Meret ci mette la firma: Politano? L’avevo studiato. Felipe: Ci è mancata un po’ di intensità

In coda a SPAL-Sassuolo sono stati Alex Meret e Felipe i due giocatori biancazzurri autorizzati a esprimere la loro opinione sul match. Ecco le loro considerazioni.

ALEX MERET
Se oggi abbiamo conquistato un punto è merito di tutti, non solo mio. Sull’episodio del rigore ci è andata bene, ma la squadra ha fatto una buonissima prestazione. Siamo molto contenti, anche se magari si poteva anche vincere. Dobbiamo continuare sulla strada presa nelle ultime partite per provare a fare più punti possibili, visto che la classifica si è accorciata molto“. Sul penalty parato: “Gli ultimi due rigori di Politano li avevo visti prima della partita, così ho provato a anticipare un po’ il tuffo e mi è andata bene; poi c’è stato il colpo di testa di Ragusa, finito sulla traversa, sul quale siamo stati fortunati perché avremmo dovuto liberare prima l’area. È chiaro che non è sempre facile, ad esempio oggi il campo era molle e scivoloso, ma dobbiamo stare più attenti perché ora i punti contano molto. Per quanto riguarda gli episodi, i falli di mano mi sembravano esserci mentre l’ultimo su Grassi non l’ho ancora rivisto; da dove ero io sembrava rigore, ma forse c’è stata prima una trattenuta di Alberto e se l’arbitro ha deciso così dobbiamo accettarlo. Sappiamo che il VAR a volte è un meccanismo lento, oggi gli arbitri c’hanno messo quasi due minuti per decidere, ma l’importante è che alla fine sia stata la scelta corretta. Sapevamo che queste ultime tre partite sarebbero state fondamentali per noi e che avremmo dovuto fare più punti possibili, come siamo poi riusciti a fare. Non perdere oggi è un ottimo risultato, ma anche le nostre dirette avversarie hanno avuto un turno favorevole, con la classifica che si è accorciata molto. Bisognerà lottare fino alla fine, come si è sempre detto e anche se sarà dura dobbiamo credere in quello che stiamo facendo“. Un pensiero ai tifosi, arrivati in massa al “Mapei Stadium”: “Anche oggi si sono sentiti praticamente solo loro e dobbiamo ringraziarli perché ci sono sempre molto vicini, dandoci una grande mano in campo”.

FELIPE
Siamo partiti bene, abbiamo dimostrato di poter vincere la partita, ma dopo il vantaggio siamo calati in intensità e questo non deve accadere. Al di là di questo dobbiamo ringraziare Meret perché recuperare lo svantaggio poi sarebbe stato complicato. Nel secondo tempo il Sassuolo è riuscito a metterci in difficoltà cambiando spesso tattica e schieramento. Non siamo più riusciti a costruire la stessa quantità di occasioni del primo tempo, anche perché c’abbiamo messo un po’ a leggere i cambiamenti del nostro avversario. Quando poi ci siamo resi conto che avevamo problemi a creare gioco è subentrata anche un po’ di apprensione che non fa mai bene, affidandoci ai lanci lunghi. Bisogna mantenere sempre la stessa identità: sappiamo di poter far gioco e dobbiamo fare gioco. Condizionati dalla vittoria del Verona di sabato sera? Sinceramente io non ho mai guardato la classifica. Credo che la SPAL debba fare la sua strada e ragionare partita per partita fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato“. A Sassuolo decisivo il VAR: “Evidentemente rivedendo tutti gli episodi gli arbitri hanno preso le decisioni che ritenevano essere quelle corrette. Sull’ultimo episodio Grassi-Adjapong non so cosa dire, forse sarebbe stato meglio affidarsi alle immagini perché all’ultimo minuto una dinamica del genere non può creare questa confusione, dà fastidio“. Intanto la classifica in zona retrocessione si accorcia ulteriormente con la vittoria del Crotone contro la Sampdoria: “Dobbiamo lottare, lo sapevamo. Bisogna continuare a crescere, lo stiamo facendo e credo si veda“. Sul numerosissimo pubblico arrivato da Ferrara: “E’ veramente una cosa incredibile. E’ stato fondamentale, oggi come in tutte le altre occasioni, ma nel secondo tempo contro il Sassuolo ancora di più perché eravamo un po’ in difficoltà. Adesso pensiamo alla Juventus, sarà una partita difficile ma sono umani come noi, hanno due gambe e una testa come noi, quindi proveremo a giocarcela“.

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