Moncini raccontato da chi lo ha allenato. Castori e Angelini: Saprà ritagliarsi il suo spazio

Una cosa è certa: un risentimento al quadricipite femorale terrà Gabriele Moncini fuori dalla doppia amichevole tra SPAL, ND Gorica (serie A slovena) e Koper (serie C slovena) che dalle 16 di mercoledì animerà il pomeriggio di Auronzo di Cadore. Un attimo di pausa per il giovane attaccante classe 1996, strappato dal ds biancazzurro Vagnati al Cesena dopo il fallimento della società romagnola e già in gol al debutto nell’amichevole del 21 luglio vinta per 2-1 dalla squadra di Semplici contro il Campodarsego, e così, per conoscerlo meglio, abbiamo fatto due chiacchiere con Giuseppe Angelini, suo allenatore ai tempi della Primavera romagnola, e Fabrizio Castori, che ha avuto il merito di lanciarlo nell’ultimo campionato di Serie B, chiuso con l’ottimo bottino di 8 reti (due delle quali contro il Parma alla terzultima giornata, fondamentali per raggiungere la salvezza sul campo) in 27 presenze e una salvezza ottenuta sul campo prima del fallimento che costringerà i romagnoli a ripartire dalla Serie D dopo la fusione con il Romagna Centro.

La prima domanda è quasi obbligatoria: che tipo di giocatore è Moncini?
Castori: “E’ un ragazzo giovane, dal sicuro avvenire. Sente la porta, ha fiuto per il gol, è un’opportunista d’area di rigore, forte nel gioco aereo ma capace di segnare in tanti modi. E’ uno di quei giocatori da battaglia, ha nelle sue corde il combattimento e credo che la SPAL nel corso del suo campionato avrà bisogno di questo tipo di atleti che si sacrifichino per la squadra“.
Angelini: “Ha tutte le caratteristiche per far bene, ma la Serie A è un altro mondo rispetto alla C giocata col Prato o alla B di Cesena. A me ricorda Inzaghi e Cutrone per il modo che ha di stare in area. E’ una prima punta, capace anche di muoversi alle spalle di un compagno. Ma sa adattarsi e sacrificarsi per i compagni, ed è proprio nel gioco collettivo che deve migliorare perché i margini di crescita sono molto ampi“.

Dove possiamo aspettarci di vederlo in campo nella stagione che sta per iniziare?
Castori: “Con me ha dato il meglio in coppia con un altro attaccante, quindi è un giocatore complementare, capace di rendere e far rendere. In più non molla mai, sa come pressare i difensori avversari e non si fa alcun problema a correre quando c’è da ripiegare, ma paragoni non ne voglio fare perché deve avere tutto il tempo per crescere e maturare ulteriormente“.
Angelini: “Io lo vedrei bene in tandem con Petagna. L’ex Milan e Atalanta è abile nel creare tanti spazi per i compagni di reparto e lui sa come sfruttarli. Ma in generale credo abbia le caratteristiche necessarie per giocare con tutti gli attaccanti che la SPAL ha attualmente in rosa, Semplici potrà goderselo appieno. Sicuramente non è un contropiedista, deve ricevere la palla per essere pericoloso, ma per le squadre che sanno proporre gioco e calcio è un ottimo rinforzo“.

Il salto di categoria dalla B alla A è arrivato nel momento giusto?
Castori: “Sì, perché Moncini ha comunque già fatto tanta gavetta, è partito dalla C, passando poi per la B e adesso si testerà anche in un campionato di livello assoluto come la A. C’è un processo di crescita che certifica le sue qualità. Poi è vero che nel calcio non si finisce mai di imparare, ma lui parte sicuramente da una buona base. Poi ricordiamo che è un classe 1996 e, nonostante la giovane età, mentalmente è sulla buona strada“.
Angelini: “Ha una caratteristica che non si perde passando da una serie all’altra: il fiuto del gol. Bisogna capire se anche in A riuscirà a farsi valere, ma io sono ottimista. Già quando allenavo nel settore giovanile della Juventus lui era lì, negli Allievi nazionali, avevo imparato a conoscerlo. Una volta passato al Cesena lo abbiamo portato in Romagna ma è a Prato che ha fatto il salto di qualità (due stagioni in Toscana, la seconda da 13 gol in 35 apparizioni; ndr). Però lo scorso anno in B con Castori è migliorato ulteriormente e se in questi quattro anni di contratto con la SPAL saprà ritagliarsi il suo spazio aumenterà anche il valore del cartellino“.

Ferrara può essere la meta giusta per lui?
Castori: “Senza dubbio. E’ un giocatore che sa aspettare il momento giusto e in una stagione lunga come quella italiana prima o poi avrà la sua occasione. Semplici ama giocare con due attaccanti e tra turnover e qualche defezione Moncini riuscirà a farsi vedere. In più il suo spirito di sacrificio è evidente e uno così in squadra fa sempre comodo“.
Angelini: “Qualcuno può dire che avrebbe fatto meglio ad accasarsi in una big e magari andare in prestito da qualche altra parte, ma io credo che la scelta sportiva di sposare il progetto SPAL per restare in rosa e giocarsi le sue carte sia giusta e in linea con il percorso fatto fino a questo momento. Lui punta su sé stesso, non su altri fattori. Ha sempre avuto le idee chiare sin da giovane, diceva che avrebbe voluto giocare in A e ora c’è riuscito. Certo, nelle gerarchie biancazzurre ha tanti giocatori davanti, ma per la mentalità che ha dimostrato di possedere questo non sarà un problema. Lo dimostra il fatto che già nella prima amichevole giocata è riuscito ad andare a segno“.

Sembra di capire che come quinta punta per la SPAL sia un’ottima scelta.
Castori: “Certo, anche perché per un attaccante non essere un titolare ed entrare a partita in corso dev’essere uno stimolo in più. Moncini è un giocatore che può segnare da un momento all’altro, di testa, in acrobazia o anche con un tocco sporco a due centimetri dalla porta. Con pazienza e tanto spirito di sacrificio ha saputo ritagliarsi un ruolo nel mio Cesena e non dimentico la splendida doppietta segnata nel 4-2 in casa contro il Pescara“.
Angelini: “Sulla carta è una quinta punta, ma se le cose dovessero andare bene potrebbe anche scalare qualche posizione. La sua forza è sempre stata quella di farsi trovare pronto una volta chiamato in causa, anche solamente a gara iniziata. Poi spesso nella partita successiva si è trovato a dover ripartire dalla panchina, ma non si è mai demoralizzato e questo è un suo punto di forza. Passo dopo passo saprà farsi largo, la gavetta gli è servita per imparare a gestire anche situazioni di questo tipo e chi lo allena sa sicuramente che quando entra Moncini non entra un ragazzo della Primavera“.

Avrà però qualche punto debole, no?
Castori: “Non è un prodotto finito, ma non possiamo pretendere che lo sia, del resto ha solo 22 anni. Essendo praticamente al debutto in A (17′ complessivi col Cesena nella stagione 14/15; ndr) dovrà farsi largo, ma per uno che ha il il sacrificio nel DNA questo non rappresenterà un problema“.
Angelini: “La Serie A è un torneo sia tecnico che fisico, ed è proprio per la sua struttura non imponente che potrebbero nascere perplessità. Ma anche in questo caso ha ampi margini di miglioramento e comunque riesce a sopperire alle sue mancanze con mentalità e personalità, lo vedo pronto“.

Possiamo chiudere affermando che è stato un buon investimento per la SPAL?
Castori: “Sì, la società si è mossa per tempo perché evidentemente crede in lui. Ora sta al giocatore ripagare la fiducia di chi lo ha voluto“.
Angelini: “Assolutamente sì e ricordiamoci che la SPAL lo ha preso a parametro zero dal fallimento del Cesena. E’ giovane, ha tutta la carriera davanti e se si giocherà bene le sue carte crescerà di valore, e questo sarebbe solamente un bene per lui e per la società“.

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