Un altro mercato in archivio, Vagnati fa il bilancio: Non c’erano i margini per fare tanto di più

Se potesse togliere un mese dal calendario, Davide Vagnati probabilmente si libererebbe volentieri di gennaio per la mole di lavoro e di stress che richiede, dovuti al ritmo serrato delle trattative. Ma tra telefonate, contatti e accordi chiusi o saltati, il ds spallino è soddisfatto di quanto fatto dalla società biancazzurra, con un’unica piccola macchia proprio sul finale legata al mancato arrivo di Kevin Bonifazi, inseguito a lungo e sfumato in extremis per volontà del Torino, proprietaria del cartellino del giocatore: “E’ vero, abbiamo cercato di portarlo a Ferrara e lui sarebbe venuto, eravamo concentrati su di lui. Poi le cose sono andate così, ma con l’arrivo di Simic siamo riusciti a non mettere nessuno fuori lista. Chiaramente tenevamo d’occhio anche altri profili, anche di difensori esperti, ma valutando attentamente tutti gli aspetti tecnici ed economici abbiamo pensato di non effettuare altre operazioni”. Nelle ultime ore di mercato ha fatto discutere un possibile diverbio interno (riportato da una testata di Torino, ndr) a proposito della cessione del classe 2000 Petrovic proprio ai granata, ma Vagnati spegne ogni illazione: “Sono normali dinamiche e trattative di mercato, funziona così. Le situazioni possono cambiare da un momento all’altro e all’ultimo abbiamo deciso di comune accordo di tenere il calciatore anche per non indebolire numericamente il nostro settore giovanile sul quale puntiamo moltissimo. Ma non c’è stato alcun litigio tra di noi”.

Se a centrocampo Semplici può dichiararsi decisamente soddisfatto, un elemento in più nel reparto arretrato avrebbe fatto comodo, ma Vagnati non vuol sentir parlare di difesa poco rinforzata: “Cionek e Simic giocavano in B, è vero, ma abbiamo migliorato per esperienza. Thiago ha le qualità e le caratteristiche di cui avevamo bisogno. Cremonesi ha giocato poco ed è stato ceduto, ma era il sesto difensore, e Simic può avere un impatto diverso nella categoria per struttura fisica. Per fare certe operazioni ci vuole una disponibilità di un certo livello e non c’erano i presupposti per muoversi diversamente. In generale abbiamo inserito giocatori tali da poter considerare migliorata la fase di non possesso”. Altro nome molto chiacchierato nelle ultime ore è stato Schiattarella e il ds ammette: “Aveva e ha tutt’ora estimatori in B, ma non è un giocatore che abbiamo mai pensato di vendere, anche di fronte ad offerte consistenti. Volevamo continuare il nostro percorso insieme e adesso stiamo parlando di rinnovo. E’ un giocatore importante all’interno dello spogliatoio. Se sono arrivate richieste per altri ragazzi? Chiacchiere, sì, ma non scendo nei particolari. La nostra fortuna è quella di non aver mai avuto necessità di vendere giocatori importanti per la salvezza. L’obiettivo era solo migliorare la rosa per centrare il nostro traguardo e vendere non era opportuno”.
Era invece lecito aspettarsi gli addii di Poluzzi e Pa Konate, ma entrambi sono rimasti a Ferrara per motivi, però, differenti: “Giacomo aveva richieste ma non avevamo la necessità di lasciarlo partire. Per Pa, invece, ho avuto richieste ma il ragazzo viene da un lungo infortunio, non è ancora pronto per giocare e ogni trattativa è stata bloccata sul nascere. Sicuramente qualche mercato estero (Svizzera, Croazia) ancora aperto può essere preso in considerazione. Il problema però è di natura fisica e da qui a quindici giorni la situazione difficilmente cambierà”. Tornando alla difesa, sono tanti i candidati al ruolo di vice Felipe come difensore centrale di sinistra, ma anche in questo caso Vagnati punta sui giocatori presenti in rosa: “Salamon e Vaisanen possono ricoprire questo ruolo senza problemi”.

Due innesti interessanti sono Dramé ed Everton Luiz, ma prima di vederli entrambi all’opera con continuità potrebbe servire tempo: “Dramé è stato fermo un bel po’, a Bergamo non si allenava con la prima squadra e ha sicuramente bisogno di entrare in ritmo prima di essere chiamato in causa. Discorso diverso, invece, per il brasiliano. Non è al top perché il campionato in Serbia si è fermato a metà dicembre, ma dalla settimana prossima contiamo di vederlo al passo con i compagni. In ogni caso lo considero disponibile sin da subito, questo sì”. Così come Simic, che invece ad Empoli ha giocato con continuità, finendo per ben tre volte sul taccuino dei marcatori in B in questa prima parte di stagione: “E’ un difensore completo e ha tutto per diventare un giocatore importante. E’ tecnico, veloce. Deve essere più deciso e convinto, magari rischiando meno con la palla tra i piedi. Ma è un giocatore aggressivo, quindi adatto ad una difesa a tre. A differenza di Salamon ha una gamba diversa e un’impostazione più da difensore”.
Sono queste le pillole del mercato di gennaio della SPAL, ma un commento sulle dichiarazioni di Raiola a proposito dell’inutilità della finestra invernale Vagnati se lo lascia scappare: “Ognuno è libero di dire e pensare quello che vuole. Sicuramente lo ridurrei a quindici giorni per questioni sportive. Giocare con le trattative in corso è difficile per tutti, giocatori e staff. Un risultato può determinare meccanismi sbagliati e l’iter dovrebbe essere diverso. Ma credo sia giusto avere la possibilità di andare a cambiare degli equilibri a metà stagione, aiutare chi gioca meno e le società che si aspettavano da qualcuno qualcosa in più”.

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