Lavagna tattica, episodio 6: Mancano i gol su calcio piazzato, il saldo è nettamente negativo

Quello che fino allo scorso campionato rappresentava uno dei punti di forza della SPAL di Leonardo Semplici – vale a dire la prolificità nelle situazioni di calcio piazzato – sta invece venendo a mancare in questo torneo di serie A. Nella scorsa stagione i biancazzurri segnarono addirittura 16 gol (senza contare i rigori) su azioni nate da calci d’angolo e punizioni, mentre in questa stagione il saldo è decisamente negativo.

I dati forniti dalla piattaforma InStat dicono che la SPAL ha segnato appena cinque gol da situazione di palla inattiva, collocandosi al quindicesimo posto nella speciale classifica che calcola appunto le reti nate da palla ferma. Con gli appena cinque gol realizzati la SPAL è lontanissima dalla Lazio (prima nei gol da queste situazioni con 15 reti realizzate) avendo fatto meglio soltanto di Sassuolo e Crotone (4), Bologna (3), Cagliari e Torino (2). Un dato che diventa ancor più negativo se si tolgono rigori e punizioni dirette tramutate in gol. In questo caso infatti il totale di reti realizzate su calcio da fermo degli spallini scende addirittura a due, uno da azione da calcio d’angolo e uno da combinazione seguente una punizione.

È evidente come queste statistiche facciano riflettere. Per una squadra come la SPAL, che ha il quindicesimo attacco del campionato con 17 reti segnate, il contributo in termini di reti provenienti da palla ferma dovrebbe essere superiore dovrebbe essere superiore rispetto al 29% fin qui prodotto. Con difese come quelle di serie A, difficili da scardinare, gli estensi dovrebbero cercare di sfruttare al meglio i chili e i centimetri offerti da giocatori come Paloschi, Borriello, Vicari, Oikonomou, Salamon o Mora, tutti sopra il metro e ottanta di altezza o comunque abili nel gioco aereo. Quando le partite sono bloccate o non si riesce a segnare, avere la capacità di sfruttare al meglio azioni su palla da fermo può permettere alla squadra di incamerare punti preziosi. Fa pensare che l’unico gol su situazione da calcio d’angolo sia stato segnato contro la Juventus, una delle squadre più difficili da perforare in simili azioni.

Chiaramente, per essere efficaci su calci d’angolo e punizioni, bisogna avere prima di tutto giocatori in grado di mettere bene la palla nell’area avversaria. La SPAL ha giocatori di questo tipo, a partire da Viviani, che però non ha ancora sfruttato appieno il suo potenziale in questo fondamentale. Se confrontiamo poi i dati precedenti con quelli relativi alle reti che invece sono state subite in identiche situazioni di gioco da parte degli uomini di Semplici, vediamo come il saldo sia negativo.

 

La SPAL è infatti la terza peggior difesa del campionato per quanto riguarda i gol concessi su palla ferma con dieci reti concesse, le stesse di Verona e Benevento. Peggio hanno fatto soltanto Crotone (13) e Cagliari (11).

dati InStat

Analizzando ulteriormente questi dati spiccano i cinque gol subiti su calcio di rigore che fanno della SPAL – insieme alla Lazio – la difesa più perforata dagli undici metri. Se, poi, andiamo a guardare i rigori fischiati contro gli estensi, possiamo notare come la squadra di Ferrara sia la compagine ad aver ricevuto il maggior numero di rigori fischiati contro (6), insieme a Cagliari e Lazio.
Se da un lato alcuni rigori si sono rivelati essere piuttosto discutibili (quelli Inter e Milan), altri (Udinese, Sassuolo, Verona) rivelano una certa mancanza di controllo e cautela – due dei principi base della fase di non possesso – da parte dei ferraresi in area di rigore. Conferma anche che a volte la squadra di Semplici gioca con una linea difensiva troppo bassa che tende a “portarsi in casa” gli avversari, aumentando le probabilità di vedersi assegnato contro un calcio di rigore.
In questo senso parla chiaro un altro dato InStat secondo cui la SPAL è la squadra di serie A con il recupero palla più basso dell’intero campionato. Infatti, i biancazzurri recuperano in media il pallone ad una distanza di 79.4 metri dalla porta avversaria. Il Benevento ultimo in classifica, per fare un paragone, ha un recupero medio più alto a 78.8 metri.

 

 

 

Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Interviene anche su Radio Blu Toscana e Italia7 ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.

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