Costa e Paloschi, le impressioni su campo e mercato: I nuovi? Dovranno calarsi nella nostra realtà

Dopo l’agevole vittoria sull’NK Ankaran abbiamo incontrato Alberto Paloschi e Filippo Costa nella sala stampa del campo sportivo di Tarvisio. Ecco le loro impressioni.

ALBERTO PALOSCHI
“Queste amichevoli servono soprattutto per allenarci e fare la cosiddetta ‘gamba’, per essere pronti ad affrontare il campionato che verrà nel migliore dei modi. Stiamo migliorando sempre di più l’intesa, ma ho la fortuna di lavorare con gente con cui ho già giocato l’anno scorso, conosciamo tutti la tipologia del gioco e aver dato seguito a questo aiuta veramente tanto. Non ci sono troppi volti nuovi, ma la forza della SPAL è stata quella di trattenere i più forti migliorandosi nei reparti dove bisognava fare qualcosa. Ora dobbiamo facilitare il più possibile l’inserimento dei nuovi arrivati trasmettendogli fin da subito la nostra mentalità, esattamente come abbiamo fatto l’anno scorso. Petagna? E’ un ragazzo bravo che ha fatto vedere le sue doti a Bergamo, ora dovrà calarsi nella nostra realtà sapendo che non sarà la stessa cosa. Con l’Atalanta ha sempre vissuto nella parte alta della classifica, credo che comunque non gli mancherà la voglia di lottare al pari di tutto il gruppo”.

FILIPPO COSTA
“Sono soddisfatto, anche se è normale sentire le gambe un pochino pesanti dopo dieci giorni che lavori intensamente. Però dobbiamo continuare su questa strada se vogliamo fare bene. Il blocco della squadra è rimasto lo stesso, mentre i nuovi acquisti sono tutti bravissimi ragazzi che non hanno avuto problemi ad inserirsi fin da subito. Alcuni li conoscevo già mentre altri no, posso dire che però si sono messi tutti a disposizione dello staff dal primo giorno e questo non può che giovare al gruppo, gruppo che è la vera forza della SPAL. Petagna e Djourou? Sono senza dubbio due ottimi innesti e vengono a darci una mano per un’altra stagione difficile in serie A. Abbiamo avuto la dimostrazione anche l’anno scorso che in questa squadra non ci sono né titolari né riserve, tutti sono parte integrante di un tutto e ognuno dà sempre il suo contributo quando viene chiamato in causa. L’ultima annata, parlando personalmente, è stata impegnativa anche a causa di quel piccolo infortunio che mi fa toccare ferro, ma a livello mentale ho capito che in serie A devi rimanere concentrato dal primo all’ultimo minuto, devi essere sempre sul pezzo e dare sempre il meglio di te”.

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