Come se la passa il Torino dopo due giornate? Il punto con chi segue i granata da vicino

Incassati i complimenti per il primato in classifica, la SPAL si rimette in viaggio per dare continuità alle buone prestazioni delle ultime settimane. Il calendario porta la squadra di Leonardo Semplici all’Olimpico Grande Torino a poco più di tre mesi dal confronto del 13 maggio che vide i granata imporsi per 2-1 in rimonta, dopo l’iniziale vantaggio di Grassi. Dopo un’estate di calciomercato frenetico i biancazzurri affrontano una squadra rinnovata, ma non completamente stravolta rispetto alla scorsa stagione, come ci spiega dal capoluogo piemontese il collega di Toro.it Andrea Piva.

Partiamo dalla stretta attualità: il calendario ha riservato un inizio complicato per il Toro, con una sconfitta e un pareggio nelle prime due. Come si sta preparando la partita di domenica contro la SPAL?  
Nonostante l’unico punto conquistato contro l’Inter devo dire che c’è ottimismo per la terza partita di campionato. I granata hanno giocato alla pari contro squadre che disputeranno la Champions League e specialmente nei secondi tempi sono riusciti a prevalere sull’avversario, esprimendo un buon calcio e una buona condizione fisica. Contro la Roma il Toro ha perso per via di una prodezza di Dzeko, mentre contro l’Inter la squadra ha rimontato due gol ed ha avuto anche occasioni per vincerla, a dispetto di un primo tempo giocato però malissimo. Siamo all’inizio e in vista della partita di domenica le sensazioni sono buone, ben consapevoli che la SPAL è un avversario temibile e la classifica la pone più in alto di tutte“.

Tra le file granata ci sono diversi volti nuovi. Walter Mazzarri ha avuto quello che voleva per completare la rosa?
Diciamo che durante la campagna acquisti la dirigenza ha modellato la squadra secondo le idee tattiche dell’allenatore, mentre nello scorso campionato Mazzarri lavorò con una rosa costruita per un altro. Nel precampionato è stato provato il 3-4-3, ma il modulo base che adotterà sarà il 3-5-2 come suo solito. Almeno finora è stato questo il modulo adottato nelle prime due giornate di questo campionato. La difesa ha trovato in Izzo un grande interprete e oltre alla certezza N’koulou si è riscoperto Moretti, giocatore che ha scelto di rinnovare per un altro anno e sta dimostrando benissimo di meritarsi la titolarità. In questo momento il veterano granata convince più del nuovo arrivato Bremer, in attesa del recupero di Lyanco che sulla carta sarà poi il terzo titolare nella linea arretrata. Più avanti le sorprese più liete sono rappresentate da Meité e Ola Aina, giocatori che vedremo titolari domenica sera. Il primo in particolare è la rivelazione di quest’inizio stagione: abbina un mix di tecnica e forza fisica che gli varrà la terza da titolare consecutiva. Teoricamente, quest’anno i tre centrocampisti designati per giocare sono Rincon, Soriano e Baselli (in dubbio per domenica), ma nulla vieta di pensare che Meité possa imporsi fino a raggiungere un posto scalzando qualcuno. Con prestazioni del genere sarà difficile tenerlo fuori. Davanti, con questo modulo, restano due posti, occupati ora da Belotti e Iago Falque, ma ci sarà anche l’inserimento graduale di Simone Zaza, il vero colpo del mercato granata. La partita contro la SPAL sarà con ogni probabilità l’occasione per il suo esordio davanti al nuovo pubblico“.

Niang è stata la grande delusione della scorsa stagione, mentre Ljajic ha brillato a sprazzi. Le loro cessioni sono un po’ lo specchio della stagione amara che il Toro ha avuto?
Hanno entrambi deluso, ma in maniera differente, tenendo presente che Ljajic era al suo secondo anno dopo un campionato in cui aveva fatto ottime cose, mentre Niang era nuovo e rappresentava il colpo di mercato per aumentare ancora di più il peso specifico in avanti. Il serbo – finito al Besiktas nell’ultimo giorno di mercato – è rimasto in bilico perché poco convinto del valore del campionato turco, ma alla fine la certezza di un posto fisso ha prevalso fino a fargli accettare la destinazione. Quest’anno Mazzarri era stato chiaro col giocatore: c’erano tre uomini davanti a lui nelle gerarchie e la prospettiva sarebbe stata tanta panchina. Per Niang invece c’è ben poco da dire: con quindici milioni spesi era stato l’acquisto più pagato da Cairo durante la sua gestione, ma in sostanza non ha reso secondo le aspettative. L’attaccante senegalese ha giocato tanto, ma non ha mai convinto, né con Mihajlovic né con Mazzarri, tant’è che il Torino non ha avuto dubbi a metterlo sul mercato fin dall’inizio. La dirigenza avrebbe voluto venderlo a titolo definitivo in questa sessione, ma non è stato facile trovare l’offerta giusta, ecco il perché della cessione solo negli ultimi giorni. Va al Rennes in prestito con diritto di riscatto fissato sempre a quindici milioni, nella speranza che faccia bene nel campionato francese”.

Restiamo sui singoli: Belotti è chiamato a riscattarsi dopo una stagione opaca frenata dagli infortuni. Il Gallo può tornare ai livelli di due anni fa?
Credo di sì, perché se non dovesse avere altri problemi fisici al ginocchio si potrebbe confermare come un attaccante forte fisicamente, tecnico e dalla grande propensione al gol. D’altra parte nel 2016/2017 mise a segno la bellezza di ventisei reti, e non si segnano facilmente in un campionato difficile come quello italiano. Anche nella scorsa stagione, per quanto sia stata negativa, è riuscito ad andare in doppia cifra tra gli infortuni e le giornate difficili dopo il rientro, dando una mano facendo quello che sa fare meglio: segnare. Il presente dice che ha iniziato bene, è in forma e si vede: recupera palloni, lotta davanti, è aggressivo. Credo davvero possa tornare sui livelli che merita“.

L’anno scorso è stato un campionato di rimpianti per la squadra di Urbano Cairo, fuori dalla zona Europa troppo presto. Che aspettative ci sono per il futuro?
L’obiettivo, anche se non dichiarato, è sempre la qualificazione all’Europa League, quindi arrivare tra le prime sette in campionato e rilanciare l’immagine del Torino anche a livello internazionale. Siamo sulla stessa linea di un anno fa, con la differenza che allora tutti quanti, dalla dirigenza fino all’allenatore, sbandierarono l’obiettivo a più riprese, caricando forse eccessivamente l’ambiente. Attualmente il profilo adottato è più basso, la parola ‘Europa’ non è mai stata nominata e bisognerà correggere gli errori commessi ripetutamente in precedenza, come lasciare per strada punti con avversarie di media-bassa classifica. Le statistiche ci dicono che i granata hanno lasciato circa sette punti a squadre retrocesse e pareggiato partite contro altre che lottavano per non retrocedere. Saranno tutte situazioni che non si dovranno ripetere“.

Ci sono tanti ex granata in casa SPAL, oltre agli ultimi arrivati Bonifazi e Valdifiori ci sono anche Milinkovic-Savic, Gomis e l’attuale capitano Mirco Antenucci. Il Torino può avere qualche rimpianto su qualcuno di questi giocatori?
Spendo due parole per ognuno, ma la risposta è chiaramente scontata. Bonifazi era chiuso dopo l’arrivo di Izzo, il Torino continua però a crederci e lo dimostra il prestito di un anno con contro-riscatto. Tornare in una squadra e in un ambiente dove ha già reso alla grande gli farà bene. La speranza è che il ragazzo possa fare una buona stagione, tornando alla base tra dodici mesi pronto per una stagione da titolare in serie A ed eventualmente in Europa. Per Valdifiori il discorso è diverso, per ovvi motivi d’età ma anche per questioni di rendimento. Vero che il Torino in rosa non ha più uno con le sue caratteristiche, ma è altrettanto chiaro che nei suoi due anni ci si aspettava di vedere un altro tipo di giocatore, ricordando quello di Empoli. E’ un grande uomo spogliatoio e il suo contributo per il gruppo è stato fondamentale, ma in campo a volte ha lasciato a desiderare. Milinkovic-Savic forse poteva andare da un’altra parte, non credo avrà molto spazio con Semplici. Direi che Gomis s’è guadagnato a tutti gli effetti il posto sul campo a suon di ottime prestazioni. E poi come non rimpiangere, anche solo per un attimo, un giocatore come Antenucci? Qui lo ricordano tutti con grande affetto, fin da quell’anno magico tra i cadetti quando fu decisivo per la promozione in serie A, segnando reti a raffica. Il pubblico dell’Olimpico lo saluterà con grande piacere“.

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