Stagione pronta per l’archivio, restano le speranze dei giovani. Bragatto: Potevamo fare di più

Anche per quest’anno siamo giunti all’alba dell’ultima giornata di campionato. La Krifi Caffè 4 Torri Volley sta per concludere una stagione fatta di alti e bassi, infortuni, grandi vittorie e brucianti sconfitte. Assieme ai suoi compagni anche Marco Bragatto, centrale granata classe 1997, sta per salutare il suo pubblico nel match previsto per sabato alle ore 18 contro la Celanese Volley Forlì.

Nato e cresciuto a Ferrara, Bragatto ha scelto la pallavolo dopo numerosi tentativi con altre discipline: “Ho iniziato a giocare circa otto anni fa. Da bambino il mio primo sport è stato il beach tennis, cui mi ero appassionato giocando al mare. Dopo l’estate ho deciso di proseguire con gli allenamenti, mi piaceva molto e tuttora quando vado in spiaggia ci gioco tanto. Dopo qualche tempo un problema alla schiena mi ha costretto a smettere, così sono passato al nuoto. All’inizio era anche divertente, ma dopo cinque anni non ne potevo più di andare avanti e indietro per le vasche. Ho lasciato ed ho fatto una lezione di prova di basket: ho capito subito che non era lo sport per me, così sono approdato alla pallavolo”.

La carriera di Marco, tutta dipinta granata, ha attraversato le categorie giovanili ed i campionati di serie, fino ad arrivare alla serie B: “Ho iniziato con l’Under 12 all’interno di un gruppo molto numeroso, che è stato smistato dopo alcuni mesi. Ho continuato a giocare fino all’Under 17 con cui facevamo anche la serie D. Da lì sono passato alla serie C, finché un giorno un centrale della prima squadra ha subito un infortunio alla spalla. Coach Zambelli mi ha dato fiducia, ho cominciato ad aggregarmi agli allenamenti della serie B ed ho esordito in campo. L’anno successivo è arrivato Martinelli: questo è il terzo anno qui per me”.
La terza stagione ormai in dirittura d’arrivo ha rappresentato la svolta per tanti ragazzi della Krifi, tra cui Matteo Trimurti, Alberto Bortolato e proprio Marco Bragatto: “Quest’anno ho avuto molto più spazio in campo, sono contento. L’anno scorso, con la presenza in rosa di Masiero, Spiga e Bernard, non ho avuto molto modo di esprimermi. E’ stato giusto così, sono tutti ragazzi di grande esperienza, noi ci stavamo giocando i playoff e far giocare me da titolare sarebbe stato un rischio maggiore. Quest’anno mi è stata data più fiducia, sono contento dei miei risultati”.

Risultati positivi, che però non sono stati sufficienti a far raggiungere alla Krifi gli obiettivi posti dalla dirigenza lo scorso settembre. C’è rammarico per il piazzamento in classifica? “Dispiace soprattutto per i playoff. Ogni stagione è una storia a sé, ma dispiace non essere stati all’altezza dei pronostici. Una volta consapevoli di essere fuori dalla zona playoff abbiamo cercato di fare il massimo per arrivare più in alto possibile in classifica. Durante l’anno siamo scivolati più volte ed abbiamo avuto molte difficoltà”. Non resta che provare a chiudere in bellezza, contro la terza in classifica Forlì: “Non sarà un avversario facile da contrastare, hanno un opposto molto temibile e sono una buona squadra. Noi ci teniamo a giocare bene, sarà l’ultima della stagione e saremo davanti al pubblico di casa”.
Fuori dalla palestra Bragatto ha intrapreso un percorso accademico nel corso di scienze motorie, scelta maturata dopo un anno di riflessione: “Sono al primo anno di università, ma mi sono iscritto con un anno di ritardo. Inizialmente non ero intenzionato a proseguire gli studi, perciò ho deciso di lavorare per alcuni mesi come progettista Autocad in uno studio. Quest’estate ho rivalutato l’idea di continuare a studiare e oggi sono contento della mia scelta. Conciliare la pallavolo con lo studio è più semplice, mi piace quel che faccio”.

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