Dura di più una trattativa per una casa o per un giocatore? L’importante è affidarsi ai professionisti

L’organizzazione delle rispettive scrivanie nell’ufficio di via Zappaterra dice già di per sé molte cose sulle differenze che contraddistinguono Daniele e Stefano. I due hanno età diverse, caratteri diversi, passioni diverse, eppure sono accomunati dalla passione che mettono nel loro lavoro di agenti immobiliari sotto il tetto di Serim Casa. Quella e dal senso dell’umorismo tipico di un’alchimia tutta particolare, che si può sperimentare andandoli a trovare.

Serim Casa è nata nel 2015, quando la SPAL era ancora lontana dal diventare una squadra di Serie A. Per Daniele Guzzinati e Stefano Cardace, due liberi professionisti che hanno fatto del settore immobiliare il loro lavoro, è stato l’inizio di una nuova avventura: “La nostra è un’agenzia immobiliare nata dalla ferma volontà di credere in questo settore” ci dice Stefano, che ha anche un passato da giocatore di pallacanestro e da cuoco. “Dopo alcune vicissitudini, abbiamo deciso di dare vita ad una realtà che adesso ci permette di essere presenti sul mercato con una proposta concorrenziale valida. Il nostro portafoglio clienti è ampio e duraturo nel tempo e questo vuol dire che ci siamo radicati bene all’interno del territorio. Non neghiamo di essere soddisfatti del nostro percorso e i risultati ci dicono che stiamo lavorando tanto e bene. Evidentemente il mercato ha riconosciuto il nostro impegno e la nostra esperienza“.

Il quartier generale di Serim Casa è in via Zappaterra, nel complesso commerciale La Piramide, ma la mappa degli immobili dell’agenzia si estende a tutta Ferrara e anche oltre: “La nostra attenzione – spiega Daniele – è rivolta principalmente a Ferrara e alla sua provincia, ma se fiutiamo l’affare ci allarghiamo anche alla zona dei lidi. Per noi il legame con la nostra città, avendo il settore abitativo realizzato intere zone nel territorio, è fondamentale perché ha contraddistinto il settore negli ultimi quarant’anni di attività. Abbiamo preso atto che non ci fossero i presupposti per la costruzione di nuovi quartieri e pertanto l’impostazione data a Serim Casa è quella orientata al mercato delle rivendite di ciò che è già esistente, senza però escludere a prescindere le nuove costruzioni”.
C’è poi un intreccio col biancazzurro, che va oltre alla presenza dell’agenzia tra gli sponsor de LoSpallino.com: “La cooperativa di cui abbiamo fatto parte in passato ebbe la possibilità di acquisire una quota della SPAL ai tempi della presidenza Tomasi. L’amministrazione comunale di allora ci chiese di partecipare con una piccola quota alla compagine sociale con Gianfranco Tomasi azionista di maggioranza, ma in seguito non se ne fece nulla. Accostandoci a LoSpallino.com non solo ci siamo riavvicinati alle vicende della squadra, ma abbiamo avuto l’opportunità di farci conoscere un po’ di più tra gli appassionati. I risultati della squadra aiutano a creare un clima positivo che può avere effetti benefici anche sugli affari“.

Chiaro, nessuno compra casa perché è ispirato dalla presenza della SPAL in serie A, ma il mercato immobiliare cittadino sta comunque vivendo un momento di ripresa: “Le cose vanno meglio rispetto ad un anno fa – osserva Daniele – si viaggia su ritmi più sostenuti. I prezzi non sono ancora alti, anzi, sono piuttosto bassi, ma sono tanti i fattori da valutare. Ferrara culturalmente è una provincia agricola quindi c’è sempre il timore di esporsi nel fare investimenti di così grande portata, nonostante la casa sia un bene primario. Ma in ogni caso si tende più all’acquisto che all’affitto. Di positivo c’è che adesso le banche hanno ripreso a concedere finanziamenti, visti i tassi d’interessi un po’ più bassi. Soprattutto il mercato dei piccoli appartamenti, pensati per gli studenti, si sta muovendo. Diciamo che sono molte di più le persone che vengono da fuori e comprano. Allo stesso tempo il patrimonio immobiliare si è deprezzato e chi ha dei risparmi valuta bene se investirli nella casa.  La ricerca della prima casa o di chi vuole migliorare la propria condizione abitativa si scontra con il calo del prezzo della propria abitazione, quindi si notano difficoltà e instabilità“.

Restiamo in tema. I giocatori della SPAL prendono casa in centro storico, la gente comune invece si sposta all’esterno. Vero o falso? Perlopiù falso agli occhi di Daniele: “Andare a vivere in centro è un’opzione sempre valida. Magari si sta attenti al garage o al posto auto, ma normalmente chi punta al centro storico ha a disposizione anche un budget medio-alto. C’è abbondanza di immobili da vendere, ma il prezzo spesso non è accessibile e anche il giovane ora pensa in prospettiva. L’alternativa, per non dover sborsare cifre troppo elevate, è andare ad abitare oltre le mura. Una possibile soluzione cittadina? Tornare a costruire villette a schiera, una struttura che ha caratterizzato Ferrara negli ultimi anni. Questo è un tipo di mercato che si è fermato ma che invece continua ad essere sempre molto richiesto“. E la zona stadio? Da anni ormai si discute del deprezzamento degli immobili della cosiddetta zona GAD (Giardino-Arianuova-Doro) per via dei problemi di ordine pubblico: “I problemi ci sono – osserva sempre Daniele – ma i media contribuiscono ad alimentare una forma di psicosi che poi si riflette anche sulle quotazioni di case e appartamenti. Ogni giorno che passa il deprezzamento degli immobili in quella zona è sempre di attualità, ma se fossimo in una grande città questo problema non esisterebbe. Vendere – e di conseguenza comprare – in questi quartieri è sempre più difficile, ma non è giusto che le cose vadano così. La situazione è stata senz’altro esasperata e ora il timore di non riuscire a rivendere le proprietà in futuro è generalizzato. Il guaio è che Ferrara corre il rischio di avere diverse altre zone degradate perché non c’è più un tessuto imprenditoriale che possa riqualificarle seriamente. Queste cose non si risolvono attraverso le agenzie immobiliari, servono sinergie tra l’amministrazione e le imprese“.

In fondo, a sentir parlare Daniele e Stefano, chiudere una trattativa per una casa non è poi molto diverso dal farlo per un giocatore quando è tempo di calciomercato: “La soddisfazione è tanta – racconta Stefano – perché si tocca con mano la soddisfazione di tutte le parti in causa. Se tutti sono contenti, allora è una cosa positiva e significa che abbiamo lavorato bene. Più la negoziazione è breve e più c’è gratificazione, ma mediamente per chiudere un accordo servono quattro o cinque mesi. Di una cosa siamo felici: della nuova normativa della regione Emilia-Romagna per garantire a chi compra casa l’acquisto sicuro. Se questo comporta un maggior impegno e spesa da parte dei professionisti del mestiere non c’è problema, chi acquista è sicuro di aver preso una casa completamente a norma“.

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