Meret limita i danni, Grassi ancora una volta distratto. Debutto deludente per Dramé

La SPAL esce sconfitta sì, ma con onore dal San Paolo, e concede al Napoli schiacciasassi solamente un gol, ovviamente incassato nei primi minuti di gioco. La costante si ripete, ma entriamo nel dettaglio delle prestazioni dei singoli.

MERET 6,5 – Prende gol sul suo palo, ma onestamente poteva fare poco nella circostanza, tradito dalla difesa. Da circo, ma senza ghirigori, il volo sul destro a botta sicura di Callejon. Nell’arco di tutti i 90′ non mostra segni di insicurezza. Prestazione ben augurante, che gli farà sicuramente bene, soprattutto per il morale.

SALAMON 5 – Dopo il tunnel di Insigne nei minuti iniziali chiede un Aulin per tornare a capirci qualcosa e la cura ha effetto perché dalla sua parte il Napoli fatica a sfondare con costanza. Graziato dal VAR sul gol annullato ad Hamsik: la palla l’aveva persa lui con una verticalizzazione discutibile.

VICARI 6 – Dirige la difesa con personalità al cospetto di un tridente magico. Energico e risoluto, la sua presenza nell’undici titolare è imprescindibile per il modo di giocare della SPAL.

FELIPE 5,5 – Fa da osservatore in occasione del primo gol, ma si rifà con una chiusura provvidenziale su Mertens alla mezz’ora. Hamsik lo sovrasta di testa per il 2-0, ma l’arbitro interviene con l’ausilio del VAR e gli risparmia la figuraccia annullando per fuorigioco dello slovacco. Spende bene l’ammonizione atterrando Mertens al limite dell’area dopo un suo controllo deficitario. Salterà la trasferta di Crotone.

LAZZARI 6 – Tanta buona volontà, ma quando dalla sua parte arriva Koulibaly c’è da avere paura. Ci prova con qualche volata sulla destra ma senza mai far venire i brividi a Mario Rui, che lo controlla senza affanni. Attento in copertura, la sufficienza la strappa lì.

SCHIATTARELLA 5,5 – Fuori partita, ma contenere le discese di Mario Rui e intanto buttare un occhio ad Hamsik richiede un discreto dispendio di energie in difesa. Il dialogo con Kurtic migliora e per tenacia è sempre uno degli ultimi a mollare. Si prende più libertà nella ripresa e prova ad accendersi ad intermittenza.

VIVIANI 5,5 – Non sfigura e tenta di gestire con personalità la sfera in fase di impostazione, riuscendo persino ad arrivare alla tiro in chiusura di primo tempo. Però è come sempre lento e macchinoso, dettaglio non di poco conto quando le occasioni per pungere si contano sulle dita di una mano.

GRASSI 5 – Pronti via e dopo 6′ i perde il taglio di Allan che non ha problemi a battere Meret per l’1-0. Non un grande impatto davanti agli occhi di chi lo ha voluto, al quale aggiunge una bruttissima palla persa nella ripresa sulla quale, però, il Napoli pasticcia (dal 29′ st FLOCCARI 6 – Il suo peso si fa sentire appena dopo l’ingresso in campo ma incidere è difficile in partite come questa).

DRAME’ 5 – Apparentemente spaesato, il gol nasce anche dalla sua parte e nei minuti seguenti azzecca poco o nulla. In avvio di ripresa sembra aver preso le misure ai dirimpettati, ma a quel punto Semplici ha già deciso di aver visto abbastanza. (dal 16′ st COSTA 6 – Entra per rimpiazzare Dramé, ma nonostante la freschezza si fa notare più per una bella chiusura che per qualche iniziativa sulla corsia mancina).

KURTIC 5,5 – E’ lui il centrocampista designato per aiutare quanto più possibile l’isolatissimo Antenucci e lo sloveno si sbatte come un pazzo, ma senza riuscire ad essere incisivo come vorrebbe. All’apparenza sembra demotivato, complice sicuramente il delicato momento della SPAL.

ANTENUCCI 5,5 – Lotta come un leone, ma sui lanci lunghi ha vita difficile tra Albiol e Koulibaly. Più reattivo palla a terra ed è lucido nel provare a far salire la squadra e servire i compagni quando capisce che gli spazi per lui sono ridotti al limite (dal 37′ st PALOSCHI sv – Tocca pochissimi palloni).

SEMPLICI 6 – Chiedergli di più al San Paolo era francamente impossibile, almeno tatticamente. L’idea di partire con una punta supportata da Kurtic è buona, quantomeno per fare densità a centrocampo e il risultato di fine primo tempo gli dà ragione. Tardivo, forse, l’inserimento del secondo attaccante, ma con la squadra più offensiva qualcosa di buono si vede. Con un cornicciolo rosso di Salvatore in tasca forse avrebbe strappato il miracolo a San Gennaro, ma merita di giocarsi il tutto per tutto a Crotone nello scontro diretto più importante da quando è arrivato a Ferrara.

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