo, Ivano Fergnani e, in un intrecciarsi di convenevoli e cortesie, è stata fatta accomodare ad un’ampia tavolata perché facesse onore agli sfiziosi stuzzichini al salame nostrano che riempivano un discreto numero di vassoi. Si è creata così un’affiatata compagnia di veneti ed emiliani curiosi di conoscersi e di stare insieme, a dispetto della rivalità sportiva che li divide. Molti ferraresi hanno potuto assaggiare, forse per la prima volta, il risotto col tastasal, una specialità veronese che condisce il riso con macinato di salsiccia salata e pepata con generosità. Per chi ama mangiar sapido, questo risulta un piatto molto gustoso. Naturalmente, ad innaffiare il tutto, non poteva mancare di quell’ottimo rosso Valpolicella che tra i vini italiani è considerato tra i più nobili. Alla fine si è brindato a spumante, alla salute di entrambe le società e dei loro supporters, consumando una soffice fetta di Pandoro rigorosamente di marca Paluani.

Terminato il momento conviviale, è stata la volta dello scambio dei doni e di reciproci attestati di stima tra i presidenti dei calcio club, applauditi con calore da tutti i presenti. La signora Ferozzi ha omaggiato gli amici clivensi del dolce che più di tutti connota l’arte pasticcera ferrarese: il pampapato; ma non ha mancato di offrire anche una bottiglia di anicione rivestita del logo e dei colori della SPAL. Il signor Fergnani, a sua volta, ha contraccambiato con una ricca confezione di tipici prodotti Paluani. Alcune foto di gruppo, mentre molti sbirciavano con insistenza gli orologi con le teste già sui gradini del Bentegodi, hanno immortalato un pomeriggio piacevole, la cui conclusione solo per una parte sarebbe rimasta tale. A gioire, alla fine, sarebbero stati gli indomiti “mussi”, con il determinante contributo di una nostra storica, anche se fugace, bandiera: quel Sergio Pellissier le cui gesta in maglia spalline sono ancora nella memoria dei tifosi biancazzurri. Alla sua veneranda età non ha perso lo smalto di un tempo: entra in campo e mette lo zampino in entrambe le reti gialloblù, facendo rimanere sullo stomaco a molti ferraresi il risotto col tastasal. Cari amici spallini, che non sia il caso di cominciare a preparare le salamine per il ritorno?

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