Da Masi Torello alla serie A, SPAL in visita agli studenti. Colombarini: Il sogno è iniziato qui

E’ stato un giorno speciale per la scuola secondaria di Masi Torello che nella mattinata di mercoledì ha ricevuto la visita della SPAL, rappresentata da Alberto Grassi e Giacomo Poluzzi, accompagnati dall’addetto stampa Enrico Menegatti e da Massimiliano Mamini dell’area commerciale. Entusiasmo alle stelle per gli studenti che si sporgevano dalle finestre delle aule attendendo l’arrivo dei loro beniamini, un’attesa snervante nonostante questi ultimi abbiano fatto capolino prestissimo, alla nove e mezza. Accolti da applausi e ovazioni, gli spallini si sono spostati poi nel municipio di Masi Torello per un colloquio faccia a faccia con una vasta platea di giovani studenti, pronti a intervenire uno alla volta, presentandosi con nome e cognome, per rivolgere domande e curiosità ai due graditi ospiti, sotto la direzione impeccabile della professoressa Cristiana Corelli.

Presenti anche il sindaco di Masi Torello Riccardo Bizzarri, il patron biancazzurro Simone Colombarini e la moglie Elisa, che si è spesa in prima persona per l’organizzazione di questo evento nel paese che è stato la culla della realtà che oggi lotta nell’Olimpo del calcio italiano. Sotto gli occhi devoti e intimiditi delle classi prime, seconde e terze dell’istituto, Grassi e Poluzzi si sono raccontati a ruota libera, parlando della loro esperienza alla SPAL, dei momenti più belli e più difficili delle loro carriere, del rapporto con gli altri compagni di squadra e con la città di Ferrara. Poluzzi, che già aveva giocato nella Giacomense, conosce la società da più tempo rispetto al centrocampista di proprietà del Napoli e con la maglia biancazzurra ha realizzato quello che era il suo più grande sogno da sempre: una promozione in serie A. Giocare contro le grandi squadre come la Juventus, l’Inter, il Milan è il desiderio più grande di qualsiasi bambino che indossi le scarpe con tacchetti con l’obiettivo di fare della propria passione un lavoro, e Grassi ricorda bene quanti sacrifici abbia comportato seguire il proprio sogno, primo su tutti lasciare la propria casa e allontanarsi dalla propria famiglia, ma li rifarebbe tutti, dal primo all’ultimo, perché l’amore che prova per il pallone è sempre andato oltre qualsiasi ostacolo. Dopo un brutto infortunio, la mancanza di spazio a Napoli e il conseguente ritorno in prestito all’Atalanta, il centrocampista ha deciso di sposare quest’estate il progetto SPAL, convinto del programma della società e orgoglioso di vivere in prima persona il ritorno della squadra ferrarese in massima serie dopo quasi cinquant’anni di assenza.

Qualche battuta anche sulla vita tipo del calciatore, sulle loro abitudini, sulla loro quotidianità e sul rapporto con la tifoseria: Grassi e Poluzzi devono fare anche i conti con un tipo di popolarità con cui una città piccola come Ferrara ha avuto finora ben poco a che fare, ma il fatto di essere fermati spesso per strada o al ristorante per foto o autografi non è mai una seccatura, ma un piacere, che diventa una grande soddisfazione se ad avvicinarsi sono i sostenitori più piccoli. A termine delle domande delle classi, la parola è passata al patron Simone Colombarini, che ha raccontato la scalata della propria società dai dilettanti al professionismo: “Il nostro cammino è stato lungo e difficile, la nostra storia inizia da lontano, con la Giacomense che è partita dalla terza categoria, scalando tutti i campionati fino alla C2 e alla fusione con la SPAL. Questo cambio di piazza è stato molto importante e ha necessitato un’organizzazione diversa e più complessa, si sono aggiunti altri professionisti alla nostra famiglia in questi ultimi anni in cui abbiamo raggiunto traguardi molto ambiziosi e ora siamo una struttura molto più grande e completa. E se oggi siamo quello che siamo è anche perché abbiamo osato, a volte anche sbagliando, ma abbiamo imparato dai nostri errori. Perché a parer mio senza sbagliare non si può diventare grandi”.

Infine Colombarini ha dedicato la chiusura del proprio intervento agli alunni della scuola media, un universo a lui particolarmente caro dato che vi appartiene anche la figlia Agata: “Imparate a credere in voi stessi e cercate il vostro talento dentro di voi. Ognuno di noi ha delle abilità, ciascuno di voi spicca in un’attività in particolare. Non importa se chi da grande vuole fare il calciatore non ce la farà. Se ci riuscirà, bene, lo chiameremo alla SPAL (sorride, ndr), ma ricordatevi sempre che lo studio è fondamentale, che tutti noi siamo portati per fare qualcosa nella vita. Cercate di capire in cosa dovete investire il vostro impegno e le vostre energie e mettetecela tutta per avere successo in quello che fate”.

È seguito poi il discorso del sindaco Riccardo Bizzarri, che si è unito all’appello agli studenti del patron biancazzurro e ha manifestato l’orgoglio di Masi Torello per aver scritto parte della storia della SPAL di oggi, quella che pareggia con la Juventus al “Mazza” e che sta lottando con le unghie e con i denti per raggiungere il prima possibile la salvezza e il mantenimento della categoria: “Dobbiamo ritenerci fortunati se oggi abbiamo ricevuto la visita di questi campioni, perché non capita da tante altre parti che dei giocatori di serie A vadano a incontrare nelle scuole di provincia gli studenti. E questo avviene soprattutto grazie all’umiltà e alla disponibilità della SPAL, a partire dai calciatori arrivando anche a tutti i membri della società, composta da persone semplici, da cui dovete prendere esempio, perché questa è la prova che con abnegazione e modestia si può arrivare dove si vuole. E non dimenticatevi di sognare, perché non si può fare niente se prima non si è sognato di farlo”.

Al termine della mattinata è arrivata la benedizione, nel vero senso della parola: don Giuseppe Crepaldi, parroco di Masi Torello e grande supporter biancazzurro,  ha presenziato per un saluto di buon auspicio, a modo suo, a Grassi e Poluzzi. “Nella speranza di vincere a Genova”. E con queste parole Don Giuseppe ha detto tutto.

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