Tra studio e pallone, gli studenti dell’Ariosto incontrano Dramé, Viviani e Scalabrelli

Almeno per una mattina i biancazzurri Viviani e Dramé, accompagnati dal preparatore dei portieri Scalabrelli, hanno fatto un viaggio nel tempo all’epoca dei loro giorni da studenti, visitando il liceo classico “Ludovico Ariosto”. L’incontro è stato organizzato dal professore Fabrizio Fiocchi nel celebre Atrio Bassani dell’istituto e ha trattato tematiche diverse, tra cui lo sport come momento di crescita e di aggregazione sociale, l’importanza dello studio, il legame tra squadra e tifosi, la professionalità nell’affrontare tutte le sfide che la vita riserva. I rappresentanti di istituto si sono fatti portavoce dei coetanei, conducendo un’intervista a 360 gradi ai tre ospiti spallini, per poi lasciare spazio anche alle domande e curiosità dei rappresentanti di classe presenti in platea. Dopo aver rivissuto le emozioni dei recenti successi biancazzurri attraverso la proiezione di un video, Viviani e Dramé hanno fatto un bilancio dei loro primi mesi alla corte di mister Semplici, evidenziando le motivazioni che li hanno portati a scegliere di vestire la maglia della SPAL e gli obiettivi che sperano di poter raggiungere presto, assieme ai compagni. Scalabrelli, ormai ferrarese d’adozione, ha rimarcato come in pochi anni si sia evoluto il rapporto della società biancazzurra con i cittadini ferraresi: dai tempi delle due promozioni consecutive sono stati raggiunti traguardi storici che hanno avvicinato sempre di più la città alla società dei Colombarini e i numeri che raggiunge ogni domenica il “Paolo Mazza” sono un indicatore di un affetto che si è intensificato in maniera esponenziale in queste ultime stagioni.

I giocatori a questo proposito si sono dichiarati stupiti del calore dei sostenitori spallini. Ferrara è una piazza che non ha nulla da invidiare a quelle più grandi e famose del nostro paese, perché, come ha detto Viviani, “Non fa differenza se una struttura può contenere ottantamila o diecimila persone, l’importante è che si crei un fortino quando si gioca in casa. I tifosi ferraresi sono straordinari, ci sostengono dal primo minuto al triplice fischio. Venire in trasferta al Mazza non è una passeggiata per nessuno dei nostri avversari”. Interrogati dagli studenti, Viviani e Dramé hanno parlato a ruota libera della propria avventura nel mondo del pallone, ritenendosi privilegiati per essere riusciti a fare della propria passione un lavoro, nonostante il calcio professionistico comporti continui sacrifici, come la lontananza dalla famiglia, il doversi spostare spesso, la conduzione di una vita regolare dal punto di vista dell’allenamento, dell’alimentazione e dello stile di vita. Si è poi discusso ampiamente della vita tra i banchi di scuola, con Scalabrelli che ha consigliato ai presenti di porre sempre lo studio al primo posto nella lista delle proprie prerogative, magari vivendo lo sport come momento di svago, divertimento e crescita personale: “Lo sport, così come la scuola, prevede delle regole da seguire. Il mio consiglio è quello di portare a termine il vostro percorso di studi, perché la scuola vi offre degli insegnamenti che vi porterete dietro per tutta la vita. Al liceo dovete sottostare a delle regole e anche quando uscirete da qui dovrete seguire le regole del mondo del lavoro. Il calcio è anche questo. Imparare a comportarsi e a stare insieme agli altri. Non è solo uno sport, ma un forte elemento di aggregazione sociale”.

Sia Viviani che Dramé hanno ripercorso il proprio percorso scolastico: avendo entrambi lasciato casa a quattordici anni, non hanno frequentato la scuola pubblica, ma istituti privati che hanno permesso loro di terminare il proprio percorso di studi. Anche per un giovane calciatore che vive in un convitto le ore passate a studiare con i compagni possono essere noiose o dure da affrontare, ma gli spallini, ripensando a quei momenti, riconoscono che gli anni passati alle superiori siano stati i più belli della loro vita e che tante delle loro amicizie più care siano nate proprio in quel periodo. L’incontro si è concluso discutendo di campionato, di Var e di arbitri, aprendo anche una parentesi sull’impresa di sabato scorso con la Juventus. Gli studenti del liceo hanno chiesto qual è stata la chiave per bloccare la corsa di Dybala e Higuain e i due giocatori sono stati d’accordo nell’indicare l’atteggiamento come l’arma vincente. Contro i bianconeri era giusto giocare senza paura, a viso aperto, perché la SPAL aveva ben poco da perdere, e alla fine il calcio è bello per questo, non c’è niente di scontato, non c’è un pronostico che non possa essere sovvertito. Il discorso salvezza è ora più aperto che mai e per la SPAL questo è il momento decisivo della stagione. Ma dopo Napoli la squadra ha trovato quella che Viviani ha definito “la quadratura de cerchio”, la consapevolezza dei propri mezzi e un’identità di gioco precisa. La SPAL vuole salvarsi e ora sa che se gioca come sabato potrà veramente mettere in difficoltà qualsiasi avversario e, remando tutti dalla stessa parte, Viviani, Dramé e Scalabrelli sono convinti che l’anno prossimo potranno provare a ripetere l’impresa di strappare un punto anche agli squadroni.

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