Lazzari e Simic le uniche note positive. Troppi errori individuali, per Viviani momento nero

Quello inflitto dal Milan alla SPAL è uno 0-4 molto pesante, che punisce una prestazione ancora una volta infarcita di errori individuali e collettivi che alla fine non possono lasciare troppe speranze, a maggior ragione contro squadre di caratura superiore come quella di Gattuso. Da salvare oggi solo le prove di Lazzari, Simic e Antenucci, anche se per una parte limitata dell’incontro. Male, invece, nel complesso, entrambe le fasi, con quella difensiva ricca di svarioni e quella d’attacco sostanzialmente inesistente.

MERET 5 – Il Milan non gli lascia praticamente la possibilità di prendere confidenza con la partita e sul colpo di testa ravvicinato di Romagnoli fa quello che può; ben più responsabile, invece, sul tiro a rientrare di Suso quando respinge la palla sui piedi dell’implacabile Cutrone.

SIMIC 6 – Chiamato a rimpiazzare l’ottimo Cionek delle ultime tre partite, il difensore croato in prestito dalla Sampdoria non sfigura assolutamente, anche se sull’azione del vantaggio rossonero è poco reattivo e questo macchia parzialmente la sua prova. Per il resto merita la sufficienza piena, con alcune belle chiusure sull’indiavolato Cutrone.

SALAMON 5 – Sostituire un’intoccabile come Vicari non era sicuramente un compito semplice e il polacco, quando si tratta di seguire i movimenti in profondità di Cutrone, paga sempre dazio. Statuario, nel senso negativo del termine, sull’azione che sblocca il risultato.  Cerca di farsi perdonare con qualche colpo di testa su calcio da fermo.

FELIPE 5,5 – L’unico punto fermo della difesa titolare non brilla, mettendoci troppo a prendere le misure insieme a Mattiello ai movimenti di Suso e Abate sul suo lato.

LAZZARI 6 – Nei primi quarantacinque minuti fa fare brutta figura a Rodriguez, superandolo diverse volte in velocità, anche se poi i cross non sono sempre all’altezza. Vanifica un potenziale contropiede costruito abilmente con Antenucci. Nella ripresa, invece, si vede molto meno.

EVERTON LUIZ 5 – C’era tanta curiosità attorno al debutto dell’ex Partizan in maglia biancazzurra e il brasiliano purtroppo deve scontare una condizione fisica sicuramente ancora lontana da quella che lo ha resto famoso agli occhi degli addetti ai lavori. (dal 9’ s.t. PALOSCHI 5,5 – Entra in anticipo rispetto al solito, ma il suo impatto sulla partita è sostanzialmente nullo)

VIVIANI 4,5 – La punizione con la quale prende il palo a fine primo tempo ci ricorda uno dei motivi per cui mister Semplici continua a insistere su di lui, ma i tanti errori in fase di possesso e la palla persa inopinatamente in occasione del terzo gol gridano vendetta. Gli sfugge anche Borini in occasione del quarto gol, con la squadra in totale disarmo.

GRASSI 5,5 – Il sospetto che sia lui a bucare la marcatura di Romagnoli sull’azione dello 0-1 appare fondato. Fa meglio quando è ora di impostare e sostenere l’azione, mostrando un dinamismo di gran lunga superiore a quello dei compagni di reparto. Si inserisce non appena possibile nell’area rossonera, col passare dei minuti però cala vistosamente. (dal 17’ s.t. SCHIATTARELLA 5 – Entra con l’obiettivo di conferire maggior vigore fisico alla prestazione dei suoi compagni, ma non passano nemmeno tre minuti dal suo ingresso e il Milan raddoppia. Entra duro, bisticcia e regala il pallone dello 0-4. Giornataccia.)

MATTIELLO 5 – Non è sicuramente facile fermare un giocatore in grande forma come Suso, ma il giocatore spagnolo ha la possibilità di rientrare sul suo piede migliore praticamente sempre e questo va a suo demerito, con il secondo gol che nasce da una situazione di questo tipo. (dal 39’ s.t. DRAME’ s.v. – Pochi minuti a partita già finita)

KURTIC 5 – Il più oneroso degli acquisti di gennaio continua ad essere un enigma tattico anche per il mister stesso, che gli cambia più volte posizione senza però ottenere miglioramenti nella sua prestazione. Sembra un po’ sfiduciato.

ANTENUCCI 5,5 – Il capitano si muove e cerca di rendersi pericoloso come al solito, anche se sempre abbandonato a una partita uno contro tutti. L’unico tiro che riesce a tentare è a inizio secondo tempo, dalla distanza e termina abbondantemente lontano dai pali difesi da Donnarumma.

SEMPLICI 5 – Torna al sistema di gioco che aveva portato risultati nell’ultima casalinga contro l’Inter, ma il gol dopo nemmeno due minuti di Cutrone cancella in pochi secondi il piano tattico che aveva preparato. Fa quello che può, anche con i cambi, ma l’impressione è che anche da parte sua le idee su come invertire la rotta stiano diminuendo. Preoccupa l’atteggiamento di inizio ripresa.

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