Lavagna tattica, episodio 7: Il ruolo di Kurtic e l’adattamento nel sistema di gioco della SPAL

Non sorprende che nella prima parte del calciomercato di riparazione i colpi principali siano arrivati dalle squadre piazzate attualmente nelle retrovie della serie A. Soprattutto Benevento, Hellas e SPAL si sono date particolarmente da fare nel tentativo di rinforzare le rispettive rosa in vista della seconda e decisiva parte della stagione. Uno dei colpi più interessanti è stato messo a segno proprio dai ferraresi, che si sono assicurati le prestazioni di Jasmin Kurtic. Il 29enne centrocampista arriva in prestito con obbligo di riscatto dall’Atalanta, con l’obiettivo di rinforzare la batteria di centrocampisti a disposizione di Leonardo Semplici.

Che tipo di giocatore ha acquistato la SPAL? E come potrà inserirsi nel gioco di Semplici? Quello arrivato a Ferrara è un giocatore cresciuto esponenzialmente dopo due stagioni e mezzo passate alla corte di Giampiero Gasperini: a 29 anni di età il calciatore sloveno è nel pieno della sua maturazione tecnica e pronto a dare un contributo alla causa spallina.

Se l’Atalanta ha navigato a ridosso delle posizioni di vertice in classifica nelle ultime stagioni il merito è stato anche di questo giocatore. In verità in questa annata, che ha visto i bergamaschi superare brillantemente un non facile girone di Europa League, Kurtic è rimasto un po’ ai margini del progetto tecnico di Gasperini (che gli ha preferito Josip Ilicic o Bryan Cristante), collezionando finora appena 18 presenze (fra campionato, Europa League e coppa Italia) e registrando soltanto 2 gol. Un deciso sottoutilizzo, soprattutto se paragonato a quello avuto nello scorso campionato (37 presenze con 6 gol e 3 assist), che ne ha agevolato la decisione di trasferirsi a Ferrara.

Dal punto di vista tattico Kurtic è stato sovente impiegato da esterno alto nel 3-4-3 dell’Atalanta. In fase difensiva al centrocampista sloveno veniva chiesto di occuparsi prevalentemente del playmaker avversario per cercare di limitarne il raggio d’azione. Tuttavia, contro squadre che non presentavano il classico metodista davanti alla difesa, i compiti difensivi di Kurtic potevano variare in funzione dello spartito tattico preparato da Gasperini, come accaduto ad esempio nella partita contro la Juventus quando, di fronte al 4-2-3-1 bianconero, allo sloveno (e al Papu Gomez sulla fascia opposta) è stato chiesto di occuparsi degli esterni bassi della squadra di Allegri con gli interni Remo Freuler e Cristante effettuavano la classica marcatura a uomo sui centrocampisti centrali della Juve.

La duttilità di Kurtic gli permette però di essere utilizzato anche sulla fascia opposta. Il sistema e i principi di gioco della SPAL sono però diversi da quelli dell’Atalanta di Gasperini. Basti pensare alla distanza media dalla porta avversaria nei recuperi palla che è di 74.2 metri per i bergamaschi e di 79.1 per gli estensi, a riprova del fatto che la squadra di Semplici difende con una linea bassa. Questo dato è confermato da quello relativo ai palloni recuperati nella metà campo avversaria

fonte: InStat

All’interno del 5-3-2 disegnato da Semplici, la posizione che Kurtic potrebbe andare ad occupare è quella di interno di centrocampo. In questo ruolo lo sloveno può contribuire tanto in fase difensiva quanto in fase di possesso palla. Per quanto riguarda proprio la fase offensiva, anche se i suoi dati sono in calo rispetto alle stagioni precedenti (0.8 tiri in porta e 0.4 passaggi chiave a partita in confronto agli 1.8 e 0.7 dello scorso campionato), Kurtic potrà dare il suo contributo se tornerà a sfruttare appieno le proprie qualità fisiche e l’attitudine negli inserimenti in avanti senza palla.

 

Nella prima parte di questo campionato 2017/18, pur in presenza del già evidenziato calo nelle prestazioni rispetto alla scorsa annata, Kurtic ha comunque generato 1.76 in termini di expected goals secondo il modello di understat.com, contribuendo come settimo della squadra in agli xG dell’Atalanta. Questo significa che il giocatore, quando impiegato, è comunque stato presente nella manovra offensiva bergamasca. Un’altra opzione da utilizzare a seconda della situazione potrebbe vedere l’ex atalantino impiegato come esterno offensivo qualora la SPAL decida di giocare un 3-5-2 offensivo.

Chiaramente Kurtic dovrà calarsi nel contesto tecnico-tattico della SPAL a cominciare dal fatto che, difendendo più in basso rispetto all’Atalanta, la squadra ferrarese ha più campo da risalire per essere pericolosa in avanti. Il neoacquisto avrà comunque la possibilità di migliorare la fase offensiva di una squadra che finora è tredicesima in classifica per numero di gol segnati (21) ma soltanto diciassettesima per quanto riguarda gli xG (20.88), segno di una chiara over performance fin qui registrata. Dal punto di vista difensivo, poi, a Kurtic non sempre verrà chiesto di marcare a uomo un avversario diretto e questo rappresenterà un cambiamento rispetto al sistema Gasperini.

Il Kurtic che arriva a Ferrara è quindi un giocatore che all’Atalanta aveva probabilmente iniziato una fase discedente e che potrà riscattarsi in un contesto tattico diverso, che lo vedrà maggiormente al centro del progetto rispetto a quanto è stato negli ultimi mesi a Bergamo. Quello che sarà importante fare da parte di Semplici sarà garantire istruzioni precise ad un calciatore abituato a muoversi all’interno di un sistema codificato come quello di Gasperini, per evitare una eventuale ricerca esasperata di soluzioni individuali da parte dello sloveno.

 

Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Di recente ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Rosa Toscana e Italia7 ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.

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