Stadio, secondo Mattioli la SPAL può diventare un modello: In altre città si faranno delle domande

Dice di essersi svegliato con la febbre Walter Mattioli, almeno all’indomani di SPAL-Atalanta. La febbre biancazzurra c’entra nulla, quella il pres ce l’ha sempre tutto l’anno: “Penso che tutti si siano svegliati alla grande dopo una serata del genere. Potevo solo sognare che le cose andassero così bene, con una prestazione così bella da parte della squadra. Ma ora dobbiamo guardare avanti e pensare a tutte le cose da fare nei prossimi giorni, perché i problemi da risolvere non mancano mai“.

Sollecitato sul parallelo Bologna-SPAL proposto dai quotidiani del capoluogo, il presidente ha scelto di mantenere un profilo basso, allargando il campo del ragionamento: “Non penso che parlino di noi solo a Bologna, ma un po’ in tutta Italia. Chiaro che noi al momento spendiamo meno e facciamo meglio, in più loro hanno ancora lo stadio da sistemare e le cose vanno a rilento. Ma credo che due domande se le facciano anche a Napoli: qui in ottanta giorni abbiamo sistemato lo stadio aumentando anche la capienza, là fanno fatica a parlarsi per trovare una soluzione. Vedere che la SPAL ha messo insieme 36 aziende per fare un lavoro simile con la collaborazione del Comune farà senz’altro riflettere le società e le amministrazioni delle altre città. Qui, come ho detto in altre circostanze, c’è sempre stata grande unità di intenti. Eravamo determinati nel raggiungere lo scopo e abbiamo trovato un’amministrazione sempre presente che ha fatto la sua parte, oltre ad aziende che hanno lavorato con rapidità e professionalità. Ci siamo dati un obiettivo e l’abbiamo raggiunto, per questo possiamo essere un esempio per tante altre realtà. Lo stadio ora come ora non è finito al cento percento, andrà perfezionato. Ma nelle prossime settimane completeremo l’opera“.

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