Lavagna tattica: il Parma di D’Aversa e il suo 433. Per la SPAL decisiva l’arma del contropiede

All’esordio un’ora di buon calcio aveva portato il Parma sul 2-0 prima della rimonta dell’Udinese: ora i crociati si preparano alla prima trasferta mentre in città è già scoppiata la febbre da Juventus, attesa al “Tardini” sabato 1 settembre.

Per la partita del “Dall’Ara”, Roberto D’Aversa avrà a disposizione anche Gervinho, per il quale è arrivato il transfer dalla Cina. L’ex romanista dovrebbe partire dalla panchina, ma potrebbe comunque avere a disposizione uno spezzone di partita per dimostrare di essere ancora quello visto a Roma tre stagioni fa. Proprio l’inserimento dell’ex giallorosso nel 4-3-3 di D’Aversa è destinato, nelle intenzioni dei parmensi, a rappresentare un potenziamento per il 4-3-3 a trazione verticale impostato dal tecnico nato in Germania. Infatti, da un punto di vista tattico, il Parma non presenta nulla di particolarmente nuovo, ma quello che fa lo fa bene: squadra attenta alla fase difensiva, pronta a ribaltare il campo con veloci ripartenze.

La fase di costruzione bassa, affidata al quadrilatero composto da portiere, difensori centrali e play basso, non è particolarmente elaborata ed è incentrata sulla ricerca più o meno immediata della verticalità. Ne consegue un possesso palla non insistito (43% contro l’Udinese). Il baricentro non è stato particolarmente alto nella prima uscita in campionato (48.61 metri di media) e la squadra di D’Aversa non ha avuto difficoltà a difendersi anche più in basso sul possesso avversario (41.74 metri in fase difensiva). La maggior parte delle azioni offensive del Parma avviene lungo le corsie esterne, dove si muovono spesso anche gli interni, al fine di svuotare il centrocampo e consentire ai laterali offensivi di tagliare dentro al campo e al centravanti di accorciare nella zona di rifinitura. Le mezzali sono però allenate anche ad occupare la trequarti offensiva in fase di attacco posizionale e ad inserirsi in zona gol, soprattutto sui traversoni provenienti dalle fasce, in modo da non lasciare centravanti ed esterno opposto da soli nell’area avversaria in queste situazioni. Come si vede, D’Aversa ha dotato i suoi uomini di numerose soluzioni per andare in porta.

COSA DEVE FARE LA SPAL
Per affrontare un Parma che, verosimilmente si schiererà con l’intento di difendersi per poi azionare il contropiede, la squadra di Leonardo Semplici dovrà cercare prima di tutto di ripetere la buona fase difensiva mostrata a Bologna. Naturalmente, gli estensi dovranno prestare la massima attenzione alle transizioni avversarie, attuando le dovute marcature preventive per impedire soprattutto a Di Gaudio e Inglese (ed eventualmente Gervinho) di ricevere palla in campo aperto. Attenzione e concentrazione anche sui calci piazzati, essendo il Parma una squadra molto fisica. Sempre in fase offensiva, la squadra di Semplici dovrà cercare di produrre di più rispetto a quanto mostrato nella pur vittoriosa trasferta nel capoluogo.

La SPAL ha prodotto un modesto 0.53 di xG (expected goals) contro il Bologna (fonte: understat)

In questo senso potrebbe rivelarsi determinante l’apporto di Kurtic e Missiroli nel trovare campo all’interno dei mezzi spazi ai lati di Leo Stulac, il metronomo del Parma. Da questa posizione i due interni sarebbero maggiormente in grado non soltanto di azionare gli esterni in zona offensiva ma anche di rifinire direttamente verso i due attaccanti. In entrambe le situazioni si verrebbero a creare situazioni potenzialmente pericolose per una difesa come quella del Parma che ha dimostrato di non essere impermeabile al primo assaggio di serie A, come invece lo era stata nella serie cadetta durante la scorsa stagione. Bruno Alves, arrivato quest’estate al posto dell’ex capitano e ora club manager Lucarelli, è un centrale solido, ma non velocissimo. Provare ad attrarre il pressing ultra-offensivo del Parma attraverso la classica fase di costruzione bassa della squadra di Semplici potrebbe essere poi un’ulteriore maniera per creare spazi interessanti da poter attaccare in verticale contro una squadra come quella di D’Aversa che l’anno scorso era attenta in fase di transizione difensiva ma che quest’anno ha già subito un gol in contropiede.

 

via Gfycat

il contropiede del 2-2 segnato dall’Udinese col centrocampista Fofana a rimorchio. Un’azione che potrebbe ripetersi con Kurtic e Missiroli.

 

Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Nel 2018 ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Rosa Toscana e Italia7 ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.

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