Come se la passa il Napoli che domenica ospita la SPAL? Il punto con chi segue gli azzurri da vicino

Della serie: piove sul bagnato. Che la SPAL sia in un momento di difficoltà è un dato di fatto. I risultati recenti hanno relegato i biancazzurri in terzultima posizione e così la panchina di Semplici scricchiola. Per mettere tutto a posto, almeno per il momento, servirebbe proprio una vittoria. Ma visto il calendario, ad occhio e croce è meglio non farsi troppe illusioni sul prossimo impegno dei biancazzurri: per battere il Napoli capolista al San Paolo servirà qualcosa che somigli a un miracolo. Che sia il caso di appellarsi a San Gennaro? Per analizzare lo stato di forma della truppa di mister Sarri abbiamo interpellato un collega, Giovanni Minieri di stabiachannel.it, che segue da vicino gli azzurri.

Giovanni, impossibile non partire dalla debacle interna del Napoli con il Lipsia per 3-1. Cosa è successo in Europa League?
“La sconfitta con il Lipsia non dico che fosse stata preannunciata nella consueta conferenza stampa della vigilia da Sarri, ma poco ci manca. A Castel Volturno il mister ha definito l’Europa League come una competizione che rasenta la follia perché ci sono tante, troppe, partite ravvicinate nel giro di neanche due mesi. E poi non si è lasciato sfuggire neppure una polemica sul calendario, facendo notare che il Napoli, a differenza dei tedeschi – che in Bundesliga giocano in posticipo lunedì – avrebbe giocato il coppa ed in Serie A nel giro di quattro giorni: prima giovedì, poi domenica. Ma nonostante tutto questo aveva auspicato che i suoi giocatori interpretassero la partita in modo serio. Però c’era già più di un sospetto che la testa della squadra fosse già proiettata al campionato, infatti ha preferito non schierare i titolari, lasciando spazio a chi fino ad ora ha visto meno il campo: Tonelli era alla seconda partita in assoluto di questa stagione; Rog ed Ounas alla terza da titolari. Il Napoli ha pagato il fatto che c’erano troppe facce nuove in una sola volta”.

Ma contro la SPAL ci saranno sempre i soliti, o no?
“Direi proprio di sì. Ci metto la mano sul fuoco. Niente turnover. Dovrebbe tornare anche Albiol al centro della difesa, elemento imprescindibile per la retroguardia. Koulibaly, nonostante sia tra i migliori centrali d’Europa, ha pagato molto l’assenza dello spagnolo in queste ultime uscite, tant’è che contro il Bologna e contro la Lazio in avvio di partita è sembrato più distratto del solito senza avere a fianco il suo consueto compagno di reparto. Per il resto i soliti undici: Reina in porta; Hysaj e Mario Rui i terzini; Hamsik ed Allan ai lati di Jorginho a centrocampo; e il trio leggero delle meraviglie Insigne, Mertens e Callejon là davanti”.

Ecco appunto, quante sono le possibilità che i biancazzurri portino a casa dal San Paolo un risultato positivo?
“Sinceramente? Poche, pochissime. Non me ne vogliano i tifosi della SPAL, ma quest’anno il Napoli ha dimostrato di essere a tratti quasi inattaccabile. Ha conquistato 63 punti in 24 gare come mai nella sua storia e l’obiettivo scudetto fissato in estate resta quello principale da centrare in questa stagione. La partita di giovedì in Europa League con il Lipsia ne è l’ennesima dimostrazione. Quindi penso che gli azzurri domenica entrino in campo molto concentrati per conquistare l’intera posta in palio. Però la SPAL è una squadra che ama giocare a calcio, lo si è visto anche nella gara di andata. Credo che gli estensi non vengano al San Paolo con l’idea di parcheggiare il pullman davanti alla propria porta ma proveranno a giocare, cercando di eludere il primo pressing degli uomini di Sarri per provare poi a colpire come è successo al Paolo Mazza a settembre nel caso del gol di Schiattarella. E poi la SPAL, al netto degli ultimi problemi dovuti più che alto ad una crisi di risultati, ha un bravo allenatore, Semplici. Oltre a giocatori del calibro di Viviani, Grassi, Kurtic ed Antenucci, attaccante completo che quasi fa reparto da solo. I biancazzurri non sono assolutamente un avversario da sottovalutare ma, anzi, da affrontare con umiltà ed il giusto piglio. Il Napoli deve dimostrare ancora una volta di avere la personalità che ha lasciato intravedere in questo periodo: ha rimontato ben 7 delle ultime 8 uscite in cui si è trovato inizialmente in svantaggio”.

Il Napoli sembra davvero lanciato verso il tricolore, anche perché, a differenza degli anni scorsi, commette molti meno passi falsi.
“Quest’anno la squadra è cresciuta moltissimo in termini di grinta e di personalità: tante partite la scorsa stagione le avrebbe perse, invece adesso non accade. Un esempio lampante è la gara con la Lazio: il Napoli è andato subito sotto con il gol di de Vrij ma non si è perso d’animo, ha saputo soffrire e colpire al momento opportuno con Callejon quando il primo tempo era agli sgoccioli. Per lo scudetto è ancora presto fare pronostici, a mio avviso il mese prossimo sarà cruciale per lanciare la volata finale: c’è lo scontro diretto, poi però gli azzurri hanno un calendario sulla carta più facile di quello della Juventus”.

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