L’Emilia-Romagna ruggisce in serie A e sotto perde i pezzi: saltano anche Reggiana e Cesena

A Ferrara, quando la serie C sembrava un marchio eterno, lo si è sentito dire spesso: “la ruota girerà prima o poi”. Frase fatta, ma in fondo è così: l’arrivo della famiglia Colombarini nell’estate 2013 ha impresso una spinta notevole alla ruota di cui sopra, mentre il paesaggio calcistico dell’Emilia-Romagna iniziava a trasformarsi grazie all’ascesa di realtà fino a quel momento “minori” come Carpi e Sassuolo.

La ruota però ha anche lame affilate che possono falciare chi non sta attento a sufficienza e così la regione in un sol giorno ha dovuto prendere atto della scomparsa dal professionismo di due realtà storiche come Cesena e Reggiana: i bianconeri non si iscriveranno alla serie B, mentre i granata hanno rinunciato alla serie C dopo dieci anni consecutivi di militanza. Entrambe le società sono rimaste schiacciate sotto una montagna di debiti e i relativi tentativi di salvataggio non hanno condotto a risultati apprezzabili. Ripartiranno dalla serie D, come accaduto alla SPAL nell’estate 2012, con società formate da rappresentanti dell’imprenditoria locale.

Tutto questo proprio nella stagione in cui l’Emilia-Romagna poteva vantarsi di avere quattro rappresentanti in serie A (Bologna, Parma, Sassuolo, SPAL). Un’eventualità che in epoca recente si era verificata solo nella stagione 1996-1997 (Bologna, Parma, Piacenza, Reggiana) e in quella 2002-2003 (Bologna, Modena, Parma, Piacenza), peraltro quando ancora il massimo campionato veniva disputato con la formula delle 18 squadre. Peccato che sotto la serie A resti… niente. Basti pensare che la serie B partirà con una sola squadra emiliana tra i propri ranghi (il Carpi): non accadeva dal campionato 2003-2004, quando a rappresentare l’intera regione c’era solo il Piacenza di Gigi Cagni fresco di retrocessione dalla serie A.

In serie C, a meno che non venga inaspettatamente ripescato il Santarcangelo (c’è una controversia a riguardo) a rappresentare l’Emilia-Romagna rimarranno le due piacentine Piacenza e Pro Piacenza (seppur con qualche ombra), il Ravenna e il Rimini appena rientrato dal dilettantismo dopo il fallimento del 2016. Anche in questo caso un record negativo.
Al piano di sotto ripartiranno le tre nobili decadute: Cesena, Modena e Reggiana. Esattamente come accaduto a Parma e SPAL in tempi recenti, passeranno dai palcoscenici prestigiosi ai campi di provincia, incontrando tra le altre Forlì, Imolese, Lentigione, Mezzolara, Romagna Centro (a meno che non si trasformi nel Cesena), Sammaurese, Sasso Marconi e Vigor Carpaneto.

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