Visti da fuori: Atalanta, squadra senza compromessi. Nessun pareggio nelle ultime cinque

Come esce l’Atalanta dal recupero della ventisettesima giornata di Serie A? I neroazzurri si arrendono alla Sampdoria e si vedono sconfitti per 2-1. Con questo risultato i neroazzurri rimangono certamente in lotta per L’Europa League, ma vengono agganciati a quota quarantasette punti proprio dalla Sampdoria e anche dalla Fiorentina.

LA FORMAZIONE
Nonostante Ilicic sia ancora fuori per infortunio, Gasperini decide di tornare al 3412, cambiando tre giocatori rispetto al turno precedente. Davanti al solito Berisha tra i pali, la difesa a tre è composta da Toloi, Mancini (in campo per far rifiatare Palomino) e l’esperto Masiello. Nei quattro di centrocampo figurano invece Hateboer, De Roon, Freuler e Castagne. Dietro le due punte c’è Bryan Cristante e in avanti ritroviamo i soliti Gomez e Petagna.

LA PRESTAZIONE
Sicuramente non è mancato lo spettacolo tra Atalanta e Sampdoria. Se nel primo tempo le squadre hanno giocato d’attesa, studiando l’avversario e rimanendo ancorate alle proprie disposizioni tattiche, nella seconda frazione di gara entrambe hanno praticato un gioco più spregiudicato. A ogni modo, la prestazione offerta contro i blucerchiati è sicuramente quanto di più lontano rispetto a quella vista sabato contro l’Udinese. Nonostante la Dea venisse da un periodo certamente migliore e più convincente, dopo un dominio iniziale, si è dovuta arrendere ai capovolgimenti di fronte di una Sampdoria fortemente rimaneggiata, ma altrettanto motivata.

LA CHIAVE TATTICA
A contraddistinguere in negativo la prestazione dell’Atalanta sono stati soprattutto gli inaspettati errori difensivi. Non è un caso che, in una giornata del genere, i nerazzurri abbiano raccolto zero punti contro un avversario che recentemente non se la passa proprio benissimo. Il primo gol di fatto nasce da una disattenzione di Toloi che, in prossimità dell’area piccola, è lento a leggere il tocco casuale del compagno Castagne e si fa anticipare da un lesto Caprari. Il secondo gol invece è frutto di un passaggio fuori misura su cui Masiello sembra non possa fare nulla. Zapata è velocissimo ad avventarsi sul pallone e davanti a lui si apre una prateria che lo porta al tu per tu con Berisha.
Nonostante la giornata no dei nerazzurri, ci si aspetta sicuramente altro al Paolo Mazza. La squadra di Gasperini è oramai celebre per il suo pressing incessante, per le marcature strettissime o per l’abilità dei difensori nell’accorciare rapidamente sugli attaccanti avversari. Spesso e volentieri, in fase difensiva, i suoi giocatori si addentrano nella trequarti avversaria così da negare la circolazione di palla ai difensori più tecnici. Per prevenire l’inferiorità numerica, tuttavia, viene sempre lasciato libero di agire il difensore meno dotato tecnicamente, seppur isolato dai compagni. Così facendo, i neroazzurri costringono spesso l’avversario a lunghi rilanci o a falli laterali, senza dover abbandonare il loro compostissimo assetto. Altro obiettivo dei bergamaschi è sempre l’organizzatore delle trame offensive di gioco. I nerazzurri di fatto puntano spesso al recupero della sfera a centrocampo per aggredire l’area avversaria attraverso transizioni rapidissime.

OCCHIO ALL’AVVERSARIO
Senza dubbio mister Gasperini ha diverse frecce al suo arco con cui far male ai biancazzurri. Uno di loro è sicuramente Alejandro Gomez. Dopo il picco raggiunto nella scorsa stagione, El Papu – seppur con meno reti all’attivo – sta confermando la sua importanza per le manovre offensive dei nerazzurri. L’argentino classe 1988 è infatti il fulcro di ogni azione offensiva, quello che più di tutti è capace di far saltare ogni schema e di creare la superiorità numerica per i compagni. Inoltre, è bene ricordarlo, El Papu vede la porta da fuori area come pochissimi nel nostro campionato.
Altra pedina fondamentale è Bryan Cristante. Nel pieno di una crescita che sembra esponenziale, il talentino friulano spicca senza dubbio per la sua duttilità. Durante l’arco della stagione Gasperini lo ha collocato e provato in diverse zone del campo, scoprendo in Cristante una sicurezza al di là degli schemi: quando gioca nella linea mediana, il centrocampista di scuola Milan – seppur non dotato di grandissima visione – serve i compagni alla perfezione creando così i presupposti per delle azioni pericolose; quando invece gioca più vicino agli attaccanti, diventa veramente insidioso con i suoi inserimenti. Cristante non rifinisce le azioni, ma le semplifica: è questo probabilmente il suo maggiore punto di forza.
Altro giocatore di vitale importanza per le geometrie atalantine è Andrea Petagna. Non è certamente tra gli attaccanti più prolifici del nostro campionato, tuttavia il suo contributo in attacco è sostanziale: tatticamente affidabile, tiene palla, fa salire la squadra e dialoga sempre con i compagni. Gasperini non può chiedere molto altro al suo numero ventinove. Seppur in forte dubbio causa infortunio, non si può non citare Josip Ilicic, l’uomo più in forma della Dea. Con un rendimento e una continuità mai trovati prima, lo sloveno sta mettendo in mostra quel talento che fino a qualche tempo si era visto solo a sprazzi. Non a caso quest’anno è il capocannoniere dei nerazzurri con dieci gol in campionato. Coniugando dribbling, tecnica, buona visione della porta e fisicità Ilicic è l’uomo più pericoloso con cui dovrà fare i conti la SPAL nel match di sabato al Paolo Mazza, ammesso che possa recuperare dal problema al ginocchio.

L’ANDAMENTO RECENTE
Nonostante la classifica non lo dia troppo a vedere, complici anche gli impegni in campo europeo, l’Atalanta è una delle squadre più brillanti e pericolose della Serie A. Un vero incubo anche per i top club. In trasferta poi, la Dea è riuscita a imporsi in campionato con Milan e Roma e in Coppa Italia col Napoli, confermandosi un avversario ostico anche lontano dal suo pubblico. Nel girone di ritorno ha lasciato punti solo a Crotone (un pareggio per 1-1) e all’Allianz Stadium contro i campioni d’Italia.

(3V, 0N, 2P)
ATALANTA-SAMPDORIA 1-2 (Toloi)
ATALANTA-UDINESE 2-0 (Petagna, Masiello)
H. VERONA-ATALANTA 0-5 (3 Illicic, Cristante, Gomez)
JUVENTU -ATALANTA 2-0
BOLOGNA-ATALANTA 0-1 (De Roon)

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