Visti da fuori: corsa e buona volontà non bastano all’Hellas, la difesa concede troppo

Come esce l’Hellas Verona dalla trasferta in casa del Genoa? I gialloblù lasciano il Luigi Ferraris con un passivo di 3-1 e di fatto dicono addio alle già flebili speranze di salvezza. Dopo la vittoria col Cagliari per 1-0, gli uomini di Pecchia hanno inanellato una serie di tre sconfitte di fila, portando così a sei punti il distacco dal Crotone attualmente quartultimo.

LA FORMAZIONE
Complici gli infortuni di Aarons, Bianchetti, Boldor, Buchel, Zaccagni e Kean e la squalifica per Ferrari, la formazione proposta contro il Genoa è per forza di cose rimaneggiata. Pecchia si affida ancora una volta al 433 e manda in campo Nicolas tra i pali, Bearzotti, Caracciolo, Vukovic e Souprayen in difesa. Romulo, Danzi e Valoti a centrocampo e in attacco Cerci, Fares e Matos, quest’ultimo preferito a Verde.

LA PRESTAZIONE
Al di là del risultato, è stata per certi versi una buona prova quella dell’Hellas, se non altro sotto il profilo della generosità e del dispendio di energie fisiche. Il problema sta nella generosità anche nell’accezione negativa del termine, per la parte che riguarda la tendenza a offrire facili occasioni agli avversari. I gialloblù hanno incassato 68 gol, solo il Benevento ha fatto peggio finora incassandone dieci in più. Dopo l’immediato vantaggio del Genoa firmato da Medeiros (grave la disattenzione della retroguardia) l’Hellas ha saputo proporre una reazione e soprattutto nella seconda metà di gara ha dato prova di grande freschezza fisica, esercitando un ottimo pressing e lanciandosi in pericolosissime ripartenze mai capitalizzate a dovere. Nei venti minuti finali, i maggiori pericoli sono arrivati dalle scorribande offensive di Alessio Cerci, apparso particolarmente in forma. Importante anche la prestazione di Romulo che, al di là del gol dal dischetto, ha coniugato come sempre qualità a quantità. Senza troppi dubbi è stato lui l’uomo partita per i veneti.

LA CHIAVE TATTICA
Il gioco del Verona si basa soprattutto sulle transizioni. Le ripartenze si sviluppano soprattutto sulla fascia destra, quando questa è occupata da Romulo e Ferrari. I gialloblù solitamente prediligono schierarsi con due linee compatte per poi appunto ripartire mediante gli esterni. L’Hellas di fatto è una squadra che porta pochissimo il pallone in area attraverso la costruzione per via centrale. La scelta di Kean come prima punta è praticamente una conseguenza. L’attaccante di proprietà della Juve è infatti un giocatore dinamico che offre situazioni di gioco diverse grazie ai suoi continui movimenti all’interno del rettangolo di gioco. Visto tuttavia il considerevole numero di gol subiti, risulta interessante dare un’occhiata alla fase difensiva degli scaligeri. La tendenza della squadra di Pecchia ad abbassarsi spesso porta a uno schiacciamento eccessivo nella propria trequarti. La squadra concede quindi troppi tiri nello specchio, soprattutto da fuori. E’ il caso appunto dell’1-0 firmato dal genoano Medeiros. Totalmente indisturbato, il centrocampista portoghese – ricevuta palla – ha il tempo di girarsi, prendere la mira e calciare in porta da fuori area. Arrivando praticamente allo scadere fa testo fino a un certo punto, tuttavia anche la straordinaria rete di Goran Pandev sembra viziata da un atteggiamento eccessivamente attendista.
A ogni modo, l’Hellas ha diverse frecce al suo arco. Soprattutto nelle uscite di marzo, Pecchia ha spesso schierato i suoi con un 442 incentrato sui lanci lunghi per Petkovic, trovando così un’alternativa a quell’esasperata costruzione dal basso che aveva contraddistinto i gialloblù nella prima parte di stagione. In fase offensiva si passa spesso dal 442 al 424 col preciso scopo di far perdere tutti i riferimenti alla difesa avversaria attraverso costanti movimenti degli attaccanti. Tuttavia, anche quest’alternativa presenta alcune falle in difesa. Spesso infatti il Verona non trova modo di controllare la zona centrale del campo e lascia così buchi non indifferenti tra gli interni di centrocampo e la difesa.

OCCHIO ALL’AVVERSARIO
Come già detto, giocatore parso in forma contro il Genoa è Alessio Cerci. L’esterno classe ’87 è uno dei giocatori più tecnici e rapidi a disposizione di Pecchia. Partendo da destra, ama solitamente accentrarsi portandosi sul mancino per tirare o servire i compagni. Proprio contro il Genoa, nei minuti finali Cerci ha smistato così due buonissimi palloni mal sfruttati da Fares. Altro giocatore imprescindibile è Romulo. Nato come terzino o esterno in un centrocampo a cinque, l’italo-brasiliano nel tempo si è trasformato in un vero e proprio jolly, avendo giocato in carriera anche nei tre d’attacco, nei tre di centrocampo e persino sulla fascia sinistra. E’ senza dubbio il giocatore gialloblù che meglio coniuga quantità e qualità e spicca soprattutto tra tutti per la grande facilità di corsa.
Qualora il Verona dovesse ricorrere al 442, altro elemento da non sottovalutare è Bruno Petkovic. Dopo una stagione da dimenticare al Bologna, l’attaccante croato ha fatto vedere finalmente qualcosa di buono anche in Serie A. Sebbene possieda una discreta tecnica di base e si accompagni con una buona velocità, non è un calciatore decisamente prolifico. Tuttavia è una attaccante che sa giocare anche i palloni sporchi e che sa crearsi il giusto spazio per far salire e lanciare i suoi compagni. Della partita certamente sarà Ferrari, al rientro dopo una squalifica per somma di ammonizioni. Per gli scaligeri dovrebbe essere recuperato anche Aarons che, probabilmente, siederà in panchina.

L’ANDAMENTO RECENTE
GENOA – H. VERONA 3-1 (Rig. Romulo)
H. VERONA – SASSUOLO 0-1
BOLOGNA – H. VERONA 2-0
H. VERONA – CAGLIARI 1-0 (Rig. Romulo)
BENEVENTO – H. VERONA 3-0

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