La carica di Bonacina: Con Jesi sarà una finale, mi fido dei miei uomini e del pubblico ferrarese

Mancano due giorni alla partita che per il Kleb varrà l’intera stagione, quella di domenica pomeriggio (ore 18) al palasport contro Jesi. Un vero e proprio spareggio playoff, che a Ferrara mancano dalla stagione 2014-2015, nei quali l’allora Mobyt allenata da coach Martelossi sfiorò addirittura l’impresa contro la ben più quotata Trieste. Rimangono due gare al termine della regular season (Jesi, appunto, e la trasferta di Piacenza) e la formazione estense – nonostante la sconfitta di Bergamo – è ancora in piena corsa e rientrerebbe – quantomeno momentaneamente, se Ravenna dovesse battere Bergamo; in caso contrario sarà molto probabilmente festa, Imola permettendo – tra le prime otto battendo i marchigiani. All’andata Ferrara ottenne una netta vittoria (68-87) in una delle poche trasferte positive che si ricordano di quel periodo, quando ancora sulla panchina del Kleb sedeva Alberto Martelossi.

Adesso al timone della Bondi c’è Andrea Bonacina, e la sua promozione a capo allenatore ha fruttato ben 8 vittorie su 12 partite: un ruolino di tutto rispetto, che ha permesso all’ambiente della palla a spicchi ferrarese di ritornare a sognare quell’adrenalina che solo un mini campionato a parte come quello dei play-off può regalare. A poco più di 48 ore dalla sfida con Jesi abbiamo voluto fare due chiacchiere proprio con il giovane coach brianzolo, come al solito lucido e sereno nelle sue analisi, ma al contempo carico ed emozionato per quella che è sicuramente la partita più importante della sua finora breve carriera da head coach.

Coach, manca ormai poco allo spareggio con Jesi. In questi giorni si è sentita di più la pressione vista la posta in palio o è stata una normale settimana di allenamenti?
“Sono le settimane che tutti vorrebbero vivere, quelle del ‘do or die’, quelle dove il cuore batte più forte ed è bello così. Quindi sì, è una settimana diversa ma comunque andrà sarà la più bella del mondo. Una di quelle che vorrei vivere sempre perché ti prudono le mani pensando al traguardo che ti stai giocando”.

All’andata Ferrara comandò per tutta la partita e vinse nettamente. Cosa è cambiato in Jesi e cosa nel Kleb rispetto ad un girone fa?
“Jesi ha cambiato tanto ma soprattutto ha inserito il direttore d’orchestra che mancava: Marques Green è un po’ il Riccardo Muti dei canestri. E’ un metronomo che segna tanto ma alza pure il livello dei suoi compagni. E la testimonianza sono i 90 punti di media dal suo arrivo: ma le cifre di tutta la squadra marchigiana sono migliorate. In più c’è Kenny Hasbrouck, che ne segna 22 a partita e qui a Ferrara ce lo ricordiamo bene. Loro sono un top team, vengono da 9 vittorie nelle ultime 12, ma noi non siamo da meno e il merito va agli splendidi professionisti che alleno. Sarà una grande partita, se fossi un tifoso farei carte false per esserci”.

Hai parlato di Green e Hasbrouck, probabilmente la coppia di esterni più forte del campionato. Ma Ferrara dove può avere la meglio su Jesi?
“E’ vero, loro due formano la coppia di esterni più forte e complementare dell’intero girone. Ma noi dobbiamo e vogliamo fare la differenza in termini di fisicità e agonismo. Moreno, Cortese, Rush e Panni non sono inferiori e non li cambierei con nessuno. Sono i miei soldati fra i piccoli e vado in guerra con loro. E non dimentico i miei combattenti sotto le plance: Fantoni e Molinaro. E i miei giovani Donadoni e Carella pronti ad ogni battaglia. Poi c’è il generale Hall: queste sono le sue partite e noi ci affideremo a lui. Certe occasioni non le sbaglia”.

Sei ancora giovane e con poca esperienza da capo allenatore alle spalle, ma in questi mesi a Ferrara abbiamo imparato a conoscerti come una persona molto matura e conscia dei suoi mezzi. Senti che stai per affrontare già la partita più importante della tua finora breve carriera?
“Io sono elettrizzato. Non vedo l’ora che arrivi la palla a due, ma al tempo stesso sono lucido e sereno. Per un motivo semplicissimo: mi fido totalmente dei miei ragazzi e sono certo che domenica daranno tutto. E so che abbiamo sviscerato ogni dettaglio, siamo pronti come sicuramente lo sarà Jesi. Vediamo chi sarà il migliore, con la consapevolezza e l’orgoglio della rimonta fatta, che non si cancellerà assolutamente in caso di sconfitta”.

Da quando sei sulla panchina del Kleb lo score parla di 8 vittorie su 12 partite. Qual è stato il segreto per cambiare marcia?
“Se ve lo rivelo, non è più un segreto. Me lo tengo per me…”.

Hai detto che la partita di domenica sarà come una finale di Champions League. Proprio per questo servirà il supporto del pubblico di fede ferrarese…
“Io la reputo una finale, e le finali già di per sé danno gioia e carica. Noi in più abbiamo la serenità che ci ha dato il percorso fatto finora. Però arrivati a questa finale non ci accontentiamo e proveremo a vincerla. E in una sfida così equilibrata, come credo sarà, anche il nostro pubblico dovrà fare la differenza. Dovrà darci quella spinta in più che solo i tifosi di Ferrara sanno comunicarci tra le quattro mura di quel palazzetto. Vogliamo trascinarli e farci trascinare dentro una partita esaltante”.

E la Curva Nord sembra già aver raccolto l’appello del coach della Bondi, postando già ieri su Facebook l’invito ad accorrere in massa domenica pomeriggio al palasport, per 40 minuti infuocati che decideranno le sorti della stagione dei biancazzurri.

 

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