Lavagna tattica: Come si inserisce Petagna nel gioco della SPAL e cosa è lecito aspettarsi

L’arrivo di Andrea Petagna alla SPAL punta a dare un volto diverso al reparto avanzato della SPAL e segna un cambio di strategia dopo la sfortunata esperienza vissuta con Marco Borriello. Se guardiamo ai numeri, nella scorsa stagione la fase offensiva spallina è stata abbastanza efficace con i biancazzurri che hanno segnato 39 reti, facendo meglio di ben sei squadre (Chievo 36, Genoa 33, Cagliari 33, Benevento 33, Verona 30 e Sassuolo 29). Merito della capacità di mandare in gol 13 giocatori diversi, di cui sono uno in doppia cifra (Antenucci con 11). Se però spostiamo la nostra attenzione su altre statistiche ci accorgiamo delle difficoltà mostrate dagli estensi negli ultimi sedici metri di campo. Prima di tutto, se osserviamo i dati relativi agli expected goals, cioè ai gol attesi, notiamo come gli emiliani abbiano generato appena 34.61 xG: soltanto tre squadre hanno fatto peggio (Chievo, Hellas, Crotone)

Ecco allora spiegato il ricorso al mercato per rinforzare la batteria di attaccanti. In verità, guardando alle statistiche di Petagna e fermo restando il concetto che solo il campo ha l’ultima parola, l’acquisto dell’ex atalantino non sembra andare nella direzione dell’aumento del potenziale offensivo della squadra, almeno a livello individuale. Infatti, il 23enne attaccante triestino ha realizzato appena 9 reti (in 63 presenze) nelle due ultime stagioni a Bergamo, con un dato di 4.59 in termini di xG nell’ultimo campionato.

Le conclusioni di Petagna (fonte: UnderStat)

Se però osserviamo da vicino il contributo di Petagna in termini di assist, possiamo notare come il prodotto delle giovanili del Milan sia risultato essere il terzo giocatore dell’Atalanta con 5 passaggi che hanno portato al gol, dietro solo a Gomez (10) e ad Ilicic (8). E proprio nel dato relativo alle “assistenze” si cela il prezioso contributo tattico che Petagna potrebbe dare alla SPAL e, con questo, la motivazione dietro questo acquisto piuttosto oneroso.

 

via Gfycat
alcuni esempi degli assist forniti da Petagna ai compagni dell’Atalanta

Come sappiamo, il sistema di gioco di Semplici si basa sull’uscita pulita della palla da dietro con i tre difensori centrali e con l’appoggio del play basso. A questa prima fase di costruzione, volta a manipolare il sistema difensivo avversario per cercare spazio oltre la prima linea di pressione, fa usualmente seguito l’apertura sugli esterni per conquistare velocemente la trequarti offensiva. Arrivati a questo punto si cerca la verticalizzazione per i due attaccanti che devono svolgere un lavoro non solo di finalizzazione, ma anche di rifinitura, collegandosi con gli stessi esterni e con le mezzali.

la posizione media di Petagna nel campionato 2017-2018 (via WyScout)

In questo senso, in Petagna la SPAL spera di aver trovato un attaccante in grado di svolgere un lavoro di raccordo col centrocampo migliore di quello svolto dai giocatori avuti a disposizione da Semplici nel campionato 2017/18.  Non a caso Jasmin Kurtic, che col centravanti triestino ha giocato a Bergamo, nella parte finale della scorsa stagione fece notare in un’intervista la necessità di accorciare la distanza tra attacco e centrocampo, in modo da favorire le sortite offensive delle mezzali. Petagna in questo senso è un giocatore abile a giocare spalle alla porta e bravo nel difendere il pallone per permettere agli interni di centrocampo e all’altro attaccante di giocare con lui combinazioni nella trequarti d’attacco. La sua fisicità (188 cm per 88 chili) e la sua capacità di occupare gli spazi con intelligenza lo rendono utile non soltanto in questo lavoro associativo col centrocampo, ma anche nel poter permettere alla squadra di giocare direttamente la palla lunga in avanti, qualora si presentasse la necessità di uscire dal pressing alto avversario e ribaltare il fronte rapidamente. In entrambi i contesti tattici, la SPAL conta di essersi dotata di un elemento in grado di combinare ottimamente con Antenucci e con le mezzali (soprattutto Valoti ed eventualmente Grassi, se dovesse tornare in biancazzurro), cioè con gli altri giocatori ai quali sarà verosimilmente, ancora una volta, demandata la fase di realizzazione nella prossima stagione. Senza dimenticare Paloschi, che a Bergamo fu rapidamente accantonato anche a causa della predilezione di Gasperini per il numero 29.

Ovviamente i dirigenti biancazzurri e mister Semplici si augurano anche di poter innescare il potenziale realizzativo dello stesso Petagna, finora rimasto inespresso. Nel corso delle sue due stagioni all’Atalanta gli è spesso stata rimproverata una scarsa freddezza sotto porta e la tendenza a fare errori banali per un giocatore con le sue qualità. Senz’altro la sua grande generosità incide sulla capacità di farsi trovare lucido di fronte al portiere, ma per una squadra che punta ad una salvezza tranquilla gli sarà richiesto un miglioramento su questo specifico aspetto, anche per provare a rientrare nel giro di una nazionale fugacemente frequentata con Ventura. Nel frattempo la SPAL conta di poter fare affidamento anche sulla pericolosità aerea di Petagna in situazioni di calcio piazzato, considerato che nella scorsa stagione solo sei gol sono nati indirettamente da palloni fermi (due con colpi di testa, quelli di Simic a Crotone e di Cionek contro l’Atalanta).


Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Nel 2018 ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Rosa Toscana e Italia7 ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.

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