Dallo spogliatoio, Felipe: Faccio un gol all’anno, era ora. Antenucci: Volevo assolutamente esserci

Con il cuore, con la forza e anche con un pizzico di fortuna la SPAL espugna il “Bentegodi” nel decisivo scontro salvezza contro l’Hellas Verona a tre giornate dalla fine, volando a un punto di vantaggio sulla zona retrocessione e ritornando ora padrona del proprio destino. Dopo un inizio choc, contraddistinto dall’infortunio di Lazzari e dal gol incassato per mano di Valoti, la squadra di Semplici si è resa protagonista di una grande rimonta, come sottolineano in zona mista Felipe e il capitano Mirco Antenucci, orgogliosi della prestazione.

FELIPE
“Sono molto contento per il gol, ho la media di una rete all’anno e sinceramente ne sentivo la mancanza (ride; ndr). Siamo partiti male e questo gol su una palla da fermo conferma che tante volte nel calcio basta un attimo per sbloccare le partite. Non è stato sicuramente il nostro miglior primo tempo, quando c’è l’obbligo di vincere c’è sempre un po’ di tensione in più e sapendo i risultati delle partite precedenti chiaramente si affrontava questa partita in un modo diverso. Credo però che al di là di questo, nel secondo tempo siamo tornati in campo bene ed abbiamo fatto qualcosa di importante, buttandoci su ogni pallone con la giusta cattiveria. Dobbiamo analizzare le difficoltà che abbiamo avuto nel primo tempo, ma ci lavoreremo in settimana per evitare che si ripresentino. Cosa ci siamo detti nell’intervallo? Io ero molto arrabbiato perché non riuscivamo a giocare contro una squadra alla quale non potevamo concedere delle speranze. Le abbiamo concesso il gol, ma alla fine è venuta fuori la personalità dei più vecchi, fondamentali per ribaltare il risultato e portare a casa la vittoria. Andiamo avanti facendo la rincorsa su noi stessi, sarà dura perché abbiamo ancora tre partite complicate nelle quali abbiamo l’obbligo di vincere e di ripetere la prestazione di oggi. Domenica prossima arriverà il Benevento, una squadra che gioca bene a calcio, che sta bene in questo momento e che non regala nulla, giocando in totale leggerezza come abbiamo visto oggi contro l’Udinese. Sarà una battaglia ma abbiamo un ottimo collettivo, nel quale non c’è il fenomeno di turno che risolve la partita ma tanti individui che lavorano insieme con grande affiatamento e spirito di sacrificio. L’esempio che voglio citare è Everton, autore oggi di un’ottima partita in un ruolo non proprio suo. La forza della SPAL è proprio questo, un grande gruppo che lotterà fino alla fine”

MIRCO ANTENUCCI
“Non dovevo essere della partita, mi sono allenato poco in settimana per un problema al polpaccio ma alla fine ho stretto i denti e sono riuscito a scendere in campo. Volevo esserci perché per noi era troppo importante questa gara, sono felicissimo per la vittoria e soprattutto per la spinta che ci dà a livello di morale e di classifica. Era una partita fondamentale per la corsa salvezza. Difficoltà iniziali? Ci poteva stare, anche perché per il Verona era una delle ultime possibilità per giocarsi la salvezza, anche se noi sapevamo che bisognava assolutamente vincere. Alla lunga è uscito il cuore ed il gioco di questa squadra, qualità importanti che ci hanno permesso di portare a casa i tre punti. Siamo cresciuti nel secondo tempo e questo vuol dire che si lavora bene, grazie ad uno staff che ci prepara al meglio dal punto di vista tecnico e tattico. Abbiamo lottato tutti quanti su ogni pallone, dobbiamo continuare su questa falsariga e giocare in casa col Benevento con questo entusiasmo. Sinceramente non credo che incontrare una squadra già retrocessa possa agevolarci, loro hanno dato del filo da torcere a tutti e verranno a giocarsela da noi come se fossero ancora in lotta per la salvezza. Non dobbiamo pensare di aver già vinto perché sarebbe un gravissimo errore, ora abbiamo superato il Chievo ma mancano ancora tre partite e può succedere di tutto. Faccio un grande applauso ai nostri tifosi che ormai ci fanno sentire a casa anche quando giochiamo in trasferta, rappresentano la nostra arma in più e spero che continuino così fino alla fine”.

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